Patrick Bateman
Aspetto

Patrick Bateman, personaggio letterario e cinematografico creato da Bret Easton Ellis.
Citazioni di Patrick Bateman
[modifica]
Citazioni in ordine temporale.
American Psycho
[modifica]- Niente riusciva a darmi pace. Ogni cosa finì per venirmi mortalmente a noia: l'alba, il tramonto, la vita degli eroi, l'amore, la guerra, le scoperte che gli uni fanno sugli altri. L'unica cosa che non mi annoiasse era, ovviamente, constatare quanti soldi guadagnasse Tim Price; e tuttavia, tant'era ovvio, mi annoiava anche questo. In me non albergava alcun sentimento chiaro e definito. Provavo solo, a fasi alterne, una smodata avidità e un totale disgusto.
- Avevo tutte le caratteristiche di un essere umano – carne, ossa, sangue, pelle, capelli – ma la mia spersonalizzazione era tanto intensa, era penetrata così in profondo, che non esisteva più in me la normale capacità di provare compassione. Questa era stata sradicata, cancellata del tutto. Io stavo semplicemente imitando la realtà; avevo una vaga somiglianza con un essere umano; solo un'area limitata del mio cervello funzionava ancora. Qualcosa di orribile stava accadendo, ma non riuscivo a capirne il motivo; non riuscivo neppure a capire di che cosa effettivamente si trattasse. L'unica cosa che avesse il potere di calmarmi era il tintinnio dei cubetti di ghiaccio dentro un bicchiere di whisky.
- Per un po', l'odore della carne e del sangue mi rallegra ma, poi, la mia macabra gioia si stempera e mi metto a piangere sulla mia sorte, a singhiozzare sconsolatamente, ripetendo: "Voglio essere amato!" Impreco contro il cielo, maledico tutto ciò che mi hanno insegnato, i sani principi morali che hanno cercato di instillarmi: la moralità, la facoltà di scelta, la dottrina, le preghiere, le maniere signorili... Tutto sbagliato. Tutto senza scopo. Tutto si riduce a questo: o muori o ti adatti. Mi immagino cadavere, il volto vuoto e una voce eterea che mi esce dalle labbra: "Sono tempi terribili, questi."
- Quando guardiamo le nuvole, lei ci vede un'isola, un cagnetto, l'Alaska, un tulipano. Io ci vedo, ma non glielo dico, una clip per banconote di Gucci, una scure, una donna tagliata in due, una polla di sangue che si espande per tutto il cielo, sgocciolando sulla città, su Manhattan.
- Non mi è mai passato per la testa, a me, mai, che la gente possa essere buona, che uno possa mai cambiare in meglio, o che il mondo possa essere migliorato dall'amore, dal piacere che uno prova per uno sguardo o un gesto d'affetto; insomma, che l'amore o la gentilezza possano modificare alcunché. Non c'è mai stato nulla di positivo, nulla di affermativo, per me, frasi come "bontà d'animo", "generosità dello spirito" sono sempre state vuote, per me, vani stereotipi, scherzi di dubbio gusto. Il sesso si riduce a matematica. L'individualità è fuori questione. Che significato ha l'intelligenza? E la ragione, come definirla? Il desiderio: una cosa senza senso. L'intelletto è impotente. La giustizia è morta. Paura, recriminazione, innocenza, comprensione, senso di colpa, spreco, fallimento, dolore, sono tutte cose, emozioni, sentimenti, che nessuno prova più. La riflessione è inutile. Il mondo non ha nessun senso. Solo il male vi ha permanenza. Dio non è vivo. Dell'amore non ci si può fidare. Solo ciò che è superficiale conta qualcosa... Questa è la civiltà moderna, qual io la vedo e l'intendo...
