Sandro Bonvissuto
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Sandro Bonvissuto (1970 – vivente), scrittore italiano.
Citazioni di Sandro Bonvissuto
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Citazioni in ordine temporale.
- La letteratura è notoriamente un grande equivoco, ma il mondo che vediamo pure; si mostra sempre vestito di una delle tante maschere che proteggono il mistero di cui è intriso. È bene che realtà e scrittura allora comincino a parlare la stessa lingua allora, sbieca e obliqua. Certo non voglio con questo dire che la letteratura rifiuti la verità, ma diciamo che nemmeno la esige.[1]
- L'ironia fa parte della dotazione di base di ogni romano che si definisca tale, senza alterazione della verità e dimestichezza col paradosso, non si può vivere all'interno del Grande Raccordo Anulare.[1]
- Il futuro costituisce un grande valore, ma non ha l'affettività del passato; certi giorni sembra solamente la direzione nella quale gira il mondo. Più amo il futuro, più mi scopro amato dal passato.[1]
- [«Quanto ancora riesce ad appassionarla il calcio moderno?»] Il calcio moderno mi disgusta. Non ho mai smesso di ascoltare la radio, e non vado quasi più allo stadio. Secondo me non è buon segno, cioè io sono come le api, se smetto di frequentare un giardino fiorito è perché qualcuno ha avvelenato la fontana dei bambini.[1]
- [Sull'astensionismo] Io non voto da dieci anni. La politica è inutile, le elezioni nazionali funzionano con una legge sbagliata e l'apparato democratico di selezione dei candidati costringe l'elettore, al termine delle campagne elettorali, a dover scegliere fra persone corrotte, incapaci o tutte e due le cose insieme, finite in alto grazie alla macchina della promozione politica. Il cittadino che vota non può far altro, così, che scegliere il meno peggio.[2]
- Il partito dell'astensione è l'unico in crescita. Fra poco avremo anche noi un non-premier. Tipo Papa e Antipapa.[2]
- [«Quali sono le più gravi carenze delle strutture carcerarie italiane?»] Loro stesse, i penitenziari nascono proprio obbedendo al concetto di carenza, sono basate sull'idea di privazione, per questo riescono ad essere solo quello.[2]
- [Sul ruolo di padre] Trovarsi a predicare cose a tuo figlio che tu stesso hai disatteso quando eri figlio, o sentirsi contestato come padre quando tu stesso hai contestato le stesse cose a tuo padre, non ha prezzo. È come convivere con un alter ego in una realtà aumentata.[2]
- La scuola, come il carcere, è un'istituzione immensa atta a dominare il singolo.[2]
- Non sono ossessionato dal ruolo del padre, semplicemente ne ho grande ammirazione, perché è un ruolo in disuso, è come esplorare un mondo sconosciuto. [...] L'amore del padre, in un certo qual modo mi leva le forze per quanto è potente.[3]
- La donna si veste dei suoi sentimenti, l'uomo invece ha paura di amare, fa fatica, e questa inabilità a toccare i sentimenti la trovo di una delicatezza estrema.[3]
- Trovo nella famiglia una costruzione di senso civico; l'educazione che si trasmette come grossa formazione individuale, in realtà è una visione socialista della collettività.[3]
Note
[modifica]- ↑ a b c d Dall'intervista La gioia fa parecchio rumore, raicultura.it, maggio 2020.
- ↑ a b c d e Da Giulia De Vincenzo, Castigat ridendo mores. Intervista a Sandro Bonvissuto, letterazero.it, 11 ottobre 2022.
- ↑ a b c Da Barbara Chiappa, Intervista a Sandro Bonvissuto che ci parla dello spettacolo tratto dal suo racconto, laplatea.it, 16 ottobre 2024.
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