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Riccardo Filangieri (storico)

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Riccardo Filangieri di Candida Gonzaga (1882 – 1959), archivista, storico e genealogista italiano.

Sorrento e la sua penisola

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  • La terra delle Sirene! — Così i Greci, forse poco meno di un millennio prima di Cristo, salutarono la penisola di Sorrento, dove approdarono in uno dei loro peripli avventurosi nei mari dell'Occidente. Né fu mai dato di questa contrada un giudizio più bello e più veritiero di quello che si racchiudeva in quel battesimo.
    Quando l'espansione ellenica verso il Mediterraneo occidentale cominciò a sospingere lungo le coste della penisola italica quei navigatori pieni di ardimento, vi giunsero tra' primi alcuni gruppi di marinari, che vivevano di pirateria tra' recessi aspri delle coste del mar Jonio. Erano i Tafi ed i Teleboi. Sfuggiti ai vortici terribili di Cariddi ed ai paurosi antri di Scilla, e vittoriosi delle inclemenze di Nettuno, si fermavano ora sulle coste calabre, ora sulle falde dei vulcani marini dell'arcipelago eolio, e di là si spingevano fino ai lidi del golfo di Napoli, dove gli uomini non avevano ancora superato il primitivo stato selvaggio.
    I nuovi arrivati furono i creatori della colonia sorrentina. Le terre donde muovevano erano tristi di rocce aspre ed infeconde; quelle dove giungevano sorridevano di una magnifica esuberanza di vita. Un'azzurrità di cielo così luminosa, una così vaga placidezza di mare, tanto lusso vegetale sulle pendici dei colli essi non avevano veduto in alcun'altra terra. E in quelle seduzioni naturali impersonarono e fecero rivivere la leggenda fatale, di cui avevano udito presso il focolare domestico la narrazione meravigliosa.

Citazioni

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  • Oltre che nella storia e nell'arte Sorrento ha, nell'ultimo secolo di sua vita, scritta la sua pagina immortale nella letteratura.
    A traverso tutto il Medio Evo e l'Evo moderno se n'era rimasta modestamente appartata dalla vita del mondo; ma dalla fine del settecento ai nostri giorni essa discopre agli occhi di ospiti numerosi tutta la teoria delle sue bellezze, e la fama se ne diffonde sulle ali di una vasta letteratura universale. È dal tempo della grande rigenerazione sociale che essa diviene amore d'artisti e di letterati, sopratutto stranieri, che da quel tempo avevan cominciato a percorrere le contrade italiche e qui giungevano per conoscere la patria del Tasso.
    Quale copia di pure inspirazioni non ebbero essi dal sorriso di questa terra! Quante pagine geniali della letteratura tedesca, francese, inglese, slava, non fluirono da questa ellenica eredità di dolcezza, che Sorrento, da che fu albergo delle Sirene, custodì nei secoli come il suo gioiello più puro nella sua valle odorata! (pp. 113-114)
  • Oggi [...] noi non vediamo più quella Sorrento che videro Goethe e Byron, quella Sorrento ritrosa come una vergine nel suo profondo angolo di costa, e pure balda tra le sue mura grige come dentro un'antica armatura, quella Sorrento pittoresca nell'intimità delle sue piccole vie, nella patina antica dei palazzi adatta ad evocar le memorie, nella grazia delle donne e nella festa dei costumi.
    Dov'è l'antico castello, e dove le porte, conscie della sua storia? E nella piccola marina di Capo di Cervo le banchine han quasi distrutta la spiaggia ove approdò Torquato, e il profondo vallone percorso dai veicoli non ha più il carattere del suo antico aspetto selvaggio, né più gli sovrastano il vecchio ponte ed il castello; ed è perduta la grazia modesta della viuzza a scale che montava per le rocce e conduceva il viatore alla porta di S. Antonino, dove lo salutava con familiare dolcezza la vetusta basilica del Protettore. Le antiche forme architettoniche cedono alla monotonia delle fabbriche nuove, e gli angusti decumani si allargano per far luogo alla profanazione dei motori. (p. 117)

Bibliografia

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  • Riccardo Filangieri di Candida, Sorrento e la sua penisola, Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, [n.d.].

Altri progetti

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