- C'è un'idea di Patrick Bateman, una sorta di astrazione, ma non esiste un vero e proprio "me". C'è soltanto qualcosa di illusorio, al mio posto, un'entità che è anche possibile toccare con mano, sennonché io non ci sono. Puoi pure sentire la mia carne a contatto con la tua, e credere che i nostri stili di vita siano comparabili, ma io semplicemente non ci sono. Per me, è difficile avere un senso, a qualsiasi livello. Io sono un'invenzione, un'aberrazione. Sono un essere umano incoerente. La mia personalità è appena abbozzata, informe; solo la mia crudeltà è persistente e alligna nel profondo. La mia coscienza, la mia pietà, le mie speranze, sono scomparse molto tempo fa (probabilmente ad Harvard), se mai sono esistite. Non esistono più frontiere da varcare. Sono ormai al di là di ogni cosa. Sono assolutamente indifferente al male che ho fatto. Non me ne importa niente di ciò che ho in comune con i pazzi e gli energumeni, con i viziosi e i maligni. Tuttavia mi tengo ancora saldo a una singola, squallida verità: nessuno è al sicuro, nessuno si salva, non c'è redenzione per nessuno. Comunque, non mi si può biasimare. Si presume che qualsiasi modello di comportamento umano abbia una sua validità. Il male sta in quello che sei? O in quello che fai? La mia pena è costante, acuta, e io non spero in un mondo migliore, per alcuno. Anzi, voglio che la mia pena sia inflitta anche ad altri. Ma anche dopo aver ammesso questo (e io l'ho ammesso innumerevoli volte, pressoché in ogni atto che ho commesso), anche dopo essermi trovato a faccia a faccia con queste verità, non avviene la catarsi. Non acquisto una conoscenza più profonda di me stesso. Nessuna nuova comprensione si ricava da ciò che racconto. Non avevo, non ho nessun motivo per raccontarvi tutto questo. Questa mia confessione non significa assolutamente nulla...
- Credo fermamente nella cura della persona, in una dieta bilanciata, nel rigoroso e quotidiano esercizio fisico. La mattina noto in genere un certo gonfiore intorno agli occhi, mi applico un impacco di ghiaccio e passo agli esercizi di stretching; ne conosco un migliaio. Tolto l'impacco di ghiaccio, mi detergo con una lozione che pulisce i pori in profondità. Per la doccia uso un gel detergente ai principi attivi. Quindi un sapone al miele e mandorle. E per il viso un gel esfoliante. Applico quindi una maschera facciale alle erbe che lascio agire per 10 minuti mentre proseguo nella mia routine. Uso sempre una lozione dopobarba con poco o niente alcol, dato che l'alcol secca la pelle e fa apparire più vecchi. Quindi una lozione emolliente, un balsamo antirughe per il contorno degli occhi e infine una lozione protettiva idratante.
- C'è una vaga idea di Patrick Bateman, una sorta di astrazione. In realtà non sono io, ma una pura entità, qualcosa di illusorio. Anche se so mascherare la freddezza del mio sguardo, e tu puoi stringermi la mano e sentire la mia carne contro la tua, e magari perfino arrivare a credere che i nostri stili di vita sono probabilmente comparabili, la verità è che io non sono lì.
- [Rivolto a Paul Allen] Ti piacciono Huey Lewis and the News? [...] I loro primi lavori erano un po' troppo new wave per i miei gusti, ma con l'album Sports che uscì nell'83, hanno ingranato la marcia giusta, commercialmente e artisticamente. L'intero album ha un sound incisivo, chiaro, ed è lo specchio di quel consumato professionismo che ha fatto di quella formazione una band da brivido. È stato paragonato a Elvis Costello, ma io credo che Huey possieda in misura maggiore un cinico senso dell'umorismo. [...] Nell'87 uscirono con questo, Fore, giudicato il loro album migliore. Secondo me il capolavoro in assoluto è Hip to be Square, una canzone che ti prende talmente che la gente neanche ascolta le parole. Invece dovrebbero, perché non parla solo del piacere del conformismo, e dell'importanza del trend, è anche una personale dichiarazione di quello che la band vuole essere. Ehi, Paul! [lo colpisce con un'ascia] Prova a riservare un tavolo al Dorsia adesso, fottutissimo di un bastardo!
- Ho tutte le caratteristiche di un essere umano: carne, sangue, pelle e capelli. Ma non un solo, chiaro e identificabile sentimento, a parte l'avidità e il disgusto.
- Amo vivisezionare le ragazze. Sapevi che sono totalmente pazzo?
