Renato Brunetta

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Renato Brunetta, 2009

Renato Brunetta (1950 – vivente), economista e politico italiano.

Citazioni di Renato Brunetta[ред.]

  • Crescere a 0 vuol dire che si sta crescendo come l'anno scorso che è stato un anno buono, con crescita all'1,8%.[1]
  • Sono meglio di Padre Pio.[2]
  • Il Paese è con me, ma un pezzo del Paese no, e me ne sono fatto una ragione: il Paese delle rendite e dei poteri forti, e quello dei fannulloni, che spesso stanno a sinistra. [3]
  • Il lavoro pubblico è stato usato per tanto tempo come un ammortizzatore sociale, soprattutto da parte delle donne che uscivano a fare la spesa in orario di lavoro. [4]
  • La PA [pubblica amministrazione] è troppo importante perché sia lasciata solo alla politica e al sindacato. [...] Stiamo cercando di portare all'eccellenza la pubblica amministrazione, che ha un costo spaventoso: 300 miliardi l'anno, a fronte di servizi giudicati in media non positivi dai cittadini. [La "Cattiva politica" e il "cattivo sindacato" che hanno prodotto la "politica balorda" del] Tutto a tutti: l'esatto contrario della premialità. [...] Voglio che la pubblica amministrazione arrivi a produrre il 50% in più e dar voce ai cittadini.[5]
  • Bisogna mandare i poliziotti per le strade. Ma non è facile farlo: non si può mandare in strada il poliziotto "panzone" che non ha fatto altro che il passacarte, perché in strada se lo mangiano.[6]
  • Nessuna volontà di offendere nessuno, ma solo una constatazione scherzosa per dire che chi per tanti anni ha fatto il burocrate dietro una scrivania, è difficile faccia il poliziotto alla Starsky e Hutch per la strada. [...] Chiedo scusa ai bravissimi poliziotti con la pancia, nessuna offesa nei loro confronti, ma solo la constatazione che un eccesso di impegno burocratico delle forze dell'ordine ha spesso snaturato la missione principale del sistema sicurezza che è quella di stare per la strada per la sicurezza dei cittadini. Meno burocrazia, tra le forze dell'ordine e più qualificazione dell'ordine pubblico. [7]
  • La mafia dev'essere affrontata in modo laico e non ideologico. Se della mafia facciamo un simbolo ideologico, con la sua cultura, la sua storia e così via, rischiamo di farne un'ideologia e come tale, alla fine, produce professionisti di quella ideologia proprio nei termini in cui ne parlava Sciascia, professionisti dell'antimafia. [8]
  • In Italia la povertà è diminuita, sembra paradossale e controcorrente ma queste sono le statistiche. Rumoreggiate pure ma queste sono le statistiche.[9]
  • Esiste in Italia un culturame parassitario vissuto di risorse pubbliche che sputa sentenze contro il proprio Pae­se ed è quello che si vede in que­sti giorni alla Mostra del Cine­ma di Venezia. [...] registi che hanno ricevuto 30/40 milioni di euro di finanziamenti incassando in tutta la loro vita 3-4 mila euro. Questi stessi autori nobili, con l'aria sofferente, ti spiegano che questa Italia fa schifo... Solo che loro non hanno mai lavorato per avere un'Italia migliore. [10]
  • Mentre gestivamo la crisi non abbiamo visto l'opposizione e questo per la democrazia è un problema. Abbiamo visto le elite, o sedicenti tali, impegnate a buttare giù il governo. Sono sempre le solite: quelle delle rendite editoriali, finanziarie, burocratiche, cinematografiche e culturali, che hanno combattuto il governo reo di aver cominciato a colpire le case matte della rendita. [...] La povera sinistra sarebbe nata con altri scopi e invece si fa condizionare da un'élite di merda. [...] Stanno preparando un colpo di Stato a cui si risponde a viso aperto parlando con gli italiani, costruendo l'Aquila, con un grande piano per il Mezzogiorno. La vera unità d'Italia è risolvere la questione meridionale. [...] Abbiamo una grande occasione, la nostra missione sarà una missione straordinaria contro la cattiva rendita, contro i parassiti dovunque essi siano: nella finta cultura, nella finta cinematografia ideologica parassitaria, nel finto sindacato, nelle cattive banche, nella cattiva finanza, nei cattivi giornali. [...] Propongo una lotta di liberazione per i compagni della sinistra per bene: liberatevi da questo abbraccio mortale di questa cattiva finanza, di questo cattivo sindacato, di questi cattivi gruppi editoriali. [...] Questa sedicente elite in questo anno di grande crisi ha pensato solo a come far cadere un governo che guarda caso cominciava a colpire proprio le case matte della rendita.[11]
  • Chi è fuori dalle istituzioni e fa opposizione extraistituzionale, questo va additato alla gente, perché lorsignori stanno preparando un vero e proprio colpo di stato. [...] Rifate la vostra battaglia politica, la vostra battaglia valoriale, se ne siete capaci. Abbandonate al destino subdolo questa élite di merda. Lo dico alla sinistra politica, a quella perbene. A quella per male, vadano pure a morire ammazzati. [12]
  • Parlo da laico mangiapreti, dobbiamo collaborare con la Chiesa nei settori in cui la Chiesa fa meglio dello Stato. Ma non collaboreremo a chi gioca al massacro, facendo ideologia politica con la tonaca.[13]
  • [Riferendosi ai sondaggi secondo i quali risultava essere «il più amato dagli italiani».] Io, povero, non bel­lo e non ricco, ho fatto il culo al mon­do e sono la Lorella Cuccarini del go­verno Berlusconi.[14]
