Vai al contenuto

Pietro Spina

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

Pietro Spina, protagonista dei romanzi Vino e pane e Il seme sotto la neve di Ignazio Silone, anche noto con lo pseudonimo di Don Paolo Spada in Vino e pane o Don Pietruccio in Il seme sotto la neve.

Citazioni di Pietro Spina

[modifica]
  • Ah, com'è miserabile un'intelligenza che non serve che a fabbricare alibi per far tacere la coscienza. (cap. III)
  • «La libertà non è una cosa che si possa ricevere in regalo» disse Pietro. «Si può vivere anche in paese di dittatura ed essere libero, a una semplice condizione, basta lottare contro la dittatura. L'uomo che pensa con la propria testa e conserva il suo cuore incorrotto, è libero. L'uomo che lotta per ciò che egli ritiene giusto, è libero. Per contro, si può vivere nel paese più democratico della terra, ma se si è interiormente pigri, ottusi, servili, non si è liberi; malgrado l'assenza di ogni coercizione violenta, si è schiavi. Questo è il male, non bisogna implorare la propria libertà dagli altri. La libertà bisogna prendersela, ognuno la porzione che può.» (cap. III)
  • «Alla salute» disse don Paolo ridendo. «Bevi, frate, sta' allegro. Faremo una rivoluzione che fregherà il demonio, quel vecchio sporcaccione.» (cap. XI)
  • «Arriva sempre un'età» egli disse «in cui i giovani trovano insipido il pane e il vino della propria casa. Essi cercano altrove il loro nutrimento. Il pane e il vino delle osterie che si trovano nei crocicchi delle grandi strade, possono solo calmare la loro fame e la loro sete. Ma l'uomo non può vivere tutta la sua vita nelle osterie» (cap. XV)
  • La forza della dittatura è nei muscoli, non nel cuore. (cap. XVIII)
  • Il destino è un'invenzione della gente fiacca e rassegnata. (cap. XVIII)

Il seme sotto la neve

[modifica]
  • Ma mentre t'ascoltavo, a dirti la verità, mi veniva da pensare: strano, che mondo strano, com'è bizzarro ch'io sia capitato qui, è proprio questo il mio mondo? (cap. III)
  • Si può essere morti per la propria famiglia, per il proprio mondo e continuare a vivere. Talvolta è una condizione per continuare a vivere. (cap. III)
  • Invece ora sono convinto che paurosa fosse la mia situazione prima d'aver trovato quel rifugio. Nell'estrema lucidezza che allora si stabilì nel mio animo tutta la vita passata prese alfine un senso e mi si rivelò come un avviamento a quella spelonca. Se risalivo col pensiero agli anni neghittosi del collegio, al terremoto, alla fuga dalla famiglia, agli anni sterili e desolanti dell'emigrazione, la vita m'appariva come una spogliazione successiva, un'emancipazione dalle grossolane finzioni che ai più la rendono cara. A mano a mano dunque ch'io m'ambientavo in quell'oscurità e vi scoprivo i poveri primitivi oggi ripostivi, il vecchio asinello scorticato, i piccoli e magri sorci che l'abitavano mi sembrava che tutto ciò mi fosse già da molto tempo familiare, come se l'avessi portato dentro di me da molti anni e, forse, troppo addentro perché potessi prima d'allora vederlo. (cap. III)

Bibliografia

[modifica]
  • Ignazio Silone, Vino e pane, Oscar Mondadori, Milano, 1977
  • Ignazio Silone, Il seme sotto la neve, Oscar Mondadori, Milano, 1976

Voci correlate

[modifica]

Altri progetti

[modifica]