- Vi piace Phil Collins? Io sono un fanatico dei Genesis. Per la precisione dall'80 quando uscì quel famoso album, "Duke". Prima di allora, in realtà non riuscivo a capire i loro lavori. Troppo artificiosi, troppo intellettuali. È con "Duke" che la presenza di Phil Collins si fa più evidente. Io credo che Invisible Touch sia indiscutibilmente il capolavoro del gruppo. Un'epica meditazione sull'intangibilità. Allo stesso tempo arricchisce e approfondisce il significato dei tre precedenti album. [...] Ascoltate la brillantezza e il nitore del suono di Banks, Collins e Rutherford insieme. Potete in pratica sentire ogni sfumatura dei vari strumenti. Sabrina, togliti il vestito. In termini di maestria lirica e di abilità compositiva, quest'album raggiunge un nuovo picco di professionalità. Sabrina, perché non, non balli un po'? Prendete le parole di Land of Confusion. In questa canzone, Collins sottolinea il problema degli abusi del potere politico. In Too Deep è la canzone pop più commovente degli anni '80. Sulla monogamia e sull'impegno. È una canzone che porta lo spirito ad elevarsi, le parole sono positive, affermative, come, come mai ho sentito nel rock. [...] La carriera di Phil Collins come solista sembra essere più commerciale, e quindi più soddisfacente, in senso più ristretto. Specialmente in canzoni come In the Air Tonight e Against All Odds. [...] Ma sono anche convinto che Phil Collins dia il meglio di sé nell'ambito del gruppo, che come artista e solista, e sottolineo la parola artista.
- Sapete che diceva Ed Gein a proposito delle donne? [...] Diceva: "Quando vedo una bella ragazza per la strada penso due cose: una parte di me vorrebbe uscirci insieme, parlare con lei, essere carino, dolce, trattarla nel modo giusto". [«E l'altra parte che pensava?»] "Che effetto farebbe la sua testa su un palo!"
- Non ci sono più barriere da attraversare. Tutto ciò che ho in comune con l'incontrollabile e la follia, la depravazione e il male, tutte le mutilazioni che ho causato e la mia totale indifferenza verso di esse; tutto questo ora l'ho superato. La mia pena è costante e affilata, e io non spero per nessuno un mondo migliore, anzi voglio che la mia pena sia inflitta agli altri, voglio che nessuno possa sfuggire. Ma anche dopo aver ammesso questo non c'è catarsi: la mia punizione continua a eludermi, e io non giungo a una più profonda conoscenza di me stesso. Nessuna nuova conoscenza si può estrarre dalle mie parole. Questa confessione non ha nessun significato.
(EN) Messaggi di posta elettronica mandati durante la campagna virale per l'adattamento cinematografico di American Psycho.
- Come risultato diretto della mia posizione e presunta buona fortuna, la parola NO non si applicava a me. Posso avere questo vestito, questo telefono, questa ragazza? SÌ. Questa droga, questo appartamento, questo affare? SÌ! Questa macchina, questo tavolo, questo lungomare? SÌ! Potevo cambiare i limiti che definiscono la società? Potevo creare le mie proprie regole e viverle? SÌ. SÌ! Tutto tranne NO! Forse, per tutto questo tempo, stavo cercando qualcuno che finalmente mi avrebbe detto NO?
No. (15 marzo 2000)
- As a direct result of my position and perceived good fortune, the word NO did not apply to me. Can I have this suit, this phone, this girl? YES. This drug, this apartment, this deal? YES! This car, this table, this stretch of oceanfront? YES! Could I change the boundaries that define society? Could I create my own set of rules and live by them? YES. YES! Everything but NO! Was I searching all this time for that someone who would finally say NO to me?
No.
- QUANTO PRESTO DIMENTICANO,
mi ricordo mentre scannerizzo l'ultima richiesta di Jean per l'alimonia temporanea. Cara Jean, dolce Jean. Jean che capisce tutto, che mi capisce meglio di chiunque altra. Jean, che voleva solo amarmi. Jean, che era inorridita dall'idea to essere mandata a casa a Queens con la macchina. Pare che Jean, che è cresciuta in una CASA DA QUARANTA MILA DOLLARI, non riesca a vivere oggi con qualsiasi somma al di sotto di CENTOOTTANTANOVE MILA DOLLARI AL MESE.
Sapevo che non era più la vecchia Jean quando ha mandato un sosia a Valentino per misurarsi per AUTUNNO '91 perché era incinta.
