Quell'oscuro oggetto del desiderio
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Quell'oscuro oggetto del desiderio
| Titolo originale |
Cet obscur objet du désir |
|---|---|
| Lingua originale | francese e spagnolo |
| Paese | Francia, Spagna |
| Anno | 1977 |
| Genere | drammatico |
| Regia | Luis Buñuel |
| Soggetto | Pierre Louÿs |
| Sceneggiatura |
Luis Buñuel, Jean-Claude Carrière |
| Produttore | Serge Silberman |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori originali | |
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| Doppiatori italiani | |
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Quell'oscuro oggetto del desiderio (Cet obscur objet du désir), film franco-spagnolo del 1977, con Fernando Rey, Carole Bouquet e Ángela Molina, regia di Luis Buñuel.
Frasi
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Citazioni in ordine temporale.
- Ah, che noia! Anche qui! Un altro attentato. (Mathieu)
- Converrete che è meglio innaffiare una donna, anziché assassinarla. (Mathieu)
- Quella donna era la peggiore delle donne, la peggiore della terra. E la mia sola consolazione è pensare che, quando morirà, Dio non la perdonerà mai. (Mathieu)
- I terroristi di oggi sono affascinati dal pericolo, è chiaro. Qualcuno ha delle ragioni politiche, ma la maggior parte ama il rischio, l'exploit. Vedrai che presto i giornali ne parleranno nelle pagine sportive. (Édouard)
- Preferisco baciare il pavimento di una chiesa che spazzare quello di un portone. (Incarnación)
- La rovina delle ragazze non sono le proposte degli uomini, ma i consigli delle donne. Ne conosco certe che hanno il rosario tra le mani, e il demonio sotto la veste. (Incarnación)
- Je voulais me donner è vous. Vous avez volulu m'acheter à ma mère. Je ne vous verrais jamais.
Volevo essere sua. Lei ha voluto comprarmi da mia madre. Non la vedrò più. (Conchita [lettera]) - Sai, Mathieu, quello che faccio neanche a me piace molto. E a te, invece, piace solo quello che ti nego, non quello che hai già. Devi aspettare, tutto qui. Ci arriveremo, un po' alla volta. Sai che sono tua, e soltanto tua. E allora, cosa vuoi di più? (Conchita)
- Matteo, voglio spiegarti cos'è successo realmente ieri notte. [...] Matteo, le donne non le conosci. Tu credi che, perché mi hai regalato una casa, puoi avere ogni diritto su di me, ma non è così. Tu non mi ascolti. [Mathieu le dà un violento schiaffo] No! Non mi avrai mai! [cerca di uscire dalla stanza, ma Mathieu glielo impedisce e le dà un altro schiaffo] Ascolta! La scena di ieri era tutta una commedia, capisci? [Mathieu la schiaffeggia ancora] Non ti dirò niente! Ascolta! Ascolta! Il Morenito non è il mio amante, non lo è mai stato! Oltretutto non gli piacciono le donne, sai! Ho fatto finta, e anche lui! È la verità! [le dà un altro schiaffo facendole sanguinare il naso] Ora... ora so che mi ami. Matteo, io sono ancora vergine. Sì! (Conchita)
Dialoghi
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Citazioni in ordine temporale.
- [Nella casa che Mathieu ha affittato a Siviglia]
Mathieu: Domani si torna a Parigi.
Martin: Benissimo, signore. Ero stanco di questa cucina all'olio. Prima lavoravo in un ristorante. Avevamo un vecchio cliente, un tedesco, che citava sempre una frase di un filosofo del suo paese: "Se vai con le donne, non dimenticare il bastone".
Mathieu: Non è allegro. - Édouard: Ciao, come stai?
Mathieu: Non c'è male. [...] Allora? Sono stati condannati a morte?
Édouard: Figurati! Il prete ha avuto otto anni, e gli altri tre.
Mathieu: Deplorevole!
Édouard: I giurati erano stati di certo minacciati.
Mathieu: Minacciati sa chi?
Édouard: Be', dal G.A.R.B.G., è chiaro.
Mathieu: G.A.R.B.G.?
Édouard: G-A-R-B-G: Gruppo Armato Rivoluzionario del Bambin Gesù.
Mathieu: Già! Gli stessi che hanno commesso l'attentato nella chiesa di San Damiano.
