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Paulo Roberto Cotechiño centravanti di sfondamento

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Paulo Roberto Cotechiño centravanti di sfondamento

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Titolo originale

Paulo Roberto Cotechiño centravanti di sfondamento

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1983
Genere commedia, sportivo, erotico
Regia Nando Cicero
Soggetto Luciano Martino, Nando Cicero
Sceneggiatura Francesco Milizia, Nando Cicero
Produttore Luciano Martino
Interpreti e personaggi

Paulo Roberto Cotechiño centravanti di sfondamento, film italiano del 1983 con Alvaro Vitali e Carmen Russo, regia di Nando Cicero.

Frasi

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Citazioni in ordine temporale.

  • Ecco Cotequinho, l'asso brasiliano affittato quest'anno dal Napoli, che avanza palla al piede, supera un uomo, ne supera un altro, entra in un dribbling, s'infila fra due avversari, allarga molto bene verso destra [...] si libera della presa di un avversario, di un secondo saltandolo addirittura, nuova triangolazione e scatto sulla destra, traversone per Cotequinho che si libera in area [...] Ancora un gol mancato dal brasiliano, e la Roma può ripartire. [...] Grande delusione fra i sostenitori del Napoli presenti oggi all'Olimpico. Il recente acquisto, il brasiliano Cotequinho, pagato letteralmente a peso d'oro, finora in quattro partite di coppa e due di campionato non è ancora riuscito a segnare. Anche oggi, all'Olimpico, ha sprecato due occasioni d'oro: due gol che sembravano letteralmente già fatti. (Radiocronista)
  • Madonnina santa del Divino Amore, tu che sei tanto bona, spèzzaje 'na gamba! (Tifosa romanista)

Dialoghi

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Citazioni in ordine temporale.