Alla PRIMAVERA del '93, pensava che non fosse più una buona idea che lei e il piccolo P.B. Jr. volassero commercialmente, con tutta quell'aria riciclata, starnutiva sul velivolo fino a Mustique. E poi, sapete, non è elegante quando non ci sono abbastanza sedili e un po' dell'aiuto dev'essere a buon mercato. (17 marzo 2000)
- HOW QUICKLY THEY FORGET,
I am reminded as I scan Jean's latest request for temporary alimony. Dear Jean, sweet Jean. Jean who knows all, who understands me better than anyone else. Jean, who only wanted to love me. Jean, who balked at the idea of being sent home to Queens by car service. Jean, who grew up in a FORTY THOUSAND DOLLAR HOUSE, just can't seem to make it these days on anything less than ONE HUNDRED EIGHTY NINE THOUSAND DOLLARS A MONTH.
I knew she wasn't the old Jean anymore when she sent a body double into Valentino to be fitted for FALL '91 because she was pregnant.
By SPRING '93, she really didn't think it was a good idea that she and little P.B. Jr. fly commercially anymore, what with all that recycled air, he was sneezing on the boat all the way to Mustique. And you know, it looks just terrible when there are not enough seats and some of the help has to go coach.
- Mio figlio P.B. Jr. era abbastanza saggio presto nella sua vita di sbarazzarsi di qualsiasi aspetto della sua fisicalità o personalità che avrei trovato anche minimamente offensivo. Sembra scolpito dall'avorio, che è notevole quando si considera la stirpe bastarda di sua madre.
Da piccolo, gli unici suoni che emetteva erano gradevoli e sapienti. La sua abilità di scegliere bene era evidente molto prima di cominciare a parlare. Preferiva i cataloghi stampati sul cartoncino lucido più pesante a quei libri sul dinosauro viola[1] che a questo punto l'evoluzione avrebbe dovuto condannare all'estinzione. Per quanto riguardava qualsiasi cosa riguardo un topo, erano fin troppo affini al loro cugino biologico, il ratto, a divertirlo minimamente.
È impossibile ignorare l'evidente superiorità di questo bambino, e in più di un'occasione, l'attuale copertina di Vogue o lo star dell'ultimo film adolescente melenzo mi fermerebbe per strada a chiedermi dove poteva prenderne uno? (17 marzo 2000)
- My son P.B. Jr. was wise enough early in his life to dispense with any aspect of his physicality or character that I would find even the slightest bit objectionable. He looks as if he were sculpted out of ivory, all the more remarkable when you consider the mutt-like ancestry of his mother.
As an infant, the only sounds he made were both pleasant and knowing. His ability to choose correctly was apparent long before he was able to speak. He preferred catalogues printed on the heaviest stock glossy paper to those books about that purple dinosaur that evolution should have rendered extinct by now. And, as far as anything involving a mouse was concerned, they were far too close to their biological relation, the rat, to amuse him in the slightest.
It is impossible to ignore the obvious superiority of this child, and on more than one occasion the current cover of Vogue or star of the latest teen angst movie would stop me on the street and ask me where could she get one of those?
Citazioni su Patrick Bateman
[modifica]- Normalmente si prova a trovare il vero lato di un personaggio, le emozioni che lo caratterizzano ma non vi è niente di tutto questo qui; Bateman è del tutto superficiale anche quando è al telefono. Credo che sia come il fascino che spinge le persone a rallentare davanti ad un incidente stradale. (Christian Bale)
- Per me e Guinevere, che è gay, era chiarissimo: lo vedevamo come una satira gay della mascolinità. Il fatto che Bret Easton Ellis sia gay gli ha permesso di cogliere i rituali omoerotici tra questi maschi alfa, cosa che accade anche nello sport, ed è presente anche nel mondo di Wall Street e in tutti questi ambiti dove gli uomini esaltano la competizione estrema e il "mettere in mostra la propria potenza". C'è qualcosa di profondamente gay nel modo in cui feticizzano l'aspetto fisico, la palestra. (Mary Harron)
- È la società che lo circonda a creare Patrick Bateman, senza preoccuparsi di fermarlo ma anzi incoraggiandolo. Bateman e gli altri protagonisti dei miei libri hanno tutto, questo è il punto. Quando si è in una posizione nella quale si possiede tutto e tutto ti è dato e non devi lottare per ottenere niente, una certa noia ti assale, molto pericolosa. È una noia che può condurti a commettere stupri, omicidi, ogni genere di orrori. Si tratta di un abuso di libertà, che esiste nel mio paese e in molti altri, dove la gente pensa per il solo fatto di essere ricca di potersi permettere qualsiasi cosa: se hai abbastanza denaro puoi assassinare qualcuno sapendo che dopo potrai comprarti i migliori avvocati, e così via.
