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Ruwenzori

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Il Ruwenzori

Citazioni sul Ruwenzori.

Citazioni

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  • A circa cinque miglia dal campo Nsabé, mentre guardavo distrattamente verso Sud-Est, meditando sugli eventi dell'ultimo mese, un servo richiamò la mia attenzione ad una montagna che si diceva coperta di sale, e vidi una nube di forma particolare, di un magnifico colore argenteo, che assumeva le proporzioni e l'apparenza di una grande montagna coperta di neve. Seguendone le forme in basso, fui colpito dal colore cupo azzurro-nero della sua base, e pensai che potesse significare l'approssimarsi di un altro temporale; ma poi, come lo sguardo discese allo spazio fra gli altipiani orientale ed occidentale, divenni cosciente per la prima volta di avere dinanzi agli occhi non una immagine, ma un reale vasto monte, colla sua vetta coperta di neve. (Henry Morton Stanley)
  • Il Ruwenzori è così quasi interamente circondato dalla Depressione Albertina; e forma, insieme coi tre laghi, un sistema idrografico indipendente, completamente separato dal lago Vittoria.
    Così avviene che la intiera catena di monti versa tutte le sue acque, ad Est, ad Ovest, a Sud ed a Nord, nello stesso bacino fluviale, alimentando quasi da sola i tre laghi ed il Semliki, che costituiscono assieme le sorgenti occidentali meridionali del Nilo. Ed inoltre, sebbene il Ruwenzori sia senza dubbio il gruppo più importante di monti nevosi dell'intero continente, e situato al centro di esso, ed in direzione del suo asse maggiore, esso non fa parte della grande linea spartiacque.
  • Lo Stanley aveva inteso chiamare i monti dagli indigeni abitanti a Nord e ad Occidente di essi, coi nomi Ruwenzori, Ukonju, Bugombowa, Avuruka, Avirika, Ruwenzu-ru-ru, Ruwenjura, ecc. Gli sembrò che Ruwenzori fosse il nome più generalmente adoperato in lingua Bantù; e sarebbe da tradurre come «Re delle nuvole», od anche «Fabbricatore di pioggia».
  • «Ruwenzori» è il nome scelto dallo Stanley tra i molti usati dagli indigeni che abitano attorno alla montagna, perché gli sembrò quello col quale essa veniva più frequentemente indicata.
    Nessuno degli esploratori, che nei vent'anni precedenti avevano percorso quelle regioni e navigato le acque dei laghi pedemontani, aveva sospettato la presenza vicina di nevi e ghiacci eterni, gelosamente nascosti agli sguardi da un manto impenetrabile di nubi e di nebbie. [...] Lo Stanley nota perciò con ragione che i vapori esalati dai piani acquitrinosi attorno ai monti, riscaldati dal sole tropicale, debbono togliere ogni trasparenza all'atmosfera, anche nei giorni sereni, per modo da rendere invisibile la catena. Talvolta una corrente di vento spazza via i vapori, ed allora compaiono alla vista, come per incantesimo, lontani paesaggi, che in brev'ora svaniscono di nuovo, lasciando lo spettatore dubbioso ed incerto.
    Colla scoperta di questo importante sistema di monti nevosi, che versano le loro acque nei laghi dove sono talune delle prime scaturigini del Nilo, la ricerca delle sorgenti del gran fiume, che forma da sola così gran parte della storia della esplorazione geografica, poteva dirsi compiuta.

Voci correlate

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