Édouard: Precisamente! E con quindici morti. Allora, mangiamo a casa tua stavolta?
Mathieu: Tutto pronto.
Édouard: Andiamo. - Mathieu: Conchita, ha detto a sua madre che partiva con me?
Conchita: Uh? Perché?
Mathieu: Potrebbe preoccuparsi, magari arrabbiarsi.
Conchita: Mia madre?
Mathieu: Sì.
Conchita: Se mi vedesse in strada a battere, direbbe: "¡Que grácia! Ma avete visto com'è carina?" [...]
Mathieu: Non conta nulla sua madre?
Conchita: No, proprio niente. Sono cresciuta da sola, e faccio solo quello che voglio, dalla mattina alla sera. È così. Oh, Matteo! Mio amor! [si baciano] Sento che sto per cadere...
Mathieu: Siediti... Siediti qui.
Conchita: Ti amo, ma mi sento svenire.
Mathieu: Stenditi. Vuoi dell'acqua?
Conchita: No, no, sta' qui vicino a me.
Mathieu: Sì.
Conchita: Mi amerai sempre?
Mathieu: Certamente.
Conchita: E quando sarò vecchia, molto vecchia, mi amerai ancora? Dimmi di sì, anche se non è vero. Ho bisogno che tu me lo dica e che tu mi dia forza.
Mathieu: Ti amerò per sempre.
Conchita: Dopo di te non amerò più nessun altro. E se mi lascerai, sarà la fine. Lo so, Matteo, ti avevo promesso per questa sera, ma credo di non averne la forza. - Édouard: Però, dieci minuti di ritardo!
Mathieu: Verrà, è andata a trovare sua madre.
Édouard: Uhm, e come va con la madre?
Mathieu: Le mando un po' di denaro, ma non la vedo mai.
Édouard: A-ah. E sei contento di quello che hai?
Mathieu: No, vorrei averla, comunque, sai, quand'è vicino a me mi basta, non chiedo di più.
Édouard: Veramente non ne potresti fare a meno?
Mathieu: No.
Édouard: Però vivete insieme ormai, tutti lo sanno, tutti! Perché non la sposi?
Mathieu: Se la sposassi, io non avrei più nessun'arma. - Conchita: Vorrei che tu mi comprassi una cinepresa da 16 mm.
Mathieu: Certo, possiamo andarci subito. Ce ne sono di bellissime.
Conchita: Posso chiederti una cosa?
Mathieu: Dimmi.
Conchita: Perché vuoi a tutti i costi fare l'amore con me?
Mathieu: Per esserti più vicino. Perché ti amo.
Conchita: Anch'io ti amo, eppure non ho nessuna voglia di fare l'amore con te. Viviamo insieme, ti abbraccio, ti accarezzo, hai le mie gambe, la mia bocca, i miei seni. Perché vuoi fare anche l'amore?
Mathieu: Perché è logico, è normale. Tutti... tutti quelli che si amano lo fanno.
Conchita: Così, secondo te, io non sarei normale?!
Mathieu: Ah, eh... Vieni, su, andiamo. - [Davanti alla cattedrale di Siviglia]
Mathieu: È bello, vero?
Martin: Onestamente, signore, io di architettura non ne so niente.
Mathieu: A proposito, Martin...
Martin: Dica, signore.
Mathieu: Lei è al mio servizio da parecchi anni, eppure non so niente di lei, cioè, della sua vita privata.
Martin: Non c'è niente da sapere, signore.
Mathieu: Che cosa ne pensa delle donne?
Martin: Quello che penso non ha nessun interesse. [Mathieu gli porge una sigaretta] Grazie, signore.
Mathieu: Invece... invece a me interessa.
Martin: Ebbene, signore, ho un amico al quale piacciono molto le donne, ma che comunque sostiene che sono sacchi di escrementi.
Mathieu: Eh, eh! Come si fa a dire una cosa simile?
Martin: Non sono io che lo dico. - Mathieu: Vieni via subito! Seguimi!
Conchita: Io non me ne vado, e tu non mi tocchi! [...]
Mathieu: Allora? Cos'hai da dire adesso, tu che sai mentire così bene?
Conchita: Sei tu che accusi! Guarda la porta: l'hai fracassata, hai fatto scappare tutti...
Mathieu: Stai zitta!
Conchita: ...mi cacceranno via per colpa tua e sei tu che accusi! Ah, sei proprio stupido! Sei stupido!
