Pietro Canal
Aspetto

Pietro Canal (1807 – 1883), latinista, politico e presbitero italiano.
Della musica in Mantova. Notizie tratte principalmente dall'Archivio Gonzaga
[modifica]- Non è per altro da credere che durante l'età fiamminga sieno mancati buoni maestri e cantori anche italiani; anzi una parte nobilissima della musica, qual è la teorica, fu lasciata da banda da que' fiamminghi e coltivata invece con onore da' nostri anche in quella età, come prima e poi. (p. 656)
- Chi non conosce il nome del mantovano Sordello? Benché la sua vita sia stata variamente infrascata di favolosi racconti, nondimeno il lungo tempo da lui vissuto in Provenza, le sue avventure amorose, la qualità d'uomo di corte e poeta provenzale a que' dì (secolo XII-XIII), acquistano fede alla testimonianza dell'antico chiosatore di Dante, pubblicato dal Vernon (Firenze, 1846, p. 320), che lo dice espressamente cantore e sonatore, oltre che uomo di corte e vertudioso. Le musiche di cui i trovatori di quell'età, non degenerati ancora in vili giullari, rivestivano essi medesimi le loro poesie che cantavano al suono dell'arpa o della mandola, erano bensì povere, ma non prive d'arte; paiono (giacché non poche se ne conservano) una cosa di mezzo fra il canto fermo di chiesa e le canzoni popolari: di quello tengono i tuoni; di queste un po' dell'arioso. (p. 657)
- C'è un'altra cosa che il lettore dee avere osservato sicuramente, ed è che, se la musica fioriva in Mantova, tuttavia per numero e per valore di musici primeggiava a questo tempo la corte estense. Che per ammaestrare alunni, per procacciarsi musiche e sonatori e cantanti la corte mantovana ricorresse all'estense, era cosa che andava pe' suoi piedi stante l'antica parentela delle due case, rinnovata poi con le nozze d'Isabella d'Este e Francesco II; ma ad ogni modo il dover ricorrere altrui è segno d'inferiorità. (p. 665)
- Con l'amor della musica non poteva non andar di pari la cura di procacciarsi buoni strumenti ed eletti canti. Ho detto canti, perché a quel tempo le medesime composizioni servivano tanto pel suono, quanto per le voci vive. Prima che il Petrucci inventasse l'arte di moltiplicarne agevolmente gli esemplari con tipi mobili, il procurarsi le musiche de' più celebrati maestri non era la più facil cosa del mondo; e chi n'era in possesso, se la teneva con gran gelosia. (p. 667)
Bibliografia
[modifica]- Pietro Canal, Della musica in Mantova. Notizie tratte principalmente dall'Archivio Gonzaga, in Memorie dell'I. R. Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, volume XXI, Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, Venezia, 1882.
Altri progetti
[modifica]
Wikipedia contiene una voce riguardante Pietro Canal
Commons contiene immagini o altri file su Pietro Canal