Vai al contenuto

S. Corinna Bille

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

Stéphanie Corinna Bille (1912 – 1979), poetessa e scrittrice svizzera.

Citazioni di S. Corinna Bille

[modifica]
  • La potenza quotidiana dei sogni, coniugata con quella del vissuto, mi impone volentieri la forma concisa e violenta del racconto. In sostanza rappresenta il modo per fermare il movimento troppo ampio della vita e fissarla per sempre.[1]
  • [Alla domanda «Perché scrive?»] Non riesco a sopportare la felicità e non riesco a sopportare la sofferenza. La scrittura è un rimedio a tutto ciò che è insopportabile. Solo il mio lavoro mi dà l'equilibrio e la coerenza necessari che né il sociale, né la religione, né l'avventura, né la stessa maternità mi possono assicurare.[1]

A piedi dal Rodano alla Maggia

[modifica]
  • [Sul passo di Bosco] Si decisero finalmente a mettersi in cammino. Il pecoraio aveva insistito per accompagnarci fino al passo. Un'ascesa dentro un imbuto di massi sovrapposti. Blaise, allegro come un giovane camoscio mi porgeva la mano con cortesia facendomi vedere su quale sasso mettere il piede. Eravamo sul limitare della neve, che colmava gli anfratti. Ben presto raggiungemmo il passo, per separarci a malincuore dal nostro buon pastore. Una breve discesa sulla ghiaia poi, effettivamente, davanti a noi una distesa di prati coperti di fiori. Il Ticino! (p. 96)
  • [Su Bosco Gurin] ​Dopo una notte di riposo ci alziamo per assistere alla messa alta. È domenica. Il tempo è grigio. Sto meglio, ma il corpo mi duole come se mi avessero bastonata. La chiesa ha un campanile tipicamente ticinese con la ruota per le campane; i chalet intorno sono vallesani, su un tetto le pietre sono disposte verticalmente per fermare la neve. Si possono leggere le insegne Bäckerei sopra un negozio, e così pure Schule e Gemeindehaus. Sul lato nord il paese è circondato da enormi massi fra le erbe dei pascoli e delle colline. Sono caduti tempo fa dal monte in seguito a una frana, finendo in basso e bloccando il fondo della valle, come a Formazza. (p. 107)
  • [Sul Museum Walserhaus] ​Entriamo da soli avendo ricevuto un chiavone dalle mani di una vecchietta vestita di nero, che assomiglia alla matrigna di Cenerentola. Passiamo da una saletta all'altra, inteneriti dal sentore del legno antico, dalle culle dipinte e dall'impressionante collezione di macinini di caffè. I miei compagni si interessanto molto alle vecchie trappole per i topi: blocchi di legno grandi e piccoli trattenuti da un piccolo congegno che il topo deve smuovere dopo di che, come nella battaglia di Morgarten, il peso gli cade addosso. C'è una tavola molto bella con degli uccellini intarsiati ai quattro angoli. (p. 110)
  • ​Ecco l'abitato di Cerentino, montanaro e signorile, la grande chiesa gialla con i suoi affreschi. Qui un giorno ho visto passare una sposa in abito lungo bianco di satin, con un seguito di donne vestite di nero. Sulla piazza figura una bella fontana con il suo bacino. (p. 114)
  • ​Abbiamo lasciato un Vallese, scialbo e arido, solido, per tuffarci in un paesaggio verdissimo, fronzuto, languido, dalle rocce umide, ove parecchie terre sono abbandonate. Intorno a Linescio, una terrazza a secco sopra l'altra, in attesa di franare, sostengono ancora campi a prato al posto dei coltivi. Quali erano le colture di un tempo? C'è più fantasia e ricerca del bello in questi paesi che non da noi, ma anche più tristezza. Avete mai sentito il suono delle loro campane? E quale umiltà un po' amara, un po' stregata, nei loro tetti aguzzi e nerissimi... (p. 116)
  • ​Alle prime case di Cevio che ci accolgono con i loro vigneti, strette intorno da viti che salgono fino al tetto, ci siamo scambiati il bacio dell'arrivo. La Valle Maggia si è tutta aperta davanti a noi, con il suo fiume che si divide e scorre azzurro fra i ciottoli. (p. 118)

Note

[modifica]
  1. a b Citato in Giulia Roccato, Corinna Bille, enciclopediadelledonne.it.

Bibliografia

[modifica]
  • S. Corinna Bille, A piedi dal Rodano alla Maggia (À pied du Rhône à la Maggia, 1957), traduzione di Katharina Benckert ed Ettore Brissa, Tararà editore, Verbania, 2009. ISBN 88-86593-85-6

Altri progetti

[modifica]