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Mille lire al mese (film)

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Mille lire al mese

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

Osvaldo Valenti e Alida Valli nel film

Titolo originale

Mille lire al mese

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1939
Genere commedia
Regia Max Neufeld
Soggetto Oreste Biancoli
Sceneggiatura Luigi Zampa
Interpreti e personaggi

Mille lire al mese, film italiano del 1939 con Alida Valli, Osvaldo Valenti e Umberto Melnati, regia di Max Neufeld.

Citazioni su Mille lire al mese

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  • Andate a vedere questo filmetto: vi farete quattro risate. Lo ha diretto Neufeld, un regista tedesco che ha il dono di saper raccontare con brio e vivacissima sveltezza storie amene. [...] Più che la trama, in questa favola, contano le sorprese, le trovate, i contrattempi buffi che riempiono la situazione e non danno requie agli attori: dalla prima scena all'ultima. [...] La sorpresa del film è Alida Valli. [...] Ecco finalmente spuntare una stella nuova sul cielo nuvoloso della cinematografia italiana. Fresca, disinvolta, carina, pronta a capire e a farsi capire, con immediata intelligenza cinematografica. Ha un gioco di espressioni di una sincerità veramente rara alla quale purtroppo non siamo abituati. (Fabrizio Sarazani)
  • È bastato che qualche critico appassionato raccomandasse con melliflua simpatia di vedere Mille lire al mese, perché un pubblico innumerevole accorresse a riempire la sala del Corso Cinema, obbligando i ritardatari, la seconda sera della rappresentazione, a seguire in piedi le ridicole vicende del film, e ad allungare il collo dietro le spalle dei vicini. È un fatto questo che ci stupisce e ci commuove, testimoniando come sbaglia chi si lamenta della prevenzione del nostro pubblico e dell'ostinata antipatia per le fatiche del cinema italiano [...]. E che quello stesso pubblico, il quale giorni prima aveva palpitato di comprensione alle amorose schermaglie d'Incantesimo, si rivelasse poi di così facile contentatura dinnanzi alle storditaggini di Mille lire al mese, ci è sembrato un segno di affabile incoraggiamento e di attesa per prove migliori [...]. L'errore più violento e orgoglioso dei nostri industriali è di volere ad ogni costo effettuare opere innaturali. Si confonde la fantasia con l'arbitrio, la verità con l'esperienza, la piacevolezza con la sgraziata e volgare comicità [...]. Divertire il pubblico. Ma davvero il pubblico si diverte, a quel modo? L'altra sera, durante la rappresentazione di Mille lire al mese, forse qualcuno si divertiva. Quei personaggi, sollevati da onde schiumose e sbattuti qua e là come relitti di un misero naufragio, potevano destare anche qualche sorriso; e forse la recitazione frenetica dell'attore Melnati contribuiva a tenere sveglia un'attenzione che altrimenti si sarebbe spenta svogliatamente. (Mario Pannunzio)
  • È un filmetto, questo, che non ha altra pretesa se non quella di divertirvi per ottanta minuti; ma vi riesce. Melnati la fa da padrone, con quella sua comicità da finto tonto che ben conoscete; da parecchi di questi istanti mi pare che potrebbe diventare, per il nostro cinema, quello che è Heinz Rühmann per il cinema tedesco: non è piccola lode. Alida Valli, lo ripeto, è deliziosa; acerba, pungente, scattante, sicura, questo musetto viene dalla vita, quando appare domina lo schermo: già più che una promessa, il seguirla nei prossimi film sarà tanto doveroso quanto interessante. (Mario Gromo)
  • Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne A. Valli. È uno dei film più tipici del filone "telefoni bianchi". (il Morandini)
  • Merita di essere vista quasi esclusivamente per la raggiante presenza della giovanissima Alida Valli. (Il Mereghetti)
  • Un film ordinato, composto, elegante, gaio, raccontato con brio ed amabilità e rappresentato con efficacia e buon gusto. [...] La trama "sembra complicata, a raccontarla," ma tutto è esposto con tanta chiarezza, e gli episodi si seguono con logica così spontanea e conseguente, che per lo spettatore ogni cosa appare logica e naturale. Il vertice di questo film è Alida Valli, [...] attrice incantevole. Aggraziata, composta. (Luigi Chiarelli)

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