Plinio Martini
Aspetto
Plinio Martini (1923 – 1979), scrittore e insegnante svizzero.
Citazioni di Plinio Martini
[modifica]- [Sul fiume Maggia] La vendita totale e incondizionata delle acque valmaggesi, che doveva pur portarci dei vantaggi economici, e che pertanto ci trovò consenzienti, indotti anche da una propaganda troppo interessata per essere sempre onesta [...] quella vendita fu per noi un atto di violenza: sconvolse il nostro paesaggio e mutò radicalmente molte delle nostre più vecchie e affettuose abitudini [...]. Ecco perché l'ampio greto asciutto – a parte la bruttezza e i danni evidenti che ne derivano – è diventato per noi l'emblema di un errore commesso, di un sopruso patito, di una libertà perduta.[1]
- Perciò, se le vecchie mura di Boschetto mi parlano di una civiltà severa, ma autentica, so però quanto sia falsa la descrizione idillica di quel mondo, che è gran parte della mia vita e della mia educazione. [...] A Boschetto vive gente che a poco a poco si è sentita isolare, donne e uomini che non si sono sposati e che erano troppo timidi per tentare una vita altrove, e per questo hanno sofferto e soffrono [...].[2]
Il fondo del sacco
[modifica]- Da Sabbione a Ritorto a Frodone, quei due chilometri di largo fondovalle nostro nonno diceva che ai suoi tempi erano campagna, la più bella della Val Bavona; la strada passava tra i fieni e i campi di segale, campi di qua e di là, le vacche tentavano di scavalcare il muro. E l'alluvione del sessantotto ha portato via tutto. Pensa i nostri vecchi che tornato il sole vanno a vedere il disastro, le loro facce lunghe che guardano la ghiaia al posto dove prima avevano vangato e letamato: neanche più i termini hanno trovato; ad alcuni restava di tornare a casa a preparare il fagotto. E così a Roseto, a Sonlerto, alla Bolla; persino di Gannariente dicono che una volta era una bella terra. (p. 22)
- Allora sì che pensai a Cavergno, le sue case strette insieme a farsi compagnia, con le porte aperte, fuori da una porta dentro nell'altra e trovarti sempre a casa tua, fra gente tua che ti conosce e ti vuole bene, sentire gli odori e i suoni che hai sempre sentito, guardare una madre che ha finito di lavare le scodelle e si è messa a far calzetta, e intanto aspettare le campane che ci avrebbero chiamati tutti insieme alla messa di mezzanotte. (pp. 37-38)
- Il vecchio ponte di legno di Roseto stava cento metri a monte del nuovo; restano i massi ai quali era ancorato e, sulla riva di fronte alla frazione, quella corona d'erba che una volta era la strada per raccordarlo alla mulattiera. Era un ponte strano lungo storto, a noi pareva brutto ma i forastieri si fermavano a fotografarlo, e ci salivano anche, ma con un certo rispetto perché somigliava a quelli che legano insieme i pigmei delle foreste; in pratica poteva resistere anche se lo scavalcavano gli schiaffi della piena e gli alberi sradicati andavano a impigliarsi nelle sue strutture. (p. 88)
Note
[modifica]- ↑ Da La morte del fiume, in Cooperazione, 1965; citato in Osservatorio culturale del Cantone Ticino, Guida letteraria della Svizzera italiana, ti.ch.
- ↑ Da Delle streghe e d'altro, Armando Dadò Editore, Locarno, 1979; citato in Osservatorio culturale del Cantone Ticino, Guida letteraria della Svizzera italiana, ti.ch.
Bibliografia
[modifica]- Plinio Martini, Il fondo del sacco: romanzo, Edizioni Casagrande, Bellinzona, 1973 [1970].
Altri progetti
[modifica]
Wikipedia contiene una voce riguardante Plinio Martini