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San Marco in Lamis

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San Marco in Lamis: la Padula

Citazioni su San Marco in Lamis, comune della provincia di Foggia.

  • La città si distende e si agglomera lungo una via abbastanza vasta che la percorre in tutta la sua ampiezza dall'est all'ovest. È leggermente in salita, pessimamente selciata, con frequenti tracce di spazzatura abbandonata alla delizia di alcune galline che vi razzolano crogiolandosi al sole. Le case hanno un aspetto uguale, piuttosto misero; si accalcano l'una su l'altra quasi per tema che lo spazio venga loro a mancare; molte finestre sono adorne di fiori, i quali pongono, su tutto questo sfolgorio di muri soverchiamente bianchi, una nota varia che ne addolcisce un poco l'asprezza.
  • San Marco in Lamis pare abbia avuto origine fra il settimo e l'ottavo secolo per opera dei pellegrini Longobardi che venivano a visitare il santuario di San Michele sul Gargano.
    Secondo il Troyli i Longobardi, risiedenti a Benevento in quel tempo, per opera del vescovo Barbato [...] abbandonarono l'idolatria per seguire la fede cristiana. Ebbero in grande venerazione l'Arcangelo Michele, convinti ch'esso fosse stato duce della loro conversione.
    Data tale credenza, si stabilì una continua corrente di pellegrini che salivano reverenti alla sacra grotta di Monte Sant'Angelo. Allora fu che molti presero stabile dimora in quei dintorni, formando dieci eremitaggi, fra i quali è da annoverarsi San Marco in Lamis.
  • Se alcuni lati esteriori e pittorici [di San Marco] vengono scomparendo sotto l'influsso pareggiante della civiltà, rimangono vive tradizioni e costumanze originalissime, le quali caratterizzano l'indole di questa fiera popolazione.
    Un tempo era in grande onore il così detto fidanzamento violento che ora viene praticato su piccola scala e quasi più non si usa stante la particolare prepotenza di poco simpatica applicazione. Detto fidanzamento consiste in ciò: allorché un giovane prende a benvolere una ragazza e non si vede corrisposto e teme che, seguendo le comuni formule in uso, ad una domanda di lui ella debba rispondere con un diniego, ricorre agli estremi: attende, per lo più di sera, la ragazza designata e, quand'ella non se ne avveda, con rapido gesto le strappa il fazzoletto e parte con l'agognata preda.
    Per tale perdita la ragazza è inesorabilmente compromessa, ella appartiene ormai anima e corpo al piccolo ladro.

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