Mystic Pizza
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Mystic Pizza
| Titolo originale |
Mystic Pizza |
|---|---|
| Lingua originale | inglese |
| Paese | Stati Uniti d'America |
| Anno | 1988 |
| Genere | Commedia |
| Regia | Donald Petrie |
| Soggetto | Amy Holden Jones |
| Sceneggiatura | Amy Holden Jones, Perry Howze, Randy Howze, Alfred Uhry |
| Produttore | Mark Levinson, Scott M. Rosenfelt |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori italiani | |
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Mystic Pizza, film statunitense del 1988 con Julia Roberts, Annabeth Gish e Lili Taylor, regia di Donald Petrie.
Frasi
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Citazioni in ordine temporale.
- Certo che proprio sull'altare è stato il massimo. Mi sono vista come sarò fra dieci anni: grassa, orrenda, tanti ragazzini caccolosi tra i piedi e io a togliere squame di pesce dagli stivali di Bill. (Jojo)
- Salve. Sono Hector Pleshette, con il rapporto gastronomico della settimana. A New Haven c'è un locale chiamato "Scorpios", ma "Sgorbios" è il nome che gli si addice meglio. Ho dovuto chiedere tre volte una forchetta pulita prima di averla. Pasta nera: capelli d'angelo con salsa dalmata. Non chiedetemi che roba è: non ci provate nemmeno. Insomma, un disastro culinario, oltretutto carissimo. (Hector Pleshette, dal televisore)
- ...il piccolo locale vicino al porto che si chiama "Mystic Pizza" [...] L'atmosfera è rustica, il servizio anche troppo sollecito. Devo ammettere che non vado matto per la pizza, non sono un patito di queste cose mollicce. Ma questa pizza è... come posso definirla? In una parola: superba. [...] Ho ordinato la specialità della casa, la Mystic Pizza, ed era mistica sul serio. Tutto perfettamente dosato: il formaggio, i pomodori, e le spezie, che non sono riuscito a identificare esattamente. La Mystic Pizza, a Mystic, Connecticut. Merita la massima qualifica che abbia mai concesso: quattro stelle. (Hector Pleshette, dal televisore)
Dialoghi
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Citazioni in ordine temporale.
- Jojo: È piacevole qui, non vi pare? Divertiamoci questa sera, OK?
Daisy: OK.
Jojo: Sapete cosa vorrei? Vorrei che Bill non avesse un corpo così bello.
Daisy [ridacchia]: Lo vorresti gobbo?
Jojo: No, davvero, dico sul serio. Insomma, le cose sarebbero molto più facili: non penserei continuamente a lui. Vi devo confessare una cosa: io vado in cortocircuito solo a guardargli i polsi.
Daisy: I polsi?!
Jojo: I polsi. Non so perché... sono così virili, e forti. Forse c'è qualcosa che non va in me.
Daisy: Credo di sì.
Kat: Io credo che sia amore.
Jojo: Oh, no! Stai dicendo che avrei dovuto sposarlo?
Daisy: No, non dice questo.
Jojo [Guardando il cielo]: Kat, Kat, guarda là! Una cometa!
Kat: No, quella è una stella cadente.
Daisy: Sul serio?
Kat: Una... una cometa assomiglia a un girino: ha la testa rotonda e una coda lunga e lucente.
Daisy: Lo so io a che cosa assomiglia: a uno spermatozoo. [ridacchia] A un grosso spermatozoo. Kat ne ha uno sul soffitto, e tutte le sere va a letto con... con uno spermatozoo gigante che le svolazza sulla testa!
Jojo: Sai una cosa? Fra dieci anni, lei sarà una famosissima astrologa, e tu invece cosa sarai, Daisy?
Kat: Astronoma.
Daisy: Che vuoi che sappia che cosa sarò tra dieci anni? Potrei anche essere morta.
Jojo: Daisy, no! Questo porta male.