  • Vorrei fare il fannullone, ma non ci riesco. [15]
  • A partire dall'articolo 1: stabilire che l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro non significa assolutamente nulla.[16]
  • Fino a quando non sono andato a vivere da solo era mia madre che la mattina mi rifaceva il letto. Di questo mi sono vergognato.[17]
  • Obbligherei per legge i figli ad uscire di casa a 18 anni.[17]
  • [Rivolgendosi ai contestatori della «Rete precari della pubblica amministrazione».] Siete la parte peggiore dell'Italia.[18]
  • Io ce l'ho con quella casta di privilegiati "molto romani". [...] Roma è piena di questo tessuto di persone e io mi preoccupo di più dei precari dei call center, dei precari nel settore privato che non riescono ad avere un contratto a tempo indeterminato e non hanno parola [...] e sto lavorando per dare una soluzione ai loro problemi, mentre mi preoccupo di meno dei tanti organizzati, molto spesso in ambito romano, che vengono con telecamerine e striscioni per avere visibilità mediatica. [...] Ho visto i giornali e la cosa più divertente è stata l'intervista alla "leader" di quel movimento di precari che è venuto a contestarmi o a pormi delle domande: guadagna 1.800 euro al mese da 5 anni, con contratti a termine presso un'agenzia del ministero del Lavoro. Non mi sembra molto precaria. [...] C'è tanta ipocrisia in questo mondo e si fa presto a giudicare una frase rivolta a un modo barbaro di fare politica. Se tra 20 anni governeranno probabilmente gli altri, la sinistra, è questo il modo di costruire il dialogo tra forze sociali e chi governa: striscioni, insulti, agguati mediatici?[19]
  • Quando voglio sapere che cosa pensa la sinistra di qualche categoria culturale o di un evento o personaggio storico o contemporaneo, cerco su Wikipedia. Esprime la mentalità media del ricercatore universitario italiano, di solito allievo frustrato e (crede lui) misconosciuto di Umberto Eco.[20]
  • Sole a catinelle. Zalone esprime in pieno la filosofia positiva, generosa, anticomunista, moderata, serena di Berlusconi e di Forza Italia.[21]
  • Con ogni evidenza le dichiarazioni del governo e le prime pagine dei giornaloni sulla vicenda Dell'Utri segnano l'inizio della campagna elettorale. Dell'Utri, fino a sentenza definitiva è innocente e deve essere considerato tale da tutti, pm e giudici compresi. Che reato ha commesso per essere umiliato pubblicamente e tradotto in catene in una stazione di polizia straniera? Nessunissimo. Non gli è stato ritirato il passaporto, non gli è stato mai stato vietato l'espatrio. E allora perché trattare da criminale un innocente che non sta commettendo alcun reato? È stato ordito un processo alle intenzioni. Si è inventato dal nulla un reato sulla base di chiacchiere di terze persone. Indecente.[22]
  • Marcello Dell'Utri, qualunque sentenza ci sia martedì, è realmente innocente, e vittima di una tortura giudiziaria che lo ha incatenato per vent'anni all'immagine del mafioso. La tecnica è quella ben conosciuta, usata contro politici invisi a certe correnti politicizzate e deviate della magistratura. Come contro Andreotti si sono gestite sempre nuove ondate di pentiti. Per cui confutati i primi, subito ne arrivano di nuovi. E così via. Nessuna prova. Un killer che non ricordava quante fossero state le sue vittime, 'forse 50 o 60′, poi sostenne con sicurezza che il vero proprietario della Standa non fosse Berlusconi ma Craxi. Se c'è giustizia la Cassazione dovrà cancellare la sentenza che condanna Dell'Utri a 7 anni, come già rispedì al mittente per illogicità e forzature la prima sentenza della Corte d'Appello.[22]
  • Renzi aveva detto in tutti i modi che le regole si cambiavano insieme, che non sarebbe stato possibile, che non avrebbe voluto in nessun caso farlo a colpi di maggioranza. Ora si ritrova solo, con i suoi parlamentari abusivi, fuori dalla Costituzione, ad imporre una legge elettorale a colpi di maggioranza per uccidere la democrazia nel nostro Paese, per diventare quello che lei ha dichiarato, signora Presidente, un uomo solo al comando. Questo è inaccettabile per la nostra democrazia. Noi non consentiremo in tutti i modi che quest'Aula sia ridotta a un bivacco di manipoli. Noi non consentiremo il fascismo renziano. Non lo consentiremo, signora Presidente. E mi meraviglio molto che quello che rimane del Partito Democratico possa accettare una violenza di questo tipo. Non c'era nessuna ragione per mettere la fiducia su un provvedimento che non avrebbe mai dovuto vedere la fiducia, un provvedimento di rango costituzionale. Non c'era ostruzionismo, non c'era un numero in nessuna maniera esorbitante di emendamenti. Perché Renzi vuol mettere la fiducia ? Vuol mettere la fiducia per coartare, per condizionare la volontà e la libertà di voto del suo stesso partito. Noi non consentiremo, signora Presidente, che quest'Aula sia ridotta a un bivacco di manipoli. Per questa ragione noi faremo di tutto in quest'Aula e fuori di quest'Aula per impedire il fascismo renziano. No al fascismo di Renzi.[23]
  • Povera Boschi... troppo potere e visibilità per chi ha letto e studiato poco come lei.[24]
  • Ma quando la uccidete 'sta Merkel? [Elisabetta Gardini: «Ma non vogliamo uccidere la Merkel»] Io sì! [Gardini: «Ma vuoi ucciderla proprio?» Brunetta fa cenno di sì con la testa][25]

