Mordred
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Mordred, personaggio del ciclo bretone e delle leggende arturiane.
Citazioni di Mordred
[modifica]- [«Non posso darti la terra, solo il mio amore.»] Quella è la sola cosa di te che non voglio!
- I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza.
- [Ultime parole] Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente!
Citazioni in ordine temporale.
- Vi dico apertamente che [Sir Breunor] è un bravo cavaliere, e che si proverà nobile e prode. Se non si tiene ancora saldo in sella è solo perché gliene mancano la pratica e l'esperienza, ma quando è il momento di maneggiare la spada sa colpire con forza e valentia, ed è ciò che hanno compreso ser Bleoberis e ser Palamede che, da uomini scaltriti dall'uso delle armi, sanno giudicare dal modo di cavalcare di un avversario se saranno in grado di rovesciarlo di sella o di assestagli un buon colpo. Ma per lo più essi non sono disposti a combattere a piedi con i giovani cavalieri, che sono agili e vigorosi.
- Se vedrete balenare anche una sola lama mouvete con coraggio all'attacco e uccidete quanti vi si parano innanzi, perché non mi fido affatto di questa tregua e so bene che mio padre vorrà vendicarsi di me.
Citazioni su Mordred
[modifica]- Il messaggio di odio che Mordred ha portato apparirà con un nome diverso, un volto diverso, ma finchè riusciremo a mantenere in vita il sogno e gli ideali di Camelot nei nostri cuori saremo sempre vincitori. (Re Artù, Principe Valiant)
- Io troverò un uomo e darò vita a un dio. (Fata Morgana, Excalibur)
- Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. (Fata Morgana, Excalibur)
Citazioni in ordine temporale.
- Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche Mordred, il figlio della moglie di re Lot.
I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. - Ser Lamorak si separò da Lancillotto e ripartì da solo, e fu così che ser Galvano e i suoi tre fratelli Agravano, Gaheris e Mordred andarono ad attenderlo in un luogo appartato: gli uccisero il cavallo poi lo assalirono tutti insieme, di fronte, alle spalle e ai lati e, dopo più di tre ore di combattimento, ché ser Lamorak si difendeva da valoroso, ser Mordred gli aprì una profonda ferita nella schiena e gli altri lo fecero a pezzi.
- Ser Mordred, ser Agravano e molti altri della corte non ci perdono d'occhio e parlano del nostro amore. Li temo più per voi che per me perché, se del caso, io potrei fuggire o sbarazzarmene, mentre voi non potreste che rimanere qui a subire le maldicenze; e se doveste trovarvi in pericolo per aver commesso volontariamente qualche leggerezza, non potreste avere altro aiuto che il mio e quello dei miei parenti. (Lancillotto)
- A ser Mordred era stato dunque affidato il governo di tutta l'Inghilterra. Egli allora fece vergare delle false lettere fingendo che provenissero dal continente, in cui era scritto che re Artù era stato ucciso nel corso della guerra contro ser Lancillotto; quindi convocò a parlamento tutti i baroni e si fece eleggere re. L'incoronazione avvenne a Canterbury e fu seguita da festeggiamenti che durarono quindici giorni.
Dopo di che, ser Mordred si recò a Winchester e dichiarò apertamente alla regina (che però era moglie del re, allo stesso tempo suo zio e padre) che intendeva sposarla e perparò le nozze fissando il giorno del matrimonio. Ginevera, pur profondamente addolorata, gli rispose con cortesia e finse di sottomettersi al suo volere; tuttavia espresse il desiderio di recarsi a Londra per comprare quanto le sarebbe occorso per gli sponsali. - Così si comportavano gli uomini di allora: amavano di più ser Mordred che il nobile Artù e molti andarono a dire all'usurpatore che sarebbero stati con lui nella buona come nella cattiva sorte. Allora ser Mordred, che aveva sentito dire che Artù sarebbe sbarcato a Dover, vi si portò con grande esercito allo scopo di sconfiggerlo e di scacciarlo dalle sue stesse terre.
- Ser Mordred si unì ai suoi, ed ebbe inizio la battaglia più funesta che si sia mai vista in terra cristiana: vi furono attacchi impetuosi e galoppare di cavalli, affondi e fendenti, colpi mortali e accenti minacciosi da entrambe le parti. Re Artù non cessava di attraversare le formazioni di ser Mordred compiendo molte prodezze degne di un nobile sovrano senza mai venir meno al proprio ruolo, ma anche ser Mordred non si tirava indietro e più volte mise se stesso in grave pericolo.
- Ser Mordred si scagliò a sua volta contro di lui brandendo la spada, ma il re già gli affondava la lancia sotto lo scudo e gliela faceva fuoriuscire dal corpo per più di un braccio. E quando l'usurpatore comprese che non sarebbe potuto sfuggire alla morte, si slanciò con tutte le proprie forze in avanti trafiggendosi fino all'impugnatura dell'asta, poi calò la spada tenuta con entrambe le mani sul proprio padre e lo raggiunse a un lato della testa trapassandogli l'elmo e il crano. Subito dopo si accasciava a terra morto.
Voci correlate
[modifica]- Re Artù, padre o zio
- Cavalieri della Tavola Rotonda
- Sir Gareth, fratello
- Gawain, fratello
- Ginevra, zia
- Igraine, nonna