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René Rémond

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René Rémond (1918 – 2007), storico e politologo francese.

Introduzione alla storia contemporanea

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2. Il XIX secolo 1815-1914

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  • Il liberalismo è prima di tutto una filosofia globale. Insisto su questo, perché oggi accade spesso di vederlo ridotto al suo aspetto economico, che deve essere ricollocato in una prospettiva più vasta e non è che un punto d'applicazione di un sistema completo, che comprende tutti gli aspetti della vita sociale, e crede d'avere una risposta per tutti i problemi sollevati dall'esistenza collettiva. (cap. 2.1, p. 23)
  • L'esistenza di un testo costituzionale è uno dei criteri per riconoscere il liberalismo d'una società politica: esso significa, infatti, la rottura con l'ordine tradizionale, la sostituzione, a un regime ereditato dal passato, prodotto del costume, di un regime che è ormai l'espressione d'un ordinamento giuridico. Si tratta di una novità radicale. (cap. 2.4, p. 39)
  • Le origini del socialismo sono molto anteriori alla rivoluzione industriale. La primitiva intuizione, l'ispirazione iniziale del socialismo, anzi, non deve nulla al proletariato , nel senso moderno del termine, perché in origine è stata elaborata a proposito dei problemi agrari nelle società rurali. La rivendicazione dell'uguaglianza, la formula della spartizione sono state applicate per la prima volta alla proprietà della terra. Babeuf non pensava a un socialismo industriale, e se il Manifesto degli Eguali [1] parla della spartizione dei frutti, si riferisce ai frutti del lavoro della terra, e non del lavoro industriale. (cap. 5, pp. 117-118)
  • Il fatto nazionale appare [...] universale, ed è singolare come questo movimento, che è l'affermazione della particolarità, sia forse il fatto più universale della storia. (cap. 8.1, p. 180)

3. Il XX secolo dal 1914 ai giorni nostri

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  • Il movimento delle nazionalità ha toccato anche il mondo arabo. Le sue fonti sono le stesse a cui avevano attinto i popoli europei: ricerca delle origini, coscienza della propria identità, reazione contro il dominio straniero.
    All'inizio del XX secolo gli arabi hanno ritrovato la memoria, e con essa la nostalgia, di una storia che era stata gloriosa nei primi tempi dell'Islam. Fra il VI e il XII secolo, questa parte del mondo era in anticipo sull'Europa: fino alle Crociate, barbaro è l'Occidente mentre il mondo arabo ha una civiltà raffinata. (cap. 2.7, p. 269)
  • Il nazionalismo arabo ha raggiunto il suo primo obiettivo, l'indipendenza, ma non è riuscito a creare una nazione araba unificata. Il sogno dell'unità è rimasto una chimera. Tuttavia non mancarono (anzi furono piuttosto numerosi) tentativi di unificare tutto o gran parte del mondo arabo attorno a uno Stato-guida, come non mancarono leader pronti ad assumerne la direzione: Nasser e Gheddafi si sono misurati nell'impresa. Ma tutti i tentativi si sono risolti in un insuccesso e anche quelli che sono usciti dallo stadio delle intenzioni hanno avuto vita breve [...]. (cap. 2.7, p. 276)
  • Anche la religione, che è il fattore principale dell'unità [araba], il riferimento comune, si trasforma talvolta in un elemento di divisione ancora più radicale di tutti gli altri: l'odio che da millecinquecento anni divide sunniti e sciti è uno dei motivi della guerra tra Iran e Iraq.
    L'unico elemento che mantiene, o ristabilisce, una qualche parvenza di unità in questo mondo così lacerato è l'esistenza di Israele: l'insieme degli stati arabi si ritrova solidale prima contro il sionismo, dal 1948 contro lo Stato ebraico. (cap. 2.7, p. 278)
  • Il peso del mondo islamico sui destini dell'umanità sarà tanto più decisivo in quanto, a differenza del cristianesimo che ha ricevuto dal Vangelo la distinzione fra religione e politica, fra dominio della coscienza individuale e ambito di competenza della società, l'Islam ignora la laicità e la differenza tra condotta privata e comportamenti collettivi. La legge religiosa è legge dello Stato, il Corano è sia Codice civile sia Costituzione. (cap. 2.7, p. 280)

Bibliografia

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  • René Rémond, Introduzione alla storia contemporanea. 2. Il XIX secolo 1815-1914 (Introduction à l'histoire de notre temps. II - Le XIXe siècle 1815-1914), traduzione di Simona Vigezzi, vol. II, Biblioteca Universale Rizzoli, Milano, 19978. ISBN 88-17-12099-5
  • René Rémond, Introduzione alla storia contemporanea. 3. Il XX secolo dal 1914 ai giorni nostri (Introduction à l'histoire de notre temps. III - Le XXe siècle de 1914 à nous jours), traduzione di Simona Vigezzi e Paola Varani, vol. III, Biblioteca Universale Rizzoli, Milano, 19987. ISBN 88-17-12100-2

Note

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  1. Manifeste des Égaux di Sylvain Maréchal (1796).

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