Ronco sopra Ascona
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Citazioni su Ronco sopra Ascona.
- Bevemmo il vino e tra i vicoli prendemmo in alto la strada che conduce ad Ascona. Il cimitero di Ronco si stendeva sopra la strada ed era pieno di fiori e di croci. Il Mezzogiorno è un seduttore, allontana i pensieri e fa lavorare la fantasia, la quale non ha bisogno di grande aiuto tra le palme e gli oleandri, molto meno che tra gli stivaloni militari e le caserme. Il cielo ondeggiava sopra di noi come una grande bandiera sventolante con sempre più stelle, quasi fosse la bandiera di un'America dell'universo che ogni minuto diventava più ampia. (Erich Maria Remarque)
- Il paesello di Ronco, su a mezza costa, in tal posizione che solo il pensarlo inazzurra l'anima... (Giuseppe Zoppi)
- L'ampia e alta casa civile dei Ciseri, con i suoi due corpi ad angolo retto, arresta a tergo le altre dimore di Ronco sopra Ascona, e le domina tutte con una torretta quadrata al centro, guardando con una solida balconata verso un antico convento, che l'opprime contendendole per un tratto la vista sul lago. Completano il quadrilatero del cortile due grossi muri con un cammino di ronda, uniti dall'arco di un portale aperto sulla piazzetta della chiesa. (Giovanni Laini)
- Più che vicoli sono cunicoli, camminamenti pieni di gallerie, con insidie di scalette, di cantine, con trabocchetti di fondali. I piccioni, a guardia dei vicoletti, si toccano coi beccuzzi da gronda a gronda. Sotto, qualche porchetto ringhioso spaventa la pacifica covata della chioccia. Per ritrovarvi dovete percorrere cento volte gli stessi meandri, tutti a sdrucciolo, lasciarvi guidare più che dall'intuito visivo, dal sentore che si sprigiona sempre diverso da ogni angolo morto, da tanti detriti, da ogni muro muffito. Non fate dieci passi in linea retta: i crocicchi si rincorrono, si contorcono, come per disorientare i passeggeri, si moltiplicano bizzarramente, obbedendo al capriccio d'un'aerea architettura. (Giovanni Laini)
- Quest'ultima sera cenammo nel giardino dell'Albergo della Posta a Ronco, un villaggio appiccicato ai monti sopra il lago, come un nido di rondini. Tra gli alberi luccicavano le torce, i gatti strisciavano sui muri, e dalle terrazze sotto il giardino saliva un profumo di rose e di gelsomino selvatico. Il lago con le isole sulle quali in epoca romana sarebbe sorto un tempio di Venere, era immobile, i monti di color cobalto si stagliavano intorno contro il cielo chiaro e noi mangiammo spaghetti e piccata e bevemmo il nostrano della regione. Era una sera di una dolcezza e di una malinconia quasi insopportabili. "Peccato che dobbiamo andarcene" disse Helen. "Rimarrei qui volentieri tutta l'estate". "Lo dirai ancora chissà quante volte". (Erich Maria Remarque)
- Salirono verso Ronco, per la strada romana. Pareva a Nella che anche il sole, e il lago, e i monti nevosi, e le fogliette nuove sui rami, e le cascate di glicine ai muri cantassero a modo loro che era Pasqua, Pasqua, Pasqua!
Anzi, tutto era parato a festa per quel giorno dell'Angelo: l'acqua di seta lucida, il cielo morbido infiocchettato di bianco, l'erba ricamata di fiori. (Elena Bonzanigo)
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