Navanethem Pillay
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Navanethem Pillay, chiamata anche Navi Pillay (1941 ― vivente), magistrato sudafricano.
Citazioni di Barry Longyear
[modifica]- [Sul genocidio in Ruanda] Lo stupro non è più un trofeo di guerra.[1]
repubblica.it, 17 settembre 2025.
[Sul genocidio nella Striscia di Gaza]
- Ieri la Commissione delle Nazioni Unite di cui sono a capo ha pubblicato la sua analisi legale del comportamento di Israele nella Striscia di Gaza. La conclusione a cui siamo giunti è chiara: Israele ha commesso genocidio contro i palestinesi a Gaza. Questa conclusione si basa su indagini e numerose prove relative al periodo compreso tra il 7 ottobre 2023, quando è iniziata la guerra, e il 31 luglio 2025; è corroborata da molteplici fonti ed è definita da un rigoroso quadro giuridico della Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio del 1948, a cui Israele aderisce.
- La portata della distruzione è devastante. Secondo le autorità sanitarie gazawe, sono stati uccisi più di 64mila palestinesi, tra cui 18mila bambini e quasi diecimila donne. L'aspettativa di vita stimata a Gaza è precipitata da 75 anni ad appena 40 in soli dodici mesi: si tratta di uno dei crolli più bruschi e rilevanti mai registrato. Ospedali, scuole, chiese, moschee e interi quartieri sono stati rasi al suolo. Dalla nostra analisi è emerso che l'affamamento è stato usato come un'arma di guerra e che il sistema medico-sanitario è stato distrutto di proposito. L'assistenza sanitaria alla maternità è stata gravemente compromessa. I bambini sono morti di fame, sono stati uccisi e sepolti sotto le macerie. Secondo l'Unicef, a Gaza ogni ora è morto un bambino. Questi non sono incidenti di guerra. Sono azioni premeditate finalizzate alla distruzione di un popolo.
- Per determinare un genocidio non è fondamentale soltanto l'azione, ma altresì l'intento. Anche in questo caso, le prove sono evidenti. Leader israeliani di spicco, incluso il presidente, hanno disumanizzato i palestinesi. Yoav Gallant, il ministro della Difesa all'epoca degli attacchi del 7 ottobre, ha detto: "Abbiamo a che fare con bestie umane", mentre il presidente Isaac Herzog ha affermato che l'intera nazione palestinese era responsabile. Alle loro parole si sono accompagnati gli atti: bombardamenti indiscriminati che hanno reso Gaza inabitabile, blocco degli aiuti umanitari, violenza di genere e violenza sessuale e un assedio che secondo noi è stato studiato per affamare a morte la popolazione. Tutti insieme, questi atti delineano uno schema che dimostra l'intento genocidario.
- Alcuni sostengono che il termine "genocidio" è troppo forte per essere usato mentre prosegue la guerra di Israele. La legge, tuttavia, parla chiaro: l'obbligo di prevenire un genocidio c'è nel momento stesso in cui si rende evidente un serio pericolo che si verifichi. In questa guerra, questa soglia è stata superata molto tempo fa.
- Riconosco il dolore degli israeliani che hanno perso i loro cari negli efferati attacchi di Hamas del 7 ottobre, che hanno provocato la morte di 1.200 persone, e la sofferenza delle famiglie dei circa 50 ostaggi tuttora prigionieri, 20 dei quali ritenuti ancora in vita. La nostra Commissione ha documentato i crimini perpetrati da Hamas. In ogni caso, nessun crimine, per quanto grave, giustifica il genocidio. Rispondere a un'efferatezza con un'efferatezza significa abdicare ai valori garantiti dal diritto internazionale fin dalla sua creazione.
- La Convenzione sul genocidio nacque dalle ceneri dell'Olocausto con una promessa solenne: "Mai più". Quella promessa è priva di significato, se si applica soltanto ad alcuni e non agli altri.
Note
[modifica]- ↑ Citato in AA.VV., Il libro della legge, traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2021, p. 211. ISBN 9788858029596
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