Mathieu: È questo il tuo lavoro?
Conchita: Sì, e lo sapevi!
Mathieu: Io?!
Conchita: Innocentino! Che delle donne ballano nude per i turisti lo sanno anche i bambini, e tu vorresti farmi credere che non ne sapevi niente?!
Mathieu: Ebbene sì, non lo sapevo, non lo sapevo!
Conchita: Idiota! Tutto quello che fai è per gelosia, e vorrei sapere con quale diritto, dato che non sei mio padre e neanche il mio amante. Niente!
Mathieu: Se hai qualcuno, dimmelo, e ti giuro che parto da Siviglia domani.
Conchita: Io non sono di nessuno, solo mia, e mia voglio restare, Matteo! Non ho niente di più prezioso che me stessa nella vita.
Mathieu: E tutti quegli uomini?
Conchita: Ma non li conosco neanche! Sono venuti con la guida del loro albergo, e domani se ne andranno a Tangeri. È tutto quello che ne so. Contento? E guarda, guarda qui: ti sembra una camera questa? Eh? Guarda bene: cerca un letto!
Mathieu: Non posso più vivere in questo modo. Devi parlarmi con franchezza, anche se fosse per l'ultima volta. Se resti qui ancora un giorno, solo un giorno, tutto è finito tra di noi.
Conchita: Tu non mi hai capita. È un anno che tu credi di inseguirmi e che io ti respingo, invece è il contrario. Sono io che ti amo, sono io che ti voglio per tutta la vita. Non ho mai amato che te. Primo perché sei bello, hai due occhi teneri e brillanti. Se tu sapessi quante notte ho pensato ai tuoi occhi! Credevo d'impazzire. E poi perché voglio la felicità, e so che tu puoi darmela.
Mathieu: Ti darò tutto, basta che tu chieda.
Conchita: Non voglio granché, sai? Una casetta tutta mia, un po' di soldi e smetto di ballare.
Mathieu: A Siviglia?
Conchita: Sì.
Mathieu: È fatta. Quando vuoi.
Conchita: E io, tutto quello che posso fare è amarti alla follia e restare pura per te. [si baciano] - Conchita: Buonasera, Matteo. Vedo che sei puntuale. Ti aspettavo. Baciami la mano. [Mathieu lo fa] Baciami l'orlo della gonna e il piede. [Mathieu lo fa] Bene, benissimo. Adesso vattene!
Mathieu: Cos'hai detto?
Conchita: Ho detto: "Adesso vattene!" Ah ah ah ah ah!
Mathieu: Perché ridi?
Conchita: Tu mi fai ridere! Ah ah ah! Non ne posso più! Guardami, Matteo! Guarda come sono contenta!
Mathieu: Conchita!
Conchita: Mi sono liberata di te! Sono libera, per tutta la vita! Capisci?
Mathieu [cerca di sfondare il cancello]: Apri!
Conchita: Provaci con i denti! [...] Resta ancora un po'. Ho ancora molte cose da dirti. Matteo, mi fai orrore: Quando la tua pelle si avvicina alla mia mi fai ribrezzo, ho voglia di vomitare, capisci? Ho tentato di scappare, ma tu mi ritrovi sempre, mi riprendi e le tue mani mi toccano di nuovo, le tue braccia mi stringono, la tua bocca mi bacia. Non saprai mai che cosa provavo quando mi costringevi a venire nel tuo letto. La notte sputavo dopo ogni tuo bacio. Sì, ho pregato Dio che ti facesse morire, [Mathieu cerca di colpirla] ma dopo che io ti avessi portato alla rovina. Sì, ecco, ora ti ho detto tutto. Te ne puoi anche andare, adesso. Vattene, vattene! Vattene, Matteo! Non vuoi andartene? Allora resta qui, e guarda. Morenito! Vieni. [entra un giovanotto] Eccolo il mio amante. È bello, vero? E giovane. [a Morenito] Vieni. Prendi. [prendono insieme una coperta] Vuoi proprio restare? Ecco. Se vuoi guardare, guarda pure. [Conchita e Morenito si spogliano. Mathieu se ne va, ma poi torna indietro] Oh, sapevo che saresti tornato. Buonasera. [a Morenito] Vamos. [a Mathieu] La chitarra è mia, e la suono per chi mi pare.
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