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Montalcino

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Montalcino

Citazioni su Montalcino, comune della provincia di Siena.

  • La via principale che da Poggio alle Mura conduce a Montalcino è quasi sempre ombreggiata da boschi e da ulivete o fiancheggiata da vigne e Montalcino apparisce improvviso ad una svolta di strada, mostrandoci la rôcca mezzo nascosta dall'edera e incorniciata dai grandi cerri di un bosco vicino.
    Al di là di quelle mura smantellate dal Medici si distende in semicerchio la città che occupa tutto un breve altipiano e scende alquanto giù per la china opposta distendendovi le sue casette bianche come lembo di tovaglia ricadente da una tavola.
    Poi le mura della città e di là i campi cosi grigi di ulivi e cosi verdi di vigne che sembrano giardini. Qualche cipresso e qualche pino segnano i confini rustici; qualche campanile e molte case di contadini rompono la gaiezza del verde, disseminandosi nel fianco del monte fin giù alla valle dove scorre serpeggiando l'Ombrone. (Fabio Bargagli Petrucci)
  • Le Piazze della Repubblica di Montalcino erano l'oggetto della ambizione di molti. Cosimo le pretendeva per giustizia a forma del trattato di cessione, e delle replicate promesse fatteli dal Re Filippo di procurargliene il possesso: i Caraffi le ambivano per premio dell'amicizia del Papa col Re di Francia, ma siccome la decrepitezza di Paolo IV non dava luogo a sperare verun profitto dalla sua alleanza, così non impegnava a meritarsela con simili ricompense: il Duca di Ferrara le domandava in conpensazione de suoi crediti, ma temeva le opposizioni di Cosimo, e non voleva averle vincolate di feudalità. Don Francesco da Este procurava di escludere tutti questi competitori, offerendosi di prenderle con qualunque vincolo; per promovere più efficacemente queste interesse operò di esser richiamato alla Corte, e che fosse sostituito in suo luogo Cornelio Bentivoglio. (Jacopo Riguccio Galluzzi)
  • Montalcino, per la posizione sua naturalmente forte e per essere lontano da vie di grande comunicazione, non ebbe vita avventurosa e poté prosperare tranquillamente sotto la protezione di Siena cui tentò più volte invano di ribellarsi per istigazione dei Fiorentini che ne ambivano il possesso. (Fabio Bargagli Petrucci)

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