Daisy: Senti, Jo, tu hai Bill.
Jojo: Vero.
Daisy [a Kat]: E tu hai cervello, almeno pare. Tutto quello che ho io è il sorriso, e queste. [solleva le birre] Perciò andate al diavolo, voi due! - Leona: State a sentire ragazze: noi abbiamo già quello che ci vuole: la Mystic Pizza. Specialità di Algarve, Portogallo. Il mio povero nonno insegnò a mio padre come farla, e mio padre l'ha insegnata a me, e uno di questi giorni, quando andrò in pensione, forse la insegnerò a una di voi, Questa è la tradizione, e...
Leona, Jojo, Kat e Daisy [all'unisono]: ...non si deve mai scherzare sulla tradizione!
Daisy: Amen!
Jojo: Leona, perché non vuoi dirci che cosa c'è nella pizza?
Leona: No-o!
Jojo: Oh dai, per favore! Dicci che cosa ci metti!
Leona: Non c'è formaggio di capra, questo è sicuro! - Jojo: Bill!
Bill: Ehi!
Jojo: Scusami. Mi dispiace di averti preso il furgone.
Bill: Ah, non fa niente. Anch'io ti chiedo scusa. [indicando la barca] C'è il tuo nome, visto?
Jojo: Sai una cosa? Mia sorella e suo marito domani se ne vanno a Marblehead per tre giorni.
Bill: Sì?
Jojo: Che vuol dire "sì?" Bill, abbiamo l'appartamento per tre giorni e tre notti tutto per noi!
Bill: Sì, ma non m'interessa, Jo.
Jojo: Di' un po', sei matto?! Tre giorni e tre notti!
Bill: Sì, ho sentito, ma non m'interessa.
Jojo: Bill, io ti ho chiesto scusa.
Bill: La casa dei tuoi gentiori, la casa di miei genitori, l'appartamento di tua sorella, per non parlare di quello schifo di cesso della pizzeria. [...] Io ti sto dicendo, Jo, che ti amo, capito? Ma questo non significa niente per te. Io credo che quando due si amano devono fare un programma. Con tanto di matrimonio, con tutti i sacramenti e la benedizione di Dio, per la miseria! Non lo capisci? Io ti sto dicendo che ti amo, Jojo! Ma tu invece ami soltanto il mio uccello. Lo sai come mi fa sentire questo? Lo sai?
Jojo: Io...
Bill: Mi dispiace [agli altri pescatori] Su, andiamo. [a Jojo] È finita. Così non m'interessa più. Andiamo! [salpa] - Kat: Ciao, Daisy. Scusami se non sono venuta. [Daisy continua a pulire il pavimento senza voltarsi] Ti ho chiesto scusa, è inutile che fai la musona adesso.
Daisy: Certo, io sono la musona e tu sei un angelo. Questo dovevano stampare sui certificati di nascita.
Kat: Perché fai tutte queste storie? Ne ho fatti tanti di turni per te!
Daisy: Sì, ma io questa sera dovevo andare a conoscere i genitori di Charlie!
Kat: Oh! Scusami, l'ho dimenticato.
Daisy: Tim aveva bisogno di te, vero? Che cavolo farete voi due insieme? Vorrei tanto saperlo.
Kat: Se te lo dicessi ti sembrerebbe stupido.
Daisy: Non stupido, patetico. Il paparino che palpeggia l'ingenua baby-sitter è una storia vecchia come il mondo. Succede tutti i giorni.
Kat: Parliamo, leggiamo, ascoltiamo Mozart qualche volta.
Daisy: Se davvero credi che questo tenebroso trentenne lascerà la moglie e vivrà per sempre felicemente con te, allora significa proprio che tu vivi nelle nuvole, mia cara.
Kat: Ah sì? Palpeggiare, fottere, scopare... La grande Daisy! Nessuno la frega! Perché non cominci a prendere soldi per i tuoi servizi? Sarebbe più onesto!
