Vai al contenuto

Qualcosa di travolgente

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

Qualcosa di travolgente

Questa voce non contiene l'immagine di copertina. Per favore aggiungila, se puoi. :)
Titolo originale

Something Wild

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1986
Genere Commedia
Regia Jonathan Demme
Sceneggiatura E. Max Frye
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Qualcosa di travolgente (Something Wild), film del 1986 con Jeff Bridges, Melanie Griffith e Ray Liotta. Regia di Jonathan Demme.

Dialoghi

[modifica]

Citazioni in ordine temporale.

  • Audrey [uscendo da un locale pubblico]: Ehi, tu! Ehi! Ehi! Ehi, dico, tu non hai pagato il conto!
    Charlie: Cosa?
    Audrey: Non hai pagato il conto, bello mio.
    Charlie: Certo che l'ho pagato!
    Audrey: Te lo sei infilato in tasca.
    Charlie [si fruga nelle tasche]: Ha ragione. OK, glielo pago immediatamente, spiacente. Non so come sia successo, è che io... ecco... Sa, avevo un sacco di cose per la testa, problemi di lavoro, e così mi è passato di mente, ecco tutto.
    Audrey: No, tu te la sei filata senza pagare il conto.
    Charlie: Ma niente affatto! Ecco, avanti, prenda. Qui ci sono i suoi soldi, e si tenga pure il resto.
    Audrey: Forse sarà meglio chiamare un agente.
    Charlie: No, no, no, la prego, no! Lasci stare.
    Audrey: Fa' pensare: sicché tu ogni tanto bidoni i ristoranti, e magari gratti caramelle nei supermarket o qualche giornale. Nascondi dentro il ribelle. [il cercapersone di Charlie si mette a suonare]
    Charlie: È il mio beeper. Devo chiamare l'ufficio. [si mette il portafogli tra i denti]
    Audrey: Da che parte vai? Ti do uno strappo.
    Charlie [mugugna parole incomprensibili, poi riprende in mano il portafogli togliendoselo dalla bocca]: Non deve tornare al lavoro?
    Audrey: Io non lavoro là.
    Charlie: Aspetta, aspetta un po': cos'era allora tutta questa storia di pagare conti?
    Audrey: Allora, ti muovi?
    Charlie: Bene, io... io... D'accordo.
  • Miele[1]: Tu ce l'hai già una moglie vera da qualche parte. È così, Charlie?
    Charlie: Be', è una cosa un po' complicata, Miele.
    Miele: Ma... la ami, mia figlia?
    Charlie: L'ho conosciuta da poco. È difficile poter dire se...
    Miele: Stai attento, allora. La ragazza ha un concetto molto strano della vita.
    Charlie: Ah sì, lo so.
  • [Charlie esce sconvolto dal salone dove si sta svolgendo una festa]
    Audrey: Charlie, che succede?
    Charlie: Che succede?! Te lo dico io che succede! Le carte di credito. Valide carte di credito della società! Erano nel portafoglio, che era nella mia giacca. Ebbene, è sparito! La tessera del Bancomat, il passi per poter entrare nel mio stesso ufficio Dio sa chi accidenti li ha! I buoni sconto sui regali di Natale... O Cristo! Se non ritrovo il mio portafogli sai una cosa?
    Audrey: Cosa?
    Charlie: Io sono... fottuto!
    Audrey: Charlie, li ho io. Ce l'ho io il tuo portafogli.
    Charlie: Tu? Che vuoi dire con "Ce l'ho io"?
    Audrey: Voglio dire che ce l'ho io. T'è cascato di tasca e l'ho messo via.
    Charlie: Perché non me l'hai detto?
    Audrey: Te lo sto dicendo ora. È nel cassetto della macchina.
    Charlie [sospira]: Lulù, senti: [...] tu sei una gran ragazza. Sì, hai qualche problema, ma sei una gran ragazza. E sei carica, al fulmicotone. Ma sei... sei anche un po' troppo per me, voglio dire: io non ce la faccio con te. Devi darmi solo il mio portafoglio e io mi prendo un autobus e torno alla mia... alla mia noiosa ma sicura vita, finché ancora ne ho una.
