Pietro Mugna
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Pietro Mugna (1814 – 1882), scrittore e storico italiano.
Della Chiesa russa in relazione alla cattolica e ad altre chiese cristiane
[modifica]- Il primo germe di disarmonia tra l'occidente e l'oriente fu gittato da Costantino il Grande, quando da Roma trasportò a Bisanzio la sede dell'impero; ma non si fece sentire, per mancanza, dirò, di occasione, innanzi che venisse fecondato da un altro fatto, e questo fu la divisione dell'impero in due. Allora Costantinopoli aspirò a rivaleggiare con Roma, allora Giovanni Nesteute o digiunatore, patriarca di quella città, ardì assumere il titolo di patriarca ecumenico e convocare non che altro un concilio generale nel 587. Papa Gregorio I detto il Magno (590-604) si oppose fortemente a quella novità superba, e per esempio contrario si chiamò servo de' servi. (p. 18)
- La concordia parve restituita tra le due chiese [di Roma e Costantinopoli]; ma nella greca covava pur sempre sotto ingannevole cenere il fuoco della disunione, alimentato dagli spiriti greci inquieti e cavillosi, e già da tempo addestrati nelle arguzie, nelle sottigliezze e negli scampi dell'eresia. Scoppiò finalmente tal fuoco in incendio divampato per Fozio, insigne per dottrina, ma di costumi rotti, ambiziosissimo ed intrigante se altro mai. (p. 18)
- I punti di accusa [..] che [Fozio] mettea a carico della chiesa occidentale nella sua enciclica diretta in particolare ai patriarchi di Alessandria, di Antiochia, di Gerusalemme, ai vescovi di oriente, ai missionari spediti da Roma in Bulgaria, e in generale alla chiesa tutta, sono i seguenti. Accusava, cioè, la chiesa latina che digiunasse il sabato; che di una settimana più breve facesse il digiuno quaresimale; che i suoi ammollisse coi latticinj; che i preti ammogliati condannasse, e che ai preti negasse il potere di conferire la cresima, sacramento da lei voluto proprio de' soli vescovi. Capitale e sustanzial punto di accusa era, che la chiesa latina adulterato avesse, aggiungendo, gli articoli della fede da concilj ecumenici sancita, ed insegnasse procedere lo Spirito Santo dal Padre non meno che dal Figlio[1]. Di tal maniera pretendea, cavillando, introdotti nell'augusta Triade due principj, giacché si ammettea prima il Padre principio del Figlio, e di poi il Padre, stesso insieme col Figlio principio dello Spirito Santo. (pp. 19-20)
- Le crociate [...], manifestazione potente del sentimento religioso del mezzo tempo, se furono cagione diretta e indiretta di molti beni, ebbero anche il loro rovescio. I mali da esse prodotti trovarono già e trovano passionati esageratori, io solo noterò che quelle moltitudini generalmente disordinate, le discordie frequenti de' condottieri, in una parola tutto quel grande movimento diede occasione ai Greci di gelosia, d'invidia, di timori e di mala fede. Quando poi videro rotta ad essi la guerra, e presa anche Costantinopoli, gli animi pria non benevoli de' Greci viepiù si alienarono dai latini, dalla chiesa romana, e nello scisma si rafforzarono. Si tentò parecchie volte di riunire le due chiese, ma senza stabile effetto. (pp. 27-28)
- Il clero in Russia è diviso tutto in due classi generali, in bianco, cioè, e in nero: al primo appartengono i preti secolari, all'altro i claustrali. I preti secolari sono tolti dal basso popolo, costretti al matrimonio ed esclusi dall'episcopato. I vescovi ed i dignitari ecclesiastici si prendono dai conventi con l'esclusione in certa maniera de' nobili, se non vogliono quasi senza speranza rinserrarsi in un chiostro. Lo stato clericale dunque, libero in ogni altro paese, è circoscritto in Russia ai figli de' preti, de' diaconi e degli altri addetti al servizio di chiesa. Per questo è anche ivi troppo caro e lusinghiero ai preti il vedersi tolti all'oscurità della nascita loro, e nutrire speranze di gareggiare, fregiati di ciondoli, di fascie, di croci, coi primi ordini della società. Troppo è caro e lusinghiero ai costituiti in dignità ecclesiastiche il vedersi ben proveduti e forniti di un potere assoluto sovra i dipendenti ed i subalterni propri. Altra ragione questa e potente che perpetua in Russia lo stato esposto di cose quanto a religione e chiesa. (p. 44)
Note
[modifica]Bibliografia
[modifica]- Pietro Mugna, Della Chiesa russa in relazione alla cattolica e ad altre chiese cristiane, coi tipi del Seminario impr., Padova, 1864.
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