Daisy [le dà uno schiaffo]: Pensa ai fatti tuoi. - [Kat e Tim Travers entrano in casa sotto un acquazzone]
Jojo: Oh, eccoli qui. Come sta tua madre, Kat? Le hai portato la medicina in tempo?
Tim: Nikki! Bentornata! [l'abbraccia]
Nikki: Grazie. Sono riuscita a prendere il primo aereo questa mattina.
Tim: Hai un aspetto splendido.
Nikki: Anche tu. [a Kat] Salve. Sono Nikki Travers. Lei deve essere Kat. [le dà la mano] Spero che sua madre stia meglio. Be', grazie per tutto quello che ha fatto per mia figlia. Mi parlava sempre di lei al telefono.
Kat [con voce rotta]: È una bambina meravigliosa.
Jojo: Kat, devi sbrigarti. Tua madre ci sta aspettando. Molto lieta, signora, signor Travers. Buona sera, signora Travers.
Nikki: Buonasera. Oh, Tim, non dimentichi qualcosa? Jojo, quanto le dobbiamo?
Jojo: Oh, no, davvero, non si preoccupi. [Tim porge la busta con la paga di Kat. Jojo la prende] Grazie. Vieni, Kat. [Jojo e Kat escono. La scena si sposta all'esterno] Non sapevo cosa dire. A un tratto hanno suonato alla porta. Ho sentito il campanello, pensavo che foste voi due, e invece mi sono trovata di fronte lei. Kat, a momenti... a momenti me la facevo sotto! [salgono in auto] Ma non credo che abbia capito. OK, d'accordo, ti teneva il braccio attorno alle spalle. E allora? Insomma, tu eri preoccupata per tua madre, e lui voleva solo essere carino. Che c'è di male? Però potrebbe aver capito. Potrebbe aver capito. Quella è una che la sa lunga. Accidenti, Kat! Tu credi che voglia farti la guerra?! No, no, non lo farà: non credo che sia il tipo. Oddio, Kat! Be', almeno non è stata colpa tua. Non è colpa tua. Oddio, è proprio... è proprio una brutta faccenda. Io credevo di avere dei problemi. Voglio dire: sì, li ho, ma almeno con Bill quello che vedi è quello che hai. Voglio dire: in confronto a quel vigliacco smidollato, il mio Bill è il più bel partito del mondo. - Daisy: Mamma, mi dispiace ma non posso accompagnarti domani sera. Charlie mi ha invitata a casa dai suoi. Che ne dici, mamma?
Signora Araújo: Dico che mi farò portare da Louisa.
Daisy: Parlavo di Charlie.
Signora Araújo: Non è cattolico.
Daisy: Né portoghese, né povero, né un sacco di cose.
Signora Araújo: E non ti sposerà, te l'assicuro.
Daisy: Ma che cavolo dici? Io non parlavo di matrimonio. Parlavo della cena con i suoi.
Signora Araújo: Certo, certo. Vuoi sapere che ne penso? Tu credi che sia sempre stata così? Quando avevo la tua età, ce ne avevo di moscardini che mi ronzavano intorno! Ero elegante, avevo una bella linea, ma avevo buon senso.
Daisy: Gentile, ti ringrazio molto.
Signora Araújo: Io non saltavo sul sedile posteriore di ogni macchina sportiva che arrivava.
Daisy: Ci riesci sempre, mamma.
Signora Araújo: A far che cosa?
Daisy: A farmi sentire come una merda! Sono superficiale, un altro difetto di Daisy. Superficiale, stupida, e anche puttana!
Signora Araújo: Vorrei soltanto che tu riuscissi a combinare qualcosa di buono!
Daisy: Sì. Però non andrò a Yale, cerca di metterlo bene in testa!
Signora Araújo: Non mi aspetto che tu vada a Yale. Sono soltanto preoccupata per te.
Daisy: Sì, lo sono anch'io.
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