Mark Carney
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Mark Joseph Carney (1965 – vivente), economista, banchiere, manager e politico canadese, 24º Primo ministro del Canada.
Citazioni di Mark Carney
[modifica]- Chi è pronto a difendere il Canada? L'abbiamo reso il più grande Paese del mondo e ora un vicino vuole prendercelo? No way. Non succederà.[1]
Discorso a Davos, corriere.it, 21 gennaio 2026.
- Oggi parlerò della rottura dell’ordine mondiale, della fine di una bella storia e dell’inizio di una realtà brutale in cui la geopolitica tra le grandi potenze non è soggetta ad alcun vincolo.
Ma vi propongo anche un’altra tesi: che altri Paesi, in particolare le potenze di medio livello come il Canada, non sono impotenti. Hanno la capacità di costruire un nuovo ordine che incarni i nostri valori, come il rispetto dei diritti umani, lo sviluppo sostenibile, la solidarietà, la sovranità e l’integrità territoriale degli Stati. - Ogni giorno ci viene ricordato che viviamo in un’epoca di rivalità tra grandi potenze. Che l’ordine internazionale basato sulle regole sta svanendo. Che i forti possono fare ciò che vogliono e che e i deboli devono subire ciò che devono. [...] E di fronte a questa logica esiste una forte tendenza, da parte dei Paesi, ad adeguarsi per sopravvivere. Ad accomodarsi. Per evitare problemi. Nella speranza che la conformità garantisca sicurezza. Non lo farà.
- Permettetemi di essere diretto: siamo nel mezzo di una rottura, non di una transizione.
- Un Paese che non è in grado di nutrirsi, di rifornirsi di energia o di difendersi ha poche opzioni. Quando le regole non ti proteggono più, devi proteggerti da solo.
- [...] se le grandi potenze abbandonano persino la pretesa di regole e valori per perseguire senza ostacoli il proprio potere e i propri interessi, i benefici del “transazionalismo” diventano più difficili da replicare. Le potenze egemoni non possono monetizzare indefinitamente le loro relazioni.
- Le potenze medie devono agire insieme perché, se non sei al tavolo, sei nel menù.
- Le grandi potenze possono permettersi di andare da sole. Hanno la dimensione del mercato, la capacità militare e la leva per dettare le condizioni. Le potenze medie no.
- In un mondo di rivalità tra grandi potenze, i Paesi intermedi hanno una scelta: competere tra loro per ottenere favori oppure unirsi per creare una terza via con un impatto reale.
- Il Canada possiede ciò che il mondo desidera. Siamo una superpotenza energetica. Deteniamo vaste riserve di minerali critici. Abbiamo la popolazione più istruita al mondo. I nostri fondi pensione sono tra i maggiori e più sofisticati investitori globali. Abbiamo capitale, talento e un governo con un’enorme capacità fiscale per agire con decisione. E abbiamo i valori a cui molti altri aspirano.
- Il Canada è una società pluralista che funziona. Il nostro spazio pubblico è rumoroso, diverso e libero. I canadesi restano impegnati nella sostenibilità. Siamo un partner stabile e affidabile – in un mondo che non lo è affatto – un partner che costruisce e valorizza relazioni di lungo periodo.
- Il vecchio ordine non tornerà. Non dovremmo rimpiangerlo. La nostalgia non è una strategia.
Ma dalla frattura possiamo costruire qualcosa di migliore, più forte e più giusto. - I potenti hanno il loro potere. Ma anche noi abbiamo qualcosa: la capacità di smettere di fingere, di nominare la realtà, di costruire forza in patria e di agire insieme.
Questa è la strada del Canada. La scegliamo apertamente e con fiducia.
Ed è una strada aperta a qualsiasi Paese disposto a percorrerla con noi.
Note
[modifica]- ↑ Citato in Sara Gandolfi, Canada, Mark Carney è il nuovo premier. Trudeau: «Ora il Paese dovrà affrontare una sfida esistenziale a causa delle minacce di Trump», corriere.it, 9 marzo 2025.
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