Mosheh ibn ‛Ezrā

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Mosheh ibn ‛Ezrā (1060 – 1140), poeta, linguista, filosofo spagnolo ebreo.

Citazioni di Mosheh ibn ‛Ezrā[modifica]

  • Il vino mi dona frescura | nei giorni cocenti d'estate; | mi scalda nel tempo che indura | l'inverno le zolle gelate. | Mi è scudo di contro i geloni, | m'è tenda per i solleoni. || Io dunque gli uomini solo | considero furbi, perché, | spendendosi un picciolo solo, | si godon tesoro da re.[1] (in Antonio Belli, p. 296)
  • Soffio di vento è l'uomo, un alito il suo agire; | simile ad ombra opaca che grande via trasvola | è la vita: un uccello che nel turbine svola, | nell'ombra, ove i suoi anni s'ammucchiano a marcire || E quanto l'uomo crede sicuro aver serbato, | tutto si perde in polve ruinando; | soltanto il cuore puro con che abbia operato | nell'avello lo segue, per lui testimoniando. | E per esso dal luogo della pena spaurita | Dio lo solleva al luogo della Grazia infinita.[2] (in Antonio Belli, p. 299)

Note[modifica]

  1. Dalla raccolta Anaq, Collana
  2. Dalla raccolta di canti penitenziali Sĕlīḥōt.

Bibliografia[modifica]

  • Antonio Belli, Storia della letteratura ebraica biblica e postbiblica, Nuova Accademia Editrice, Milano, 19613.

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