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Sandro Donati

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Sandro Donati nel 2009

Alessandro Donati (1947 – vivente), allenatore di atletica leggera italiano.

Citazioni di Sandro Donati

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Citazioni in ordine temporale.

Intervista di Pier Augusto Stagi, tuttoBICI nº 3, marzo 2013; ripubblicato in tuttobiciweb.it, 2 aprile 2013.

  • Ricordo una frase che è simbolo di un modo di pensare, detta a me da Enzo Rossi, all'epoca ct dell'atletica leggera: "Al pubblico interessano le medaglie. Tu sei in grado di raggiungerle solo con l'allenamento? Ottenere risultati significa per la federazione maggiori finanziamenti e maggiori possibilità per tutti noi". E da qui parte tutto. [...] il doping c'è an­cora e ce n'è più di prima in tutti gli sport. [...] E questo sistema doping, se non creato, è stato perlomeno avvallato e mai veramente combattuto dallo sport. La logica è una e una sola: quando si trova il pollo, lo si spenna e muore da solo. La colpa è solo dell'atleta, ma dietro c'è un sistema. Dietro c'è una fabbrica che deve produrre risultati a qualunque costo. Se poi qualche d'uno resta impigliato nelle maglie dell'antidoping, lo si trucida per benino.
  • [«Si dice doping e si pensa al ciclismo: è così?»] Assolutamente no. [...] È vero che il ciclismo si presta molto [...] anche per via della durezza delle sue gare, della sua disciplina, ma è altrettanto vero che nel ciclismo emergono più casi perché gareggiando per tantissimi giorni all'anno e essendo continuamente esposti ad un controllo totale, i ciclisti sono un facile bersaglio. Ma esistono tutta un'altra serie di discipline sportive che hanno dei calendari di competizione molto più delimitati, che possono fare, lontano dalle competizioni, quello che vogliono. È il caso del nuoto, dell'atletica, dello sci, tanto per citare alcuni sport. Lunghi periodi di preparazione, nei quali gli atleti scompaiono letteralmente dalla circolazione [...]. È nei mo­menti di allenamento che un atleta ricorre al doping: si prepara in tutti i sensi. [...] Il ciclismo ha tante co­lpe, ma ha il grande merito di fare – no­nostante tutto – molto più di altri. So­prattutto nella lotta al doping.
  • [...] gli sport più minati dal doping sono quelli che in cui il doping ha maggiore effetto: questi so­no gli sport basati sulla forza o sulla po­tenza muscolare e sulla resistenza. Quindi tutti gli sport individuali che vanno dal ciclismo all'atletica, al nuoto, canottaggio, canoa, sci di fondo e alpino. E poi ci sono gli sport di squadra. Mi sembra chiarissimo ed evidente che [...] è cambiato il loro dinamismo. Vogliamo paragonare i quadricipiti dei calciatori degli anni Set­tanta/Ottanta con quelli di oggi? [...] Oggi i calciatori lanciano la palla ad una velocità impressionante, sono mol­to veloci, sono capaci di ripetere le azioni a brevissimo intervallo di tempo e sono aggressivi. Questo insieme di fattori li metti uno in fila all'altro e ti da l'informazione: è chiaro che utilizzano ormoni anabolizzanti in continuazione.
  • [Su Francesco Conconi] [...] il professore ha troppi compartimenti mentali e lui con assoluta disinvoltura ha recitato una parte molto pe­ricolosa a livello pubblico. Vogliamo parlare di quel suo reiterato e prolungato periodo nel quale voleva far credere che l'emotrasfusione la faceva solo agli anemici? Vogliamo parlare di quando descriveva il corridore di resistenza come un soggetto che proprio in ragione di questa pratica andava soggetto all'anemia e di conseguenza dava una spiegazione distorta e assolutamente ingannevole di tutto il suo operato, visto che nella sostanza aveva abusato delle sue conoscenze per in­ventare una patologia inesistente? Per non parlare poi di quando ha toccato il punto estremo di perversione presentandosi a tutto il mondo addirittura come il paladino della lotta al doping. [...] mentre trattava e monitorava atleti di diversi sport con pratiche dopanti, al tempo stesso era il presidente della commissione medica dell'Uci, era membro della Commis­sio­ne medica del Cio, era un factotum mol­to quotato e riconosciuto del Coni. C'era qualche conflitto d'interesse, ma né lui, né chi per lui si sono mai fatti problemi.

