Paolo Boselli

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Paolo Boselli, presidente del Consiglio dal 1916 al 1917

Paolo Boselli (1838 – 1932), docente e politico italiano.

Citazioni di Paolo Boselli[modifica]

  • In quest'ora fatidica, che ci stringe in un proposito solo, ardente e forte, il vostro voto, onorevoli colleghi, sarà nuova affermazione, incomparabilmente solenne, della fede, invincibile e sicura, nel diritto e nelle glorie, della patria.
    Di qui muoverà oggi il grido della concordia vittoriosa in nome dell'Italia e del Re; e il paese seguirà questo grido, e quando per tutte le terre della Patria si darà ai venti la bandiera «Italia e Vittorio Emanuele», tutto il popolo italiano avrà un solo volere e un solo cuore.[1]

Citazioni su Paolo Boselli[modifica]

  • [Riferendosi al colloquio con Boselli, nuovo presidente del Consiglio, che si era recato a Udine per incontrarlo] Mi schiacciò di elogi fino alla nausea, fino a dirmi che dopo la vittoria mi avrebbe condotto lui stesso in Campidoglio. Risposi che aspiravo solo a finir bene la guerra e ad ecclissarmi poi. Non ci mancherebbe altro che la parodia di Scipione e di Mario! Ma in Italia, pur di fare della rettorica, son capaci di tutto! (Luigi Cadorna)
  • Paolo Boselli [incaricato nel 1916 di formare il nuovo governo dopo le dimissioni di Antonio Salandra], che fu chiamato a presiederlo, possedeva tutti i requisiti, meno quelli che occorrono per guidare un Paese in guerra. Deputato ligure da parecchie legislature, era stato varie volte Ministro con Crispi, Pelloux e Sonnino, ma nessuno se n'era accorto. [...]. Passava per un esperto di questioni economiche, e moralmente era un personaggio di tutto rispetto. Ma politicamente era scolorito, e per di più aveva quasi ottant'anni. (Indro Montanelli)

Note[modifica]

  1. Discorso alla Camera dei deputati del 20 maggio 1915 per l'approvazione del disegno di legge sul conferimento al Governo di poteri straordinari in caso di guerra, in Discorsi di guerra di Paolo Boselli, Tipografia delle Mantellate, Roma, 1917, p. 1.

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