Pietro Riario
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Pietro Riario (1445 – 1474), cardinale e arcivescovo cattolico italiano.
Citazioni su Pietro Riario
[modifica]- La sua morte fu salutata da alcuni come la liberazione da una peste morale che aveva superato le orgie e le brutture di Roma pagana. Ma la plebe divertita dallo spettacolo del suo fasto e delle sue sfrenatezze, l'aveva pianto. Figliuolo e speranza mia! gridò il papa sul suo sepolcro, piangendo tanto che fu soverchio, dice un contemporaneo.
Poiché abbiamo accennato della vita sregolata dell'infelice cardinale, non dobbiamo tacere che esemplare fu la sua fine. «Cupio dissolvi et esse cum Christo: Domine, miserere mei: io non so se avrò più tempo a baciarti» diceva stringendo il crocefisso, dopo avere abbracciato e chiesto perdono a tutta la famiglia sua delle offese fatte, degli scandali dati, dopo aver riconosciuto che Dio lo aveva ricolmato di molti beni, e che tutte le umane grandezze non sono che vanità. (Pier Desiderio Pasolini)
- Nel suo monumento nella chiesa dei Ss. Apostoli a Roma, il volto giovinetto fa contrasto con la grave solennità della mitra ingemmata e con gli abiti cardinalizi, né si può non provare un senso di pietà per quest'uomo che fu scandaloso esempio della nuova corruzione nell'alto clero del secolo XV. (Pier Desiderio Pasolini)
- Pietro [Riario], [...], era minorità[1]: tagliato della solita pezzata di frate, non si levava dalla misura comune, ma Sisto [IV] (che lo aveva fatto educare nel chiostro), giunto appena al papato, lo aveva eletto vescovo di Treviso. Colmò egli il novello Cardinale di dignità; lo fece patriarca di Costantinopoli nel luogo che il Bessarione aveva lasciato vacante, lo nominò arcivescovo di Siviglia, di Firenze, di Mende, e gli conferì tanti e tanti beneficî che le sue rendite ammontarono a ben sessantamila fiorini d'oro. Il nepote crebbe a grandezza gigantesca: in breve dominò anche il Papa, e d'un tratto, mutatosi di povero frate in Creso ricchissimo, si gettò alla crapula più sfrenata. La vita che questo parassita menò presso il trono pontificio, consumando nel vizio le sue ricchezze e sé stesso nel breve periodo di due anni, presenta la più sinistra imagine delle fortune nepotesche. Né mai prima v'era stato uomo alcuno che alla morale avesse fatto vitupero più di questo Cardinale, il quale vestiva la tonaca di san Francesco. (Ferdinand Gregorovius)
Note
[modifica]- ↑ Appartenente all'Ordine dei frati minori conventuali.
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