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Rufino Blanco Fombona

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Rufino Blanco Fombona

Rufino Blanco Fombona (1874 – 1944), scrittore, poeta, diplomatico, polemista, editore e giornalista venezuelano.

Citazioni di Rufino Blanco Fombona

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  • Bolivar ha liberato un numero di coloni quattro volte maggiore di quelli liberati da Washington; e una sola delle sue creazioni, la repubblica di Columbia, è pia vasta di tutte le conquiste di Napoleone.[1]

Citazioni su Rufino Blanco Fombona

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  • Blanco Fombona, che è certamente un poeta, e fors'anche crede d'essere un sovrano [...], rifiuta la semplice realtà della vita quotidiana. Gli basta l'eco di una canzone, l'immagine di una cosa bella, la visione d'un paesaggio, per aprire, com'egli dice, "la gabbia ai suoi sogni".
  • In mezzo alla società contemporanea, così monotona e grigia, in mezzo alle nostre democrazie livellatrici che a ciascuno ed a tutti impongono uniformità di vestire, uniformità di pensare, uniformità di parola e di vita, Rufino Blanco Fombona è una delle figure più violentemente originali. Egli è rimasto in pieno secolo ventesimo l'hidalgo castigliano ravvolto nel nero mantello o il conquistador dell'epopea americana, un'anima esuberante ed insofferente che misura la vita non alla stregua delle leggi esteriori, ma secondo i dettami della legge interiore. Sus leyes su espada, come diceva il Cervantes, sus fueros sus brios: le sue leggi la spada, i suoi codici le sue audacie.
  • Secondo Blanco Fombona due sole volte (almeno nell'era moderna) l'umanità cercò di agguagliarsi all'ideale eroico: nel Rinascimento italiano e nella Conquista dell'America. Se il conquistador doveva misurarsi colle solitudini della natura, l'uomo del Rinascimento si misurava colle solitudini dell'arte e dei pensiero. Per l'uno e per l'altro le leggi tradizionali erano vuote di significato e di valore perché la sola legge alla quale dovevano commisurare la vita pratica era la legge della loro vita spirituale.

Note

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  1. Citato in Ezio Levi, Nella letteratura spagnola contemporanea (Saggi), Società an. editrice "La voce", Firenze, 1922, p. 101.

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