Mu'ammar Gheddafi

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Mu'ammar Gheddafi

Mu'ammar Abū Minyar al-Qadhdhāfī, noto in Italia con la grafia Muammar Gheddafi (1942 – 2011), militare e politico libico.

Citazioni di Mu'ammar Gheddafi[modifica]

  • La donna deve essere addestrata a combattere dentro le case, a preparare una cintura esplosiva e a farsi saltare in aria insieme coi soldati nemici. Chiunque abbia una macchina deve prepararla e sapere come si fa a sistemare l'esplosivo e a trasformarla in un'autobomba. Dobbiamo addestrare le donne a disporre esplosivi nelle macchine e a farle scoppiare in mezzo ai nemici, a far esplodere le case per farle crollare sui soldati nemici. Bisogna preparare trappole. Avete visto come il nemico controlla i bagagli: bisogna manipolare queste valige per farle esplodere quando loro le aprono. Si deve insegnare alle donne a minare gli armadi, le borse, le scarpe, i giocattoli dei bambini, in modo che scoppino sui soldati nemici. (da un discorso alle donne di Sabha, 4 ottobre 2003; citato ne ilfoglio.it)
  • [Ultime parole] Non sparate. (citato in Le ultime parole di Gheddafi catturato e ucciso in una buca: «Non sparate», Il Secolo XIX, 20 ottobre 2011)
  • Porteremo la guerra in Italia, lo vuole il popolo libico. Il mio amico Berlusconi ha commesso un crimine. (da un discorso alla televisione libica, il 30 aprile 2011; citato in repubblica.it)

Citazioni su Mu'ammar Gheddafi[modifica]

  • C'è bisogno di un tramite che non abbia cose governative che vada lì e gli dia un sacco di soldi, tanti ma tanti ma tanti soldi; solo così puoi ragionare con lui, perché lui mette questi soldi in munizioni, in armi in carri armati... Però deve salvaguardare i pozzi di petrolio assolutamente. (Richard Benson)
  • Che orrore assistere al lugubre spettacolo dei miliziani assetati di sangue che invocando sempre più ossessivamente «Allah Akhbar», il dio islamico è grande, elevando sempre più forte le urla fino a creare un clima da rito satanico, infieriscono sul corpo di Gheddafi uccidendolo e sfregiandolo. (Magdi Allam)
  • Gheddafi è importante perché si propone come rappresentante di tutti i paesi africani. è dalla Libia che passano tutti gli immigrati per venire in Italia, ed è per questo che abbiamo trovato un accordo con lui. (Umberto Bossi, 11 giugno 2009)
  • Grand'uomo [Fidel Castro]. Così prepotente, così simpatico. Mi faceva portare l'olio del mio Veneto e il Recioto. Dieci bottiglie: una la apriva in Consiglio dei ministri, le altre nove se le beveva lui. Ore e ore a parlare di tutto. Un carisma che ritrovo solo in Gheddafi. (Luigi Maria Verzé)
  • La conferma del Cnt [Consiglio nazionale di transizione] sulla morte di Gheddafi è un dato estremamente importante. Ascolteremo le parole del presidente Abdul Jalil. Credo che se questa fosse davvero la soluzione sarebbe una grande vittoria del popolo libico (Franco Frattini, 20 ottobre 2011)
  • La fine di Gheddafi, morto combattendo nel ridotto dei suoi ultimi fedeli, è indubbiamente una fine gloriosa. Sono stato uno dei pochi (forse il solo) a levare con forza la mia voce contraria per il modo in cui era stato ossequiato in Italia, non essendo certamente un nostro amico, ma ciò non mi impedisce di dichiarare oggi con altrettanta forza che gli va riconosciuto cavallerescamente "l'onore delle armi". Un grande leader, un vero rivoluzionario non confondibile con i nuovi dirigenti libici portati al potere dalle baionette della Nato e dalle multinazionali del petrolio. Onore, quindi, al "templare di Allah". (Mario Borghezio)
  • Lo ricorderemo sempre come un grande combattente, un rivoluzionario e un martire. (Hugo Chávez, 20 ottobre 2011)
  • Se Gheddafi ha ordinato di sparare e di uccidere è perché sa di essere condannato, sa che presto o tardi dovrà lasciare il potere e il Paese, anche se il figlio ha promesso di dotarlo di una Costituzione. Ha deciso che non se ne andrà prima di aver annientato quanti più libici possibile. È un uomo tragico: si "difende" come se a essere attaccata fosse stata la sua casa. Perché la Libia è la sua casa, la sua tenda, un suo bene personale. Non capisce come si osi pretendere ciò che lui considera un bene proprio. Quindi uccide. Non ha alcun senso del diritto né di ciò che è legittimo o meno. Ha vissuto tutta la sua vita al margine di ogni legge internazionale. Tutto ciò che è giuridico non lo riguarda. Si ritiene al di sopra della legge e schiaccia con le armi pesanti i manifestanti che chiedono di vivere con dignità, in libertà e in democrazia, valori che non fanno parte del suo universo. Nel Libro verde ha inventato un nuovo modo di regnare e di sottomettere il popolo convincendolo di avere il destino nelle proprie mani. Una menzogna, una vergogna. (Tahar Ben Jelloun)
  • Il nostro caro amico Gheddafi. Parlava sempre di solidarietà, ma non ci ha mai dato un penny. (Abū Māzen)

