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Monte Verità

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Monte Verità

Citazioni sul Monte Verità o Monescia.

  • Chi riconosce Ascona? Valalla ed Olimpo insediato | hanno i lor riti e templi, quando nudisti osceni | folli di sensazioni, piantaron le tende sul Monte | e paradiso in terra voller creare, impronti. | Stava in agguato il lucro; serpeva l'insidia de gli ozi, | e martellava il senso, di facil esca istrutta. | [...] | Or, confortanti i tempi, di libito e febbre fa vita; | corsa al piacer, traguardo, offre di spassi e bagni. | Emula lusingata, regina di danze e di svaghi, | ah, non di tale serto, cinta vorrei vederti!... (Giovanni Laini)
  • Gli abitanti di Schwabing si ritirarono, o progredirono, verso la comunità di santi, artisti e amanti della natura del Monte Verità di Ascona, sulle sponde svizzere del Lago Maggiore. Vi giunse nel 1900 Gusto Gräser, un poeta che giocava con il proprio nome, che significa erbe, e diceva di essere in cerca di radici, le radici delle piante, radici da mangiare, le radici delle parole, le radici delle civiltà e delle montagne. Rifuggiva non solo la carne ma anche i metalli, che secondo lui era meglio lasciare dentro la terra, al loro posto, dentro le rocce. Viveva in grotte e dormiva nelle cappelle lungo le strade. (Antonia Susan Byatt)
  • «Lassù invece», e indicò la montagna che s'innalzava obliqua sulle case fitte fitte del paese, «c'è l'altro polo di Ascona, e questo non può passare inosservato, perché irradia la sua luce e non mette la fiaccola sotto il moggio. Devi sapere che là sorge la roccaforte di Rudolf Steiner, l'antroposofo, il Monte Verità». Ero orgoglioso di poter vivere in un luogo così celebre. (Friedrich Glauser)
  • ​Non si saprebbe spiegare in altro modo la corrente magnetica e il raggio medianico che attira intorno a Locarno certa umanità in erratico, filosofi baltici e occultisti olandesi, teosofi, antroposofi giardinieri egittologi e igienisti mistici, vegetariani allevatori di polli per il mercato, platonici depravati, nazzareni che altro non hanno del Cristo se non la chioma, donne stranite avvolte in tela da tendine, celebranti di messe nere, forse, e forse antropofagi raccolti in capanne, intorno alla montagna infesta, sparsa in cima, come una landa, di rare betulle, luogo che s'avverte, predestinato al sacrilegio, al sabba diabolico e ai sacrifici umani. (Alexandre Cingria)
  • «Quanto al Monte Verità...» s'interruppe e fissò lo sguardo lontano, come se lo rivedesse nella sua mente. «Non sono mai stato portato per le effusioni liriche, lo sai» disse. «Durante tutte le nostre scalate, anche le più belle, io ero sempre quello pratico e tu il poeta. In fatto di bellezza, però, non ho mai visto nulla che si possa paragonare al Monte Verità. Certo, abbiamo scalato vette molto più alte, tu e io, e infinitamente più pericolose, ma quella era, come dire?... sublime.» (Daphne du Maurier)
  • Sono passati i tempi | di Monte Verità, dei suoi nudisti, | dei kulturali jerofanti alquanto | ambivalenti o peggio. Eppure, inorridisci, | non so che sia, ma qui [ad Ascona] qualcosa regge. (Eugenio Montale)
  • Sopra Ascona affiorano le negre rocce del Monte Verità, aridi dossi punteggiati dai tronchi d'argento delle betulle: luogo scelto, i primi del secolo, da alcuni naturisti che in quella solare solitudine intendevano vivere secondo la «loro» verità. (Piero Bianconi)

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