Citazioni su Renato Brunetta[ред.]

  • A parte il presidente Berlusconi, che è sempre il top, Brunetta lo vedo molto attivo, mi piacerebbe molto come protagonista di un porno. Mi piacerebbe riprendere Brunetta con le telecamere, lo vedo, è sempre incazzato. Noi utilizziamo sempre modelle alte e talvolta nani, lui sarebbe divertente. Perché non si deve abbassare e diventa una figata riprenderlo. Sarebbe il number one, il numero uno, anche perché viene dalla scuola di Berlusconi. Sono sicuro che non è complessato e non si tira indietro, perché ha autostima che è importante per un film porno. (Rocco Siffredi)
  • Anche Brunetta, il nano di Venezia, ma non bisogna chiamarlo così altrimenti si offende, voleva intervenire sulle pensioni. Un giorno mi ha detto che lo ha chiamato Bankitalia sulle pensioni, io gli ho detto: hanno chiamato te non perché sei il più in gamba ma perché non capisci un cazzo e ti fai convincere. (Umberto Bossi)
  • Brunetta, con tutto il rispetto, ha qualità intellettuali e culturali innegabili, però come linea politica la trovo pazzesca: è un fertilizzatore del populismo più bieco. (Gabriele Albertini)
  • Brunetta è il classico fanatico: uno che quando parla gli saltano uno dopo l'altro i freni inibitori, e gli esce fumo dalle orecchie. [...] In questo Brunetta (come parecchi ex socialisti, ahimè) è il berlusconiano perfetto: pur di non dubitare di se stesso, attribuisce ogni problema alla malvagità del Nemico. (Michele Serra)
  • Come figlio e uomo di cultura sento il dovere di difendere Rossellini. Perciò, da gentiluomo, sfido a duello il ministro e basandomi sul Codice di Cavalleria gli lascio la scelta dell' arma. Ho incaricato il mio Padrino, Carlo Lizzani di trasmettere la mia sfida al ministro. Se i padrini miei e quelli di Brunetta lo concorderanno, il duello potrebbe risolversi in un pubblico dibattito alla Casa del Cinema di Roma. (Renzo Rossellini)
  • Ha avuto il merito di mette­re a fuoco un problema cruciale per il nostro Paese, e di affron­tarlo di petto; e anche il merito di accogliere alcune proposte importanti del Pd. In molti casi, però, ha preferito l'effetto-annuncio e il grande impatto mediatico rispetto al la­voro paziente e meditato di tes­situra. (Pietro Ichino)
  • Il deputato Brunetta è il fannullone più fannullone d'Italia, è davvero il prototipo del fannullone di stato, perché continua a prendere lo stipendio da deputato pur non svolgendo più il lavoro da deputato, è davvero una vergogna perché, tra l'altro, vuole fare anche il moralizzatore della pubblica amministrazione, vuole fare anche il fustigatore dei dipendenti pubblici fannulloni; può un fannullone come Brunetta fare il fustigatore della pubblica amministrazione? Non penso proprio, però, purtroppo, la casta continua a mantenere i suoi privilegi. (Francesco Barbato)
  • Il ministro Brunetta – dalla faccia feroce quando annuncia licenziamenti, ma dalla lacrima facile quando viene lodato. (Claudio Magris)
  • L'altro giorno in parlamento ci siamo dovuti battere per difendere i diritti dei disabili gravi ad avere un'assistenza degna di questo nome. E ci siamo sentiti rispondere da parte di quell'energumeno tascabile che è il ministro Brunetta che ci sono degli abusi. Ma se ci sono degli abusi bisogna colpirli senza cancellare i diritti. Con la sua virulenta campagna contro tutto ciò che è pubblico, Brunetta rischia di colpire beni pubblici essenziali e di fare di tutta l'erba un fascio. (Massimo D'Alema)
  • L'onorevole Brunetta ha una gestualità eccezionale, un volto unico, un sorriso folgorante, un'espressività meravigliosa: potenzialmente è un soggetto da cinema a luci rosse con pochissimi eguali. Questo, bando agli equivoci, non significa che sia bello, o quantomeno non si tratta di una bellezza 'classica'. Ma la classe, che è altra cosa, indiscutibilmente c'è. (Valentina Nappi)
  • Nano di Venezia non rompere i coglioni (Umberto Bossi)
  • Renato Brunetta sarebbe perfetto in un film a luci rosse, passerebbe alla storia. Come un Ron Jeremy, forse di più. (Valentina Nappi)
  • Vede, il Bru­netta è un uomo istrionico e in­namorato di se stesso... e però è anche persona di assoluta in­telligenza, di formazione socia­lista... (Raffaele Bonanni)

