Philip French

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Philip Neville French (1933 – 2015), critico cinematografico britannico.

Citazioni di Philip French[modifica]

  • Mettendo da parte i piccoli gesti, la delicata osservazione della vita quotidiana e la caratterizzazione congeniale associata al neorealismo, La Dolce Vita è una satira su larga scala con scene maestose e metafore visive forti. Il suo obiettivo è una società senza Dio che è diventata una sorta di inferno (ci sono arguti riferimenti a Dante) ed è stato giustamente paragonato alla raffigurazione di TS Eliot di una moribonda Europa post-Prima Guerra Mondiale in The Waste Land.
Setting aside the small gestures, the delicate observation of daily life and the sympathetic characterisation associated with neo-realism, La Dolce Vita is a large-scale satire with grand set pieces and forceful visual metaphors. Its target is a godless society that has become a kind of hell (there are pointed references to Dante) and it has rightly been compared with TS Eliot's depiction of a moribund post-First World War Europe in The Waste Land.[1]
  • [Su La dolce vita] Il film ha probabilmente perso la sua capacità di scioccare, e le orge sono monotone per gli standard attuali. Ma non ha perso la capacità di affascinare, stimolare e provocare, e rimane un'opera di grande impatto morale e visivo.
The film has probably lost much of its ability to shock, and the orgies are tame by present standards. But it has not lost the power to fascinate, stimulate and provoke, and it remains a work of moral force and a visual delight.[1]
A slick combination of police procedural thriller and hi-tech sci-fi fantasy.[2]

Note[modifica]

  1. a b Da Italian cinema's sweet success, the Observer, 17 febbraio 2008; riportato in The Guardian.com.
  2. Da Deja Vu | Film | The Guardian, The Guardian.com, 17 dicembre 2006.

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