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Re (scacchi)

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Re nero

Citazioni sul re nel gioco degli scacchi.

  • Finutu lu jocu di li scacchi, lu re cu la pidina vannu 'n saccu.[1] (proverbio siciliano)
  • O magari come una partita scacchi. I pezzi si muovono in modo apparentemente scoordinato, ma in realtà hanno tutti un singolo obiettivo: uccidere il re. Chi è il re in questo gioco, Joseph? È questa la domanda che ora devi porre a te stesso. (Pinhead: Hellraiser 5: Inferno)
  • In particolare, gli scacchi l'avevano sempre infastidito. Era lo stupido modo in cui i pedoni partivano e si massacravano con i pedoni opposti, mentre i re se ne stavano a passeggiare senza fare niente, che gli aveva sempre dato sui nervi; se solo i pedoni si fossero alleati, e magari si fossero coalizzati con le torri, l'intera scacchiera sarebbe potuta diventare una repubblica in una dozzina di mosse. (Terry Pratchett)
  • Ma lui si comportava come il re di una partita a scacchi minacciato su tutti i fronti, al quale resta solo una casella su cui andare: la partita è persa, non c'è dubbio, tanto varrebbe abbandonare, eppure si sposta ugualmente su quella casella, se non altro per vedere come l'avversario riuscirà a metterlo in trappola. (Emmanuel Carrère)
  • Negli scacchi, i matti sono quelli che stano più vicini ai re. (Mathurin Régnier)
  • Nella vita siamo tutti re o pedoni. (Montecristo)

Note

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  1. «Finito il gioco degli scacchi, il re con la pedina vanno nel sacco.» La morte pareggia, alla fin fine siamo tutti uguali.

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