Note[ред.]

  1. Intervista di Corrado Augias su Rai3; citato da Ministero Pubblica Amministrazione, 1º ottobre 2008
  2. Sottintendendo di avere poteri guaritivi, riferendosi al dimezzamento delle assenze per malattie degli statali dopo l'emanazione del Decreto Brunetta – D.L. 112 del 25 giugno 2008. Citato in la Repubblica, 3 ottobre 2008, p. 33.
  3. Citato in Corriere della sera, 16 novembre 2008.
  4. Citato in Agi News, 2 aprile 2009.
  5. Da Il Sole 24 Ore, 12 maggio 2009.
  6. Citato in Corriere della sera, 27 maggio 2009.
  7. Da la Repubblica, 28 maggio 2009.
  8. Citato in Corriere della sera, 28 maggio 2009.
  9. Citato in la Repubblica, 9 giugno 2009.
  10. Citato in Chiara Maffioletti, Brunetta: «registi parassiti». E il cinema si ribella, Corriere della sera, 12 settembre 2009.
  11. Citato in Repubblica, 19 settembre 2009.
  12. Da Repubblica.it, 19 settembre 2009.
  13. Citato in Repubblica, 19 settembre 2009.
  14. Citato in Gian Antonio Stella, L'ultimo show del ministro troppo rapido nei proclami, Corriere della sera, 20 settembre 2009.
  15. Citato in Renato Brunetta: Vorrei fare il fannullone, ma non ci riesco, Panorama, 4 luglio 2008
  16. Citato in Corriere della sera, 2 gennaio 2010.
  17. a b Citato in «Bamboccioni? Ci vuole una legge che obblighi i figli ad uscire di casa a 18 anni», Corriere della sera, 17 gennaio 2010.
  18. Citato in Corriere della sera, 14 giugno 2011.
  19. Citato in La retromarcia di Brunetta: «I precari sono vittime, io ce l'ho con casta romana», Corriere della sera, 16 giugno 2011.
  20. Da Demolizione della satira servile, furba e canagliesca (in Rai), Il Foglio.it, 25 settembre 2013.
  21. Da un tweet, 20 novembre 2013.
  22. a b Citato in Dell'Utri arrestato, Brunetta: "Vittima di tortura giudiziaria. Come Andreotti", il Fatto Quotidiano.it, 13 aprile 2014.
  23. Dal resoconto stenografico dell'Assemblea della Camera dei deputati – XVII Legislatura – Seduta n. 417 del 28 aprile 2015.
  24. Citato in Boschi: la scuola non funziona se in mano solo ai sindacati, Il Sole 24 ore.com, 10 maggio 2015.
  25. Da Il fuorionda di Renato Brunetta con Elisabetta Gardini: "Ma quando la uccidete 'sta Merkel?", Libero Quotidiano.it, 16 luglio 2015.

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