Renzo Ravenna
Aspetto

Renzo Ravenna (1893 – 1961), avvocato e politico italiano.
Citazioni su Renzo Ravenna
[modifica]- Non ha profittato della sua carica? Che fesso! (Italo Balbo)
- Ravenna, integerrimo avvocato civilista, dopo essere stato per dodici anni podestà di Ferrara – il primo, e per lungo tempo l'unico israelita che durante il regime rivestisse un simile incarico – s'era appena dimesso, costretto al suo gesto dalla campagna razziale [...]. Fascista tiepido, con un passato di interventista e di combattente decorato, fin dall'infanzia Ravenna aveva professato, nei riguardi di Balbo, una calda, amichevole devozione. E, al riparo dell'autorità di quest'ultimo – indiscussa, almeno sul posto – aveva assolto la sua funzione amministrativa in modi che molti consideravano ineccepibili [...]. Proveniente da una famiglia di commercianti, con un nonno rabbino, s'ispirava a un motto eloquente: «Ebrei in casa e cittadini fuori». I precedenti patriottici lo spingevano a sentirsi un «integrato» a pieno titolo, profondamente italiano [...]. La fuga in Svizzera [...], lo sterminio di tre suoi fratelli e delle loro famiglie, il disinganno del ritorno a Ferrara con quei processi per «faziosità e malcostume fascista» e per «profitti di regime» che così poco somigliano al comportamento di un moderato e di un galantuomo – un galantuomo «malgrado tutto» – sono il suggello d'una storia molto italiana. Esemplare, patetica, a suo modo romanzesca. (Nello Ajello)
- Una persona che ebbe grandi qualità e fu anche al tempo stesso un singolare esempio delle molte contraddizioni italiane all'epoca di Mussolini. Apparteneva a una delle più note famiglie ebraiche di Ferrara [...] e strinse amicizia sui banchi del liceo con un ragazzo, Italo Balbo, che avrebbe fatto una brillante carriera politica. [...] Divenne fascista, come molti ebrei in quegli anni, perché era nazionalista e convinto che il regime avrebbe giovato al prestigio dell'Italia nel mondo. Ma anche l'amicizia con Balbo, probabilmente, ebbe una parte importante nelle sue scelte politiche. [...] Quando il ministero dell'Interno, ancora prima delle leggi razziali, cercò pretesti per costringerlo a dimettersi, poté contare sulla protezione del prefetto, sulla simpatia dell'arcivescovo e, naturalmente, sull'amicizia di Balbo. E quando non poté più resistere alle pressioni romane, la sua uscita dal Palazzo comunale divenne un trionfo personale. [...] Dopo la fine della guerra ebbe la fortuna di tornare a casa e la gioia di constatare che Ferrara non lo aveva dimenticato. A lui [...] tutti i ferraresi (anche quelli che non erano stati fascisti) riconobbero il merito di avere amato la loro città e di avere impegnato buona parte della sua vita a renderla ancora più bella. (Sergio Romano)
Altri progetti
[modifica]
Wikipedia contiene una voce riguardante Renzo Ravenna
Commons contiene immagini o altri file su Renzo Ravenna