Patrick McGilligan
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Patrick McGilligan (1951 – vivente), biografo, storico del cinema e scrittore statunitense.
Enciclopedia del cinema
[modifica]- [Su Thea von Harbou] Anche se la H. fu una delle più significative voci della cinematografia tedesca degli anni Venti e Trenta, la sua produzione fu oscurata dal fatto che gran parte dei suoi monumentali film venne realizzata in collaborazione con il secondo marito, il regista Fritz Lang, e che, dopo l'ascesa al potere di Hitler e il divorzio dal regista, la H. aderì al partito nazionalsocialista, scrivendo e dirigendo, quale membro privilegiato del regime, film improntati all'ideologia nazista. L'universo letterario e cinematografico della H. affonda le radici nella tradizione culturale del suo Paese, di cui enfatizzò gli aspetti mistici, romantici e visionari, rivelando una particolare sensibilità per la creazione di atmosfere cupe e morbose, elaborate attraverso un linguaggio potente e vigoroso. (HARBOU, Thea von)
- [Su Dorothy Parker] Figura di spicco nella società intellettuale newyorkese, negli anni Trenta la P. approdò a Hollywood trasferendo nella scrittura dei film l'acre umorismo, il disincanto e la prontezza di spirito che avevano caratterizzato il suo lavoro di giornalista e la sua produzione letteraria. Nei quasi vent'anni trascorsi nella capitale del cinema, collaborò a numerose sceneggiature, lavorando spesso con il secondo marito Alan Campbell, talvolta limitandosi esclusivamente a rifinire determinate scene senza figurare nei titoli, in ogni caso imprimendo un tocco smaliziato e brillante a molti, significativi film dell'epoca. (PARKER, Dorothy)
- [Su Jules Furthman] In quasi mezzo secolo di attività, che lo vide passare dal cinema muto a quello sonoro, F. scrisse o adattò storie incentrate sui temi del destino e dell'onore, esibendo uno spiccato talento individuale. Collaborò con vari registi, in particolare Josef von Sternberg e Howard Hawks, sperimentando diversi generi cinematografici (dal western al noir, passando per la commedia). La sua scrittura, di alta qualità, si distinse per l'incisività dei dialoghi, forti e carichi di allusioni, la precisione dei plots, sapientemente costruiti, e infine la cura dei caratteri dei personaggi. (FURTHMAN, Jules)
- [Su Frances Goodrich] Insieme al marito Albert Hackett, la G. firmò (sempre accreditata per prima) numerose sceneggiature di ottimo livello per oltre un quarto di secolo, trascorso quasi interamente sotto contratto con la Metro Goldwyn Mayer. La sensibilità acquisita grazie alla precedente esperienza di attori di teatro guidò la G. e Hackett nell'elaborazione delle parti scritte per altri interpreti, e costituì uno dei fattori del loro successo, raggiunto grazie anche al senso dell'umorismo e a prezzo di un duro e costante lavoro di rifinitura. (GOODRICH, Frances)
- [Su Betty Comden] La C. e Adolph Green [...] hanno scritto i più importanti musical hollywoodiani della fine degli anni Quaranta e degli anni Cinquanta. Inseparabili sul piano professionale (anche se le loro riunioni di lavoro sono sempre state vivacemente combattute), non si possono definire autori di testi musicali a tempo pieno, né commediografi, né sceneggiatori, ma un ibrido originale di tutte e tre le professioni che sfugge a ogni categorizzazione. [...] Dalla metà degli anni Sessanta non hanno più scritto nulla per il cinema, e anche se la loro produzione in questo campo risulta limitata a pochi titoli, il suo valore è rimasto sicuramente insuperato. (COMDEN, Betty)
- [Su George Cukor] Sebbene non fosse molto noto al grande pubblico, costituì per mezzo secolo una garanzia di qualità per Hollywood, e la sua fama di regista arguto, colto, sensibile e sofisticato ha continuato a crescere negli anni. [...] Sebbene C. ostentasse un apparente disinteresse per la conoscenza tecnica della macchina da presa, il suo stile visivo, pur ingannevole ed elegante, si rivela invece complesso e personale. Profondamente in sintonia con la gente di spettacolo e i suoi interpreti, tanto che venne definito un "regista di attori", fu abile soprattutto con le primedonne inquiete. Nei suoi film, con i quali esplorò vari generi cinematografici, preferendo comunque le commedie e i drammi sentimentali, cercò di esplorare i lati umani dei personaggi piuttosto che mettersi al servizio delle caratteristiche rituali del melodramma. (CUKOR, George)
- [Su Lillian Hellman] Tra gli autori teatrali più significativi degli Stati Uniti, la H. si affermò negli anni Trenta e Quaranta con pièces apprezzate per la loro solida costruzione, l'intensità emotiva e l'ideologia liberale che le contraddistingue. (HELLMAN, Lillian)
Bibliografia
[modifica]- Enciclopedia del cinema, Istituto della Enciclopedia italiana, Roma, 2003-2004.
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