Peppe Fiore

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Peppe Fiore (1981 – vivente), scrittore italiano.

La futura classe dirigente[modifica]

Incipit[modifica]

Anche quest'anno l'estate è arrivata a Roma come una reazione di rigetto, ma senza traumi e senza sottintesi di olocausto degli anni passati. Pure nel mio quartiere di cafoni arricchiti tutti sembrano essere andati pacificamente in coma, tutti d'accordo e in sincrono, come un'orchestra di autistici. I grappoli di badanti ucraine alla fermata, i sedicenni in branchi, i rumeni Peroni in mano alla fermata della metro, scolpiti nel tramonto tra i palazzi di uffici e il nulla edilizio. Torno a casa la sera e trovo nel mio enorme salone vuoto un odore di fermentazione che m'abbraccia. Un bicchiere di Vermentino da sei euro in mutande sul balcone, e fuori ogni cosa è deposta dov'è, in sopravvivenza.

Citazioni[modifica]

  • [...] Attraverso le nostre abitudini io vedevo in trasparenza la sintassi profonda di noi stessi, un nostro doppio che in qualche modo era destinato a sopravviverci: e mi sentivo pure molto adulto in questa nuova domestica consapevolezza che avere delle abitudini è una conquista e non una sconfitta.
  • Il Pd è praticamente il Grande Fratello della sinistra italiana. L'entità superiore che regge – reggerà – tutto ma non si nomina mai. Lo si può solo evocare, alluderci, al massimo farci riferimento, ma guai a chiamarlo partito: da quando c'è il Pd, stare a sinistra è come stare nella Casa; ogni elettore è in potenza un piccolo Pietro Taricone. Dunque, i casi sono due: o è la loro tattica per creare una mitologia elettorale, e allora in questo sono dei geni della comunicazione politica. Oppure stanno andando completamente alla cieca. E dunque sono un manica di cialtroni suicidi. Per adesso non lo saprà nessuno.

Bibliografia[modifica]

  • Peppe Fiore, La futura classe dirigente, Minimum Fax, 2009. ISBN 8875212104