  • Cotequinho [sotto la doccia]: Mi colhón! Es... es... smerdéu!
    Alvaro: Un momento! Devo aver invertito i tubi!
    Cotequinho: E me lo dise adesso? Que te mortéu!
    Alvaro: Ora rimediamo subito.
    Cotequinho: Ah... ah... Agua! Agua limpia! Ah... Agua!
    Alvaro: Ecco fatto. Uuh! Ma tu... ma tu sei Paulo Roberto do Corcovado, l'angelo biondo del Maracaná! Sei Cotequinho!
    Cotequinho: Sì, sì, so' io! Você qui sé?
    Alvaro: Io so' Alvaro Cotechino! Me chiamo quasi come te! [lo abbraccia]
    Cotequinho: [...] Smerdero! Smerdá uma segunda vez!
    Alvaro: Eh, un pochetto sì. Ma porta bene, Cotechì! Lo dico io che porta bene, mannaggia la miseria!
  • Primo dirigente: E domenica a Milano con l'Inter, come la mettiamo?
    Secondo dirigente: I tifosi sono inferociti.
    Medico sociale: La stampa ci dà addosso, e se la prendono proprio con Cotequinho.
    Primo dirigente: La squadra gioca bene e non possiamo rimproverarle niente, ma se il cannoniere non segna come si fa a vincere?
    Marzotti: Domenica Cotequinho segna.
    Medico sociale: Segna?! Ma chill'è cecato, nun vede manco 'a porta! Ca ce vo' solamente 'o par 'e lente!
    Marzotti: Non è cecato, non è neanche un bidone: è vittima della saudade.
    Primo dirigente: Saudade? Che è?
    Medico sociale: Gesù, e per una sudata questo non segna?
    Marzotti: Saudade, saudade!
    Medico sociale: Saudade? E che r è?
    Marzotti: È la tipica nostalgia dei brasiliani. L'anno scorso nel Santos ha segnato 32 gol. Da quando è in Italia non ingrana: si sente solo, spaesato, nostalgia della mamma e della fidanzata.
    Primo dirigente: Facciamola venire qui, 'sta mamma!
    Marzotti: Ho fatto di meglio: ho fatto venire qui la fidanzata.
    Medico e dirigenti [all'unisono]: La fidanzata?!
    Medico sociale: E avete fatto venire 'a femmena proprio qua in piena clausura?!
    Marzotti: Non qua, in albergo a Forte dei Marmi.
  • Mergellina: Qui alla mensa del personale vi troverete benissimo: ci mangio sempre anch'io.
    Mario: Solo che non vedo il banco di servizio. Dov'è?
    Mergellina: Non c'è. Non c'è bisogno.
    Mario: Non c'è?
    Mergellina: Abbiamo installato questo distributore automatico. Basta introdurre un gettone, scegliere la pietanza, premere un tasto e dopo pochi secondi si è serviti. Ecco qua. Ecco: questi sono i gettoni omaggio dell'albergo.
    Mario: Sì.
    Mergellina: E... buon appetito!
    Mario: Grazie.
    Alvaro: Grazie. [Mergellina esce] Allora, che ci mangiamo?
    Mario: Eh, lì c'è da scegliere, no? Mo' scelgo. Dunque, vediamo un po'... Pasta e fagioli! Io ho già scelto, hai capito? Metti er gettone, spingi il bottone, mo' che succede? [si apre uno sportello] O Dio mamma! Ecco il piattone! Ecco qua. Oh, sentiamo un po'. Mmh, l'odore è buono, [mangia una cucchiaiata] il sapore è meglio. Ecco il gettone, te la consiglio. Vai.
    Alvaro: Per me i fagioli sono troppo pesanti. Ah, zi', guarda! "Purè di fagioli predigeriti". E che vuol di'? Vuol di' che so' più leggeri! Predigeriti... [si apre lo sportello e Alvaro è investito in faccia da una scorreggia] Uuh! Ammazza là, oh! L'ha digeriti proprio fino in fondo, eh!
  • Alvaro: Che ci sono i capellini d'angelo?
    Mario: Vediamo un po'... No!
    Alvaro: No?
    Mario: Ce so' i cazzetti d'angelo, so' un po' più grossi, te piaciono?
    Alvaro: Sì.
    Mario: Tiè. Metti er gettone, spigne er bottone e vai tranquillo.
    Alvaro: Grazie.
    Mario: Prego, prego. [si apre lo sportello. Si ode un riso di bambino accompagnato da una musichetta, poi Alvaro si prende in faccia un fiotto di pipì]
    Alvaro: Ah, zio! M'hanno pisciato in faccia!
    Mario: Per forza, con la fame che te ritrovi il brodino, i cazzetti d'angelo... Mangia qualche cosa di più consistente, no? Che te devo dire... Ecco: due penne all'arrabbiata. Hai capito? Prendi il gettone, lo infili, bottone, penne all'arrabbiata. [si apre lo sportello e si affaccia un indiano con le pitture di guerra sul viso]
    Indiano: Manitoba Manitula. Viso pallido fa 'n cula!
    Mario: Prego? [l'indiano gli sputa in faccia e richiude lo sportello]:
    Mario: Manitoba tacula... Mortacci...
    Indiano [riaprendo lo sportello]: ...tua!
    Mario: E di tuo nonno Toro Seduto!
  • Contessa: Cos'è, un ricatto?
    Mario: Signora contessa, no! È un affare come un altro, ecco. Sa, io faccio l'investigatore, un po' per hobby e un po', come si dice? per non morire. Lo so, le spese sono tante, pedinamenti, travestimenti... Insomma, contessa, io ho bisogno di soldi. Sì! Il rapimento di Cotequinho è finto, l'ho organizzato io. Se lei non mi dà 150 milioni subito, io Cotequinho lo butto fuori, lo metto in campo così il Napoli vince e lei al suo cementificio gli dice addio.
    Contessa: E lei dice addio alla vita.
    Mario: Addio alla vita, contessa, per 150 milioni... [Mandingo fa scrocchiare le ossa delle mani] Addio alla vita per 100 milioni... So' troppi 100? Per 50 milioni addio alla vita, insomma...
    Contessa: Ha detto cinque?
    Mandingo: Ha detto cinque.
    Mario: Ho detto cinque, signora, sì.
    Contessa: Io dico due.
    Mario: Due, ma subito.
    Contessa: No, uno subito e l'altro "se".
    Mario: Come "se"?
    Contessa: Se non si tratta d'un bidone.
    Mario: Eh, bidone... Che ci ho la faccia da bidonaro?! [si toglie gli occhiali] Signora, scusi.
    Contessa: Speriamo di no. Per lei. Mandingo? Chi è stato l'ultimo che ci ha fatto un bidone?
    Mandingo: Quel siciliano, due anni fa.
    Mario: Ah.
    Contessa: E che fine ha fatto? Non ricordo bene.
    Mandingo: Nessuno l'ha mai saputo.
    Mario: E nessuno lo saprà mai! Io sono una tomba! Zitto, per carità! L'assegno, contessa [...]

Note

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  1. Sebbene nel titolo sia scritto "Cotechiño", con un'ibrida grafia italiana-spagnola, nelle scene del film appare costantemente scritto come "Cotequinho", secondo le regole ortografiche della lingua portoghese (coerentemente con la nazionalità brasiliana del personaggio).

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