    Audrey: Charlie, mi dispiace. Io non credevo che fosse così importante, mi spiace. Tu mi credi, vero?
    Charlie: Sì, certo che ti credo.
    Audrey: Senti, domani quando ti sveglierai sarai di nuovo il solito Charlie Driggs, OK? E tutto questo sarà passato e dimenticato. Quindi spassiamocela finché possiamo, e da domani niente più Lulù. Ma se tu vuoi proprio andare... va' pure. [Charlie rientra con lei nel salone della festa]
  • Ray: Ora te ne racconto una bella, Charlie. Quando mi arrangiavo così per vivere, di solito facevo il servizietto a un negozio di liquori. Poi scappavo dietro l'angolo, mi toglievo il passamontagna che avevo in testa, mi mettevo un'altra giacca e tornavo dritto dai tizi che avevo appena rapinato. Ah, ah, ah! Ah, ragazzi, che vivere! Quelli erano sempre così intronati che non avrebbero riconosciuto le loro madri! Io me ne stavo lì mentre descrivevano l'accaduto e chi li aveva rapinati, e molte volte giuravano che era stato qualche sporco negro! Ah, ah! Ah, Charlie, ora potranno vedere la tua faccia nella cassetta registrata, e magari verranno a beccare te. Eh, eh, eh! [arrivano a un motel e prendono una camera] OK, signore e signori. [...] Ora noi faremo un bel giochetto, il giochetto della verità. [ad Audrey, che sta controllando il naso rotto di Charlie] Scostati da lui, stagli lontana!
    Audrey: Gli davo solo un'occhiata al naso.
    Ray: Dunque, è chiaro che voi due non potete essere sposati, e non ti vedo da un sacco di tempo, baby, ma avrei ricevuto qualche carta se avessi divorziato da me. Quindi perché voi due piccioncini non pisciate chiaro, una buona volta? [lancia una scarpa contro la parete] Allora, volete parlare, perdio? [...] [l'ospite della stanza accanto protesta per il rumore e Ray si mette a urlare e a dare colpi nel muro]
    Audrey: Ehi, adesso smettila, non fare così. Smettila, Ray, piantala, basta! Ti dico tutto, d'accordo? Lui è uno qualunque. L'ho caricato ieri in una strada di New York. Abbiamo inventato di essere sposati per fare felice mia madre, e la cosa poi è continuata alla festa degli ex. Ma lui ce l'ha già una vera moglie, e anche due veri figli. È stato solo un gioco che ci ha preso la mano.
    Ray: Puttanate! Puttanate, puttanate, puttanate! [si mette a dare calci al muro arrivando a sfondarlo]
  • Dottie: Ehi! Lei non ha pagato il conto, dove crede di andarsene?
    Charlie: Eh?
    Dottie: Avanti, amico, ho da fare io!
    Charlie: Cosa?
    Dottie: Non ha pagato il conto, forza!
    Charlie: Certo che ho pagato, Do... Dottie! Ho messo 5 dollari sul tavolo!
    Dottie: Ma che mi crede, una scema?
    Charlie: Guardi, c'è un errore. Voglio dire: il mio conto era di 3 e 50, ho lasciato 5 dollari sul tavolo. Il resto era mancia.
    Dottie: Lei crede di mangiare davvero a sbafo?!
    Charlie: Ecco, d'accordo, non è una cifra tale che... sì, insomma... [compare Audrey con in mano un biglietto da 5 dollari. Charlie ne estrae un altro dal portafoglio e lo dà a Dottie] Tenga il resto.
    Dottie: Certo. [rientra nel locale]
    Charlie [ad Audrey]: Non mi hai neanche detto addio.
    Audrey: Io addio non lo dico mai. Vuoi un passaggio?
    Charlie: Certo, Audrey. Perché no? [salgono sulla giardinetta di Audrey]

Note

[modifica]
  1. Peaches in originale.

Interprogetto

[modifica]