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Pietro Paolo Virdis

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Pietro Paolo Virdis nel 1975

Antonio Pietro Paolo Virdis (1957 – vivente), ex calciatore e allenatore di calcio italiano.

Lecce bomber

Intervista di Adalberto Scemma, Guerin Sportivo nº 30 (754), 26 luglio – 1º agosto 1989, pp. 36-40.

  • So benissimo che nel calcio i rapporti umani non contano. [...] Ho capito [...] di essere un oggetto [...]. Se ho una certa audience posso essere accettato, altrimenti vengo buttato via.
  • La mia terra è il mio orgoglio, al di là dei luoghi comuni. La Sardegna non è solo la Costa Smeralda, è tante altre cose che noi sardi ci portiamo dentro e che segnano un po' le nostre scelte. I tempi di Cagliari, per esempio. Non fu la testardaggine a farmi dire no alla Juve, non fu una storia d'amore [...] e non furono nemmeno le minacce. Semplicemente ci tenevo a riportare il Cagliari in Serie A, era soltanto l'orgoglio di sardo a spingermi. Poi arrivarono le pressioni e dovetti chinare la testa, ma il "no" iniziale non mi ha certo giovato, sono stato accettato con riserva, mi sono portato dietro un senso di disagio.
  • Mi sta a cuore il senso della rivincita. Fa parte della mia natura. Non ho mai cercato protettori, anche se nel calcio conservare certi legami può portare un sacco di vantaggi. Le mie rivincite le ho consumate da solo, senza l'aiuto di nessuno, senza ricorrere a interposte persone. Ho sempre preferito i rapporti diretti.
  • Molto spesso sono stato giudicato soltanto in funzione del gol. Un errore. Gli attaccanti moderni devono creare spazi, partecipare alla manovra, mandare in rete anche i compagni. Ma sono rischi, quelli di non essere compreso a fondo, che si possono anche affrontare a testa alta. Rimane il gusto della sfida...
  • Prima ancora di arrivare ai trent'anni ho cominciato a sentirmi ronzare intorno il solito ritornello sull'età, sulla "vecchiaia". Trovo che tutto questo sia un non senso. Nel calcio uno può essere da buttare via anche se ha 26 anni soltanto: dipende dal fisico e dagli stimoli. Dipende dalla voglia di giocare, quella vera, quella che non ti fa sentire il peso dei sacrifici. I quattrini? Sono importanti, certo. Il calcio è un mondo che paga bene, ma che ti lascia in dote un sacco di incertezze, di imprevisti, di insidie. Con tutto questo il gioco vale sempre la candela, purché alla base ci sia la giusta dose di serietà. E la voglia di giocare...

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