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Prato (Italia)

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Prato: la cattedrale

Citazioni su Prato.

  • L'aspetto complessivo della citta è talmente sciupato da barbare mascherature, da volgarissimi intonachi, che l'antica e austera bellezza degli edifici privati e civili si può dire nel complesso distrutta. Per fortuna [...] qualche vecchio stemma sfuggito alle distruzioni ed agli sfregi, ricorda ancora il luogo dove ebbero dimora le più cospicue famiglie pratesi, e forse sotto la massa insignificante delle moderne facciate si potrebbero ritrovare le belle forme dei palazzi degli Aliotti, degli Amadori, de' Banchelli, de' Bocchineri, de' Cambini, de' Convenevoli, de' Dagomari, dei Ferracani, de' Giusitaldi, de' Goggi, de' Guizzelmi, de' Latini, de' Lioni, de' Magini, dei Manassei, dei Del Milanese, de' Modesti, degli Orlandi, de' Perondini, de' Pratenesi, de' Pugliesi, dei Rinaldeschi, de' Ringhiadori, de' Toncioni, de' Talbucci, de' Torelli, de' Vieri, de' Villani e di tante altre che ebbero parte cospicua nelle vicende dell'illustre e potente terra...
    Ma quando i cittadini pratesi, almeno quelli che possono e che sentono, vorranno intraprendere questa opera salutare di detersione e purificazione? Se l'esempio venisse prontamente dai migliori, non tarderebbe ad essere largamente ed efficacemente seguito, e il guadagno artistico della citta sarebbe notevolissimo. Firenze si compiacerebbe degnamente della sua figlia vicina.
  • Non ostante le molte favolose dicerie di antichi scrittori locali, Prato non ha un’origine anteriore al 1000, e la sua popolazione fu certamente costituita da una colonia agricola longobarda. Da tale epoca in poi appartenne sempre alla giurisdizione feudale dei conti Alberti, i quali la tennero fino circa il 1180, signoreggiando il borgo ed il contado annessi.
  • Se la risurrezione politica non fu più possibile, Prato non lasciò disperdere la sua vita economica. Le sue industrie, poco a poco ravvivate, continuarono anche sotto il regime Mediceo a fiorire; e tanto si accrebbero di continuo che verso la meta del secolo scorso le statistiche le davano, per una popolazione di circa undici mila anime, quasi quattromila operai: proporzione enorme anche confrontata a quella delle maggiori citta manifatturiere. Il fatto è notevole, e anche, da un certo punto di vista, bellissimo; ma sarebbe male interpretato se ne fosse tratta la conclusione che i Pratesi altro mai non siano stati che tessitori e mercanti; mentre invece la loro piccola città, che nella sua operosa vita industriale sembra tramandarci l'eco dell'antica prosperità del Comune, rinserra nelle sue mura un cosi glorioso tesoro di opere d'arte.

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