Paolo Ruffini (matematico)
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Paolo Ruffini (1765 – 1822), matematico e medico italiano.
Riflessioni critiche sopra il saggio filosofico intorno alle probabilità del sig. conte Laplace
[modifica]Il sommo Geometra Sig. Conte Laplace in un suo Opuscolo avente il titolo: Essai philosophique sur les Probabilités, ch'egli dice sviluppo di una sua lezione alla Scuola Politecnica, applica i principii, ed i risultati della Teorica delle Probabilità da Lui pure in altra Opera pubblicati ai fenomeni della Natura, alle azioni morali, ed alle quistioni più importanti della vita; e nel ciò fare, pretende, che quanto nell'Universo si osserva, sia da tal Teorica dipendente.
Citazioni
[modifica]- Supponghiamo perciò, che si presenti un oggetto, il quale sia vietato dalla Morale di appropriarsi, ma che alletti, e la volontà si determini di accettarlo; e vogliasi in quest'esempio riconoscere con esattezza quali operazioni intellettuali si eseguiscono successivamente, e di qual natura esse sono. Osserviamo a questo fine, che, eccitatasi prima l'idea dell'oggetto, che abbiamo supposto, e la nozione dell'allettamento, che ne accompagna il possesso, l'Anima sente una tendenza a procacciarselo; ma svegliatasi tosto l'idea di quella legge, la quale ne vieta l'appropriamento, sorge con questa il sentimento del dover di osservarla, oppure le idee si risvegliano di quella pena, che essa legge minaccia a chi si usurpa il dato oggetto, e del premio, che promette a chi lo ricusa. (pp. 2-3)
- Restando perciò la supposta determinazione effettuata in conseguenza soltanto di questa libera attività dell'Anima, sarà effetto solamente di essa; e quindi tale determinazione, ancoraché si eseguisca nella maniera figurataci, poteva eziandio eseguirsi nella maniera contraria, potendo così l'Anima seguitare, e non seguitare l'inclinazion, che risente. (p. 5)
- Non potrebbe ora essere, che quest'intimo sentimento di libertà, quantunque asserito pure non esistesse, oppure che mentre l'Anima si determina in un modo dato, l'idea, che in allora può risvegliarsi, della determinazione contraria, fosse dall'Anima stessa equivocata, e presa per l'indicato sentimento intimo di libertà? (p. 6)
- Di più se la potenza di determinarsi a piacimento non fosse nell'Anima dell'Uomo reale, ma fosse immaginaria; allora l'Anima potrebbe bensì dipendentemente da certe idee già concepite avere qualche idea di tal potenza; ma non essendo questa a Lei propria, non avrebbe mai l'intimo sentimento di possederla, giacché nell'atto pratico non sentirebbe mai in se medesima di potersi realmente determinare come a Lei piace. (p. 8)
Bibliografia
[modifica]- Paolo Ruffini, Riflessioni critiche sopra il saggio filosofico intorno alle probabilità del sig. conte Laplace, Società Tipografica, Modena, 1821.
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