Vai al contenuto

Edoardo Fabbri

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
(Reindirizzamento da Odardo Fabbri)
Edoardo Fabbri

Conte Edoardo Fabbri (1778 – 1853), poeta, drammaturgo e politico italiano.

Citazioni di Edoardo Fabbri

[modifica]
  • Forse vi maraviglierete di trovare in questo dramma un popolo protagonista. Pure a me sembra che protagonista più idoneo dare non si possa. La sorte e la vita di tutta una gente, ancorché piccola, deve prendere il cuore e occupare l'attenzione meglio di quella di un individuo, comunque per favore di natura o di fortuna distinto e levato dalla generale condizione de' suoi fratelli. Riguardo al fine, l'esempio dovrebbe tornare più fruttuoso nella proporzione del danno di uno solo a quello di assaissimi. Se in questa tragedia dunque operano molti personaggi, niuno è che tiri a sé gli affetti in modo singolare. Tutto vi si riferisce al popolo, e questo, insomma, presente o rimosso, é pur sempre l'attor principale.[1]

Citazioni su Edoardo Fabbri

[modifica]
  • In questo dramma [I Cesenati del 1377] il poeta [Fabbri] meglio che in qualunque altro ha saputo rappresentare con alcuni de' caratteri generali e peculiari un'età storica, riuscendo senza sforzo ad infondere in un fatto municipale un interesse più largo fino ad abbracciare tutta la nazione; il che se per quel fatto è conforme alla storia, non però è facile all'arte. Vediamo nell'azione drammatica operare il popolo nelle sue varie condizioni, vediamo il parlamento tumultuoso dei Comuni d'allora; bellissima la scena delle donne raccolte insieme durante la battaglia tra i popolani e i mercenarî del papa, e impensierite pei loro cari; vi campeggiano le compagnie di ventura dei Brettoni, degl'Inglesi e degl'Italiani coi loro capi, Malastretta, Aguto, Alberigo da Barbiano, e nell'ultimo atto una badia di monaci, partecipanti alla vita pubblica; la politica pontificia è dipinta qual era, massimamente in quegli anni, a neri colori: spira per tutto l'amor patrio, e con temperatezza anche il sentimento religioso. (Giovanni Mestica)
  • Mentre Ugo Foscolo rimaneva come tragico nella scuola dell'Alfieri, Eduardo Fabbri cominciava ad uscirne, e senza rinunziare all'arte dell'Astigiano si faceva più moderno; inferiore negli spiriti tragici al Niccolini, va però innanzi al Pellico; men patetico di questo sa trattare con gentilezza severa i teneri affetti, non si abbandona mai al lirismo: il suo stile è semplice e robusto senza lo splendido movimento di quello del primo, senza le mollezze di quello del secondo; l'elocuzione sempre italiana, e, se non sempre ricca delle proprietà più elette, animata spesso dalla felice riproduzione della viva favella dantesca; il ritmo conveniente alla tragedia, non scevro però di qualche negligenza e durezza. Le buone qualità del poeta splendono meglio e meno si sentono i suoi difetti nella tragedia dei Cesenati, che insieme con la Stefania dee porsi vicino alle più belle del nostro teatro moderno. (Giovanni Mestica)

Note

[modifica]
  1. Lettera dedicatoria de I Cesenati del 1377; citato in Giovanni Mestica, Manuale della letteratura italiana nel secolo decimonono, vol. II, parte seconda, G. Barbèra Editore, Firenze, 1887, p. 408.

Altri progetti

[modifica]