Safari a Sarajevo
Aspetto

Citazioni sui safari a Sarajevo.
Citazioni
[modifica]- A Sarajevo già all'epoca la voce girava. [...] turisti dell'orrore che partivano per Belgrado e da lì venivano poi portati dall'esercito serbo dietro pagamento sulle colline di Sarajevo a sparare. [...] noi avevamo distinto delle figure diverse. La prima erano i serbi che nel weekend partivano da Belgrado e, dopo aver fatto tutta la settimana in ufficio, si univano ai cecchini che sparavano su Sarajevo per poi tornare in ufficio il lunedì. Serbi che andavano ad aiutare altri serbi, quindi: impiegati, persone comuni. La seconda, i turisti della guerra che si rivolgevano ad agenzie [...] per divertirsi ad andare a vedere la guerra sui luoghi della guerra stessa. Voyeurismo della guerra, una follia, ma abbastanza diffusa. [...] Terzo caso, questi turisti cecchini che andavano a fare i safari e sparare. Altra storia erano invece i cacciatori, perché in Bosnia c'era questa terribile assonanza tra cacciatori di cervi e cacciatori di uomini... (Gigi Riva)
- È noto che i cecchini appostati sulle colline che circondano Sarajevo, assediata dalle forze serbe, sparavano arbitrariamente sugli abitanti nelle strade sottostanti. Era anche noto che alcuni alleati dei serbi (perlopiù russi) fossero invitati a sparare qualche colpo su Sarajevo, ma credevamo che la cosa fosse considerato un onore, un segno di speciale apprezzamento, non un business. Oggi scopriamo qual era la realtà. Decine di ricchi stranieri (perlopiù statunitensi, britannici e italiani, ma anche alcuni provenienti dalla Russia) hanno pagato tariffe elevate per avere la possibilità di sparare ai residenti della Sarajevo assediata. Il viaggio lo organizzava l'esercito serbo-bosniaco: i clienti erano trasportati da Belgrado a Pale (la capitale della Republika Srpska, sulle montagne vicino a Sarajevo) e poi condotti in un luogo sicuro con vista su Sarajevo a valle. (Slavoj Žižek)
- Tra il 1993 e il 1995 c'era chi, durante la guerra, andava a Sarajevo per provare il brivido di sparare e uccidere degli esseri umani. [...] uomini europei ricchi e annoiati, spesso vicini ad ambienti di estrema destra. [...] Partivano da Trieste e raggiungevano la Bosnia in veri e propri tour organizzati, pagati profumatamente. Dalle colline che circondano [...] Sarajevo, questi individui prendevano di mira civili inermi, come fossero prede in una battuta di caccia. I bersagli preferiti erano i bambini o le donne ritenute più attraenti, o i soccorritori accorsi dopo la prima vittima. E poi tornavano alle loro vite, come niente fosse. [...] È difficile trovare le parole per esprimere il disgusto verso una simile crudeltà. E forse è inutile provarci. Meglio impegnarsi a riconoscere, più lucidamente, che la guerra diventa spesso lo sfogo di pulsioni profondamente disumane e mostruose. (Ilaria Salis)
- Una cosa è accertata: i serbi avevano un tariffario. Mille marchi tedeschi per uccidere un bambino, ottocento per una donna incinta. Loro valevano di più, soprattutto i bambini che gettavano nel dolore una famiglia intera. All'epoca, clamoroso fu il caso di un'olimpionica rumena di tiro al piattello andata lì a fare la cecchina. Arrestata dai bosniaci, venne trasmesso il video della sua confessione. Questo era il contesto. (Gigi Riva)
- È una verità dolorosa. Nel 2007, testimoni [...] parlarono della presenza di cecchini stranieri. La [...] testimonianza venne accettata nei processi contro i generali serbi, ma non si approfondì. Credo che il mondo non fosse pronto ad affrontare una realtà simile. Era più facile liquidarla come voce o esagerazione.
- L'organizzazione doveva godere di protezioni significative a livello logistico, politico e forse persino diplomatico. Il fatto che queste persone potessero entrare in una zona di guerra, avere accesso alle armi e andarsene senza conseguenze suggerisce un livello inquietante di complicità. [...] Quando parlo di protezione diplomatica, mi riferisco alla possibilità che alcuni individui abbiano operato sotto la copertura o la tolleranza di istituzioni ufficiali. Che sia attraverso il silenzio, l'inazione o una protezione deliberata, alcuni governi potrebbero aver scelto di non indagare o di non rivelare ciò che stava accadendo.
- Lo guarderei negli occhi e gli chiederei: "Ti sei sentito potente mentre miravi a un bambino? Hai provato un brivido quando hai premuto il grilletto contro una madre che attraversava la strada? Che tipo di vuoto vive dentro un uomo che tratta la vita umana come un gioco?".
Voci correlate
[modifica]Altri progetti
[modifica]
(EN) Wikipedia contiene una voce riguardante i safari a Sarajevo