Intervista di Gianluca Ciucci, ultimouomo.com, 7 dicembre 2016.

  • Le mie capacità di allenatore ci devono essere se anche gli stessi che mi hanno cacciato dalla Federazione lo hanno indirettamente riconosciuto assegnandomi molti importanti incarichi, prima di farmi fuori. In fondo io sono sulle barricate dal 1981, con le denunce dei metodi di Francesco Conconi [emotrasfusioni e somministrazione di ormoni, nda], ma mi hanno fatto fuori nel 1987. Mi hanno sopportato per anni, cercando di farmi tornare indietro sulle mie posizioni perché portavo risultati. Anche Carlo Vittori [storico coach di Mennea, nda] era contro il doping ma se lo tenevano. Diciamo che erano altri tempi quelli di Nebiolo, in cui si combattevano, ma si ascoltavano pure, i dissidenti. Poi è iniziata l'epoca delle epurazioni, o della normalizzazione.
  • Schwazer [...] è un fenomeno assoluto non solo come marciatore ma come atleta in generale, il più forte che abbia mai allenato. Come uomo ha il suo lato oscuro, ed è quello che lo ha spinto [...] a partire da solo per la Turchia e acquistare l'eritropoietina in una farmacia, tenerla nel frigorifero a casa della fidanzata e iniettarsela. Ma perché è stato lasciato da solo [...]? [...] Lui è l'esempio della sua sconfitta ma anche del fallimento del sistema sportivo di cui faceva parte: a Schwazer sarebbe bastata un'assistenza umana adeguata.
  • [...] la [...] vicenda di Yuliya Stepanova che ha denunciato per prima il doping di Stato russo e poi si è vista negare la partecipazione alle Olimpiadi è paradigmatico. Al principe Alessandro De Merode [vecchio presidente della commissione medica del Cio, nda] non piacevano i pentiti, perché non erano controllabili. Ecco, è rimasto tutto come allora. La russa che denuncia e non partecipa è un chiaro segnale a non parlare. Il sistema autogestisce i controlli: si mostra spietato all'esterno ma dall'interno dimostra di non voler combattere il fenomeno nel suo insieme.
  • [«Alcuni parlano di liberalizzare il doping»] Lo sport di alto livello ha infranto da tempo ogni limite e quindi ci troveremmo di fronte a dosaggi folli, ma anche a mix impensabili di farmaci. [...] Con la liberalizzazione si arriverebbe a somministrare dosi mortali. [...] il concetto di liberalizzazione è nato con le droghe, ma in quel caso si tratta di liberalizzare la vendita delle sostanze sottraendole ai canali gestiti dalle mafie. Non c'entra assolutamente niente con la richiesta di liberalizzare la domanda, cosa che avverrebbe nel nostro campo, perché l'offerta è già libera dal momento che i farmaci si trovano nelle farmacie e sono prodotti da industrie riconosciute. Va abbandonata definitivamente questa idea folle della liberalizzazione del doping perché altrimenti si diventerebbe complici di una strage.

Citazioni su Sandro Donati

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  • Odiato e amato, deriso e glorificato, emarginato e preso ad esempio: Sandro Donati piace o non piace. O si è con lui o contro di lui. O lo si considera uno dei più rigorosi esperti nella lotta al doping o un fanatico integralista alla ricerca ossessiva di una verità che non può essere necessariamente bianco o nero, ma ricca di sfumature di grigio. Per il mondo scientifico è sicuramente una delle personalità più considerate. Uno degli italiani migliori. Non c'è convegno o simposio sul doping al quale lui non sia chiamato a presenziare come relatore, come testimone, co­me ricercatore accreditato e sapiente. Per il mondo è credibile come pochi, documentato come nessuno. [...] Pensatela come volete, ma Sandro Do­nati, [...] una vita trascorsa nelle stanze e anche nelle cantine del Coni [...], fra polemiche e incarichi prestigiosi, discriminazioni e attestati di stima, è il personaggio più rilevante nella storia dello sport in materia di doping. (Pier Augusto Stagi)

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