- Farebbe il troll sui social media usando account falsi? Si vanterebbe su Twitter dei suoi successi? Userebbe Instagram per ostentare la sua ricchezza, i suoi addominali, le sue potenziali vittime? È possibile. Negli anni '80, ai tempi di Patrick Bateman c'era una possibilità di nascondersi che ora non c'è, viviamo in una cultura completamente esibizionista. Per me non era tanto un personaggio quanto un'idea e anche ora lo avvicinerei nello stesso modo di allora per affrontare la sua paura più grande: qualcuno gli presterebbe attenzione? È una delle cose che lo manda più ai matti perché a causa del conformismo della vita aziendale, nessuno può davvero distinguere una persona dall'altra (e in fondo che differenza c'è, si chiede il romanzo). Le persone sono così perse nel loro narcisismo che non sono in grado di distinguere un individuo dall'altro (e per questo Patrick se la cava nonostante i suoi crimini): è un atteggiamento che mostra quant'è cambiata poco l'America dalla fine degli anni Ottanta: molte cose sono state semplicemente amplificate e accettate. L'ossessione che ha Patrick per sé stesso, con le sue antipatie e simpatie, con la sua attenzione dettagliata e ossessiva per tutto quello possiede, indossa, mangia, guarda, ha certamente raggiunto una nuova apoteosi. Per molti versi il testo di American Psycho è la più completa serie di selfie di un uomo.
- Mio padre era un uomo violento, collerico, interessato solo ai soldi. In realtà è a lui che mi sono ispirato per la figura di Patrick Bateman. Ed è per questo che Bateman doveva ritornare nelle pagine di Lunar Park. Sentivo il bisogno di liberarmi una volta per tutte dal fantasma dell'uno e dell'altro: e così è stato.
- Non so perché Bateman uccide. Chi lo può sapere? Io so solo che queste cose accadono, si leggono ogni giorno sulle pagine dei giornali, si vedono nei film. Io rappresento questa vita assurda, della mia America.
- Bateman, come Tyler Durden in Fight Club, ha preannunciato l'epoca dell'antieroe delle serie tivù americane. Eroi popolari imperfetti come Dexter, dove l'agente di distruzione psicopatico viene riformulato in modo cinico e reazionario (nelle vesti del buono che vuole servire e proteggere i bravi borghesi) non sarebbero venuti fuori senza Bateman. Bateman è la versione più pura dei Gordon Gekko, i lupi di Wall Street e la pletora di maschere da commedia dell'arte del cattivo capitalista d'assalto proposte da Hollywood.
- Bateman sarebbe probabilmente esibito come modello archetipico del successo americano, se non fosse anche un assassino psicopatico. Il libro paragona esplicitamente la brama di potere e la fame di denaro dell'élite waspeggiante alla disfunzione mentale. Mischiando le prosaiche attività quotidiane di Bateman con i suoi brutali omicidi, American Psycho colma in modo inquietante il divario tra gli aspetti culturali psicotici degli Stati Uniti (l'ossessione per la ricchezza, la fissazione per le armi, il militarismo oltreconfine, il crescente feticismo militare in patria) e gli interessi morbosi e deprimenti del serial killer. La metafora corrente è una cultura soggiogata da un materialismo consumista che distrugge la società sradicando i suoi valori umani per rimpiazzarli con l'ossessione per l'immagine.
- Quando Bateman, a chi gli chiede che cosa fa di lavoro, risponde «omicidi ed esecuzioni», la sua risposta suona come «fusioni e acquisizioni». Riducendo le sue vittime a materia, Bateman è il serial killer della classe dirigente, alienato, di buone maniere e in completo elegante.
Note
[modifica]- ↑ Cfr. Barney il dinosauro
Altri progetti
[modifica]
Wikipedia contiene una voce riguardante Patrick Bateman