Silvio Berlusconi[modifica]

  • Io non sono mai stato convinto che la guerra fosse il sistema migliore per arrivare a rendere democratico un paese e a farlo uscire da una dittatura anche sanguinosa. [...] Io ho tentato a più riprese di convincere il presidente americano a non fare la guerra. [...] Ho tentato di trovare altre vie e altre soluzioni anche attraverso un'attività congiunta con il leader africano Gheddafi. Non ci siamo riusciti e c'è stata l'operazione militare. [...] Io ritenevo che si sarebbe dovuta evitare un'azione militare. (29 ottobre 2005)
  • Colgo questa occasione per dare un pubblico riconoscimento al vostro Leader per l'opera che ha saputo svolgere in questi anni portando il vostro popolo alla piena dignità e facendo del vostro Paese un protagonista della politica internazionale e, con la sua moderazione, incitare alla moderazione tutti i popoli.
    Ho approfittato di questa occasione per ripetere a lui la preghiera che continui ad essere promotore di una unione più forte tra tutti i Paesi dell'Africa. Oggi tutti i popoli dell'Africa guardano alla Libia, guardano al vostro Leader, e sanno bene che soltanto uniti potranno migliorare nel benessere e contare nel mondo alla pari con l'Europa e con gli altri continenti. (Discorso tenuto in occasione della firma del "Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra Italia e Libia", dal sito del Governo italiano, 30 agosto 2008)
  • In questi quindici anni io ho avuto modo di incontrare più volte Gheddafi e di legarmi a lui da una vera e profonda amicizia: al leader riconosco una grande saggezza. (11 giugno 2009)
  • Gheddafi è una persona intelligentissima, altrimenti non sarebbe al potere da 40 anni. (12 giugno 2009)
  • Io sono legato da amicizia vera con il presidente egiziano Mubarak, con il presidente libico Gheddafi e con il presidente della Tunisia Ben Ali». (23 dicembre 2010)
  • [Con riferimenti a eventuali contatti telefonici, nel frangente delle sommosse popolari del febbraio 2011] No, non lo ho sentito. La situazione è in evoluzione e quindi non mi permetto di disturbare nessuno. (19 febbraio 2011)
  • [Valutandone il comportamento futuro, in occasione della rivolta libica, di fronte alla pressioni internazionali] Dal momento in cui qualcuno ha avanzato la proposta di sottoporre Gheddafi al tribunale internazionale, credo in Gheddafi si sia radicata l'idea di restare al potere (11 marzo 2011)
  • [Sull'onda delle notizie sulla sua morte] Sic transit gloria mundi (20 ottobre 2011)
  • Il nostro caro amico Gheddafi. Parlava sempre di solidarietà, ma non ci ha mai dato un penny. (Abū Māzen)

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