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Prato (Lavizzara)

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Prato

Citazioni su Prato, frazione di Lavizzara.

  • Il villaggio di Prato in Lavizzara ha un suo singolare carattere di non rustica nobiltà: solenni case del Seicento lasciano ancora trasparire decorazioni dipinte sotto la mano di calce che le mortifica, pur decadute conservano un tono aristocratico e vigoroso, le crepe che le spaccano non umiliano la bellezza dei graffiti, merletti di calce attorno alle finestre, con nomi sigle e date. Girellando nell'ordinata rete delle vie tra le grandi case gremite, colpisce l'insistenza, sulle porte e tra le finestre ferrate e fiorite, di un'ingenua colorita araldica che spiega stemmi debitamente inquartati, con aquile bonariamente grafigne, leoncini rampanti e neri merli che fischiano a sommo d'una torre: Arma tale, stemma tal altro... (Piero Bianconi)
  • Nell'alta Vallemaggia trovasi pure il Sasso del diavolo, enorme blocco di roccia, che si eleva innanzi al villaggio di Prato e vicino al fiume. La leggenda vuole che il diavolo si adirò fortemente contro quei di Prato, e divisò di chiudere il corso dell'acqua vicino al paese, trasportando in quel sito il blocco; e di certo egli si allietava nel pensare che presto avverrebbe una tremenda inondazione a minaccia del villaggio, travolgendo ogni cosa nella sua furia indomabile. Ma la Vergine non gli permise di eseguire il suo terribile disegno, ed egli fu costretto a lasciare il masso nel sito ove ora trovasi.
    La gente di Prato a testimoniare la sua gratitudine, eresse alla Vergine una piccola chiesa che sol da poco tempo fu abbattuta. (Maria Savi-Lopez)
  • Te pinnacoli cingono severi | e bigi clivi, o Prato, ermi e scheggiati, | quali fantasmi biechi di pensieri | da nessuna speranza illuminati. || Ed i flutti laggiù scrosciano alteri | per il candido greto infaticati, | quali turbe selvagge da sentieri | lontani irruenti in rabidi ululati. (Alfredo Pioda)

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