Sandro Luporini

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Sandro Luporini

Sandro Luporini (1930 – vivente), pittore, paroliere e scrittore italiano.

Citazioni di Sandro Luporini[modifica]

  • [Descrivendo l'incontro con Giorgio Gaber] È stata una cosa molto casuale, nel senso che abitavamo vicini a Milano. Frequentavamo lo stesso bar. Me l'hanno presentato dicendo che lui faceva il cantante, io facevo il pittore. Così sono andato a vedere le sue esibizioni e lui è venuto a vedere i miei quadri. Siamo diventati amici. Mi ricordo di aver trovato un ragazzino che aveva diciannove anni, magro come un chiodo, e sono andato ad ascoltarlo. Cantava il rock in inglese, non capivo niente però rimasi folgorato dall'energia che aveva addosso. Siamo diventati molto amici, poi ci siamo frequentati spesso. A un certo punto, frequentando il nostro studio (avevo uno studio con altri amici pittori), passavamo le giornate a parlare. Un bel giorno mi ha detto: "Ma perché non proviamo a scrivere qualcosa insieme?" e così abbiamo cominciato i primi tentativi che restarono nel cassetto, perché erano un po' stravaganti e non tanto commerciali. Lui allora si esibiva ancora attraverso i canali normali, la televisione per intendersi. Quindi all'inizio è stato solamente un gioco, proprio un gioco. Questo il primo impatto.[1]

L'alter ego[modifica]

  • La mia pittura non racconta. Mi fido dell'immagine come restituzione del sentire. Secondo me in un quadro non si può parlare di amore, sociale, politica. Fare teatro con Giorgio [Gaber] ha compensato questo aspetto.
  • Il Movimento è stato una grande passione. L'abbiamo avvertito come un fattore antiautoritaristico a tutti i livelli. Ma quando è scivolato troppo nel fare politica ci siamo distaccati. Ci era piaciuto il senso che avevano inizialmente questi ragazzi nel voler cambiare la vita. Quando vollero cambiarla attraverso mezzi politici non eravamo più d'accordo, anzi sparavamo a zero. Abbiamo sempre avuto il gusto del portare tutto all'esasperazione: tipicamente céliniano.
  • Giorgio era un cantante eccezionale, con una voce stupenda. Non cantava solo le note, cantava le parole. Da lì è diventato un vero e proprio attore, dotato di un umorismo particolare, diverso da quello tipicamente lombardo che è spesso legato a un certo surrealismo. La comicità di Gaber invece parte sempre dalla realtà della vita vissuta.

Citazioni su Sandro Luporini[modifica]

  • Essi [Luporini e Gaber] erano liberi da etichettamenti e classificazioni, erano lontani dalle pigrizie del discorrere comune. Costringevano, "rinominando", a fare un passo avanti. Verso un mondo che dev'essere ritrovato, come diceva la "Canzone dell'appartenenza". Verso ragioni che si sono perse o sono state dissipate, verso una chiarezza resa opaca dall'omologazione del pensiero. (Salvatore Veca)
  • Gaber e Luporini [...] tentano di raggiungere una comprensione chiara delle trasformazioni di cui sono al tempo stesso osservatori e partecipanti. E la voglia che anima questo loro tentativo è naturalmente quello di comunicare tale comprensione a un pubblico. Che, nella dimensione dell'evento teatrale, vuol dire prima però costruirlo, un pubblico. (Salvatore Veca)
  • Il suo itinerario è assolutamente duplice, genialmente ambiguo fra letteratura e pittura. Spetta a noi scoprire il punto di congiunzione delle due parallele, che sta forse posto all'infinito, nell'accertamento vago d'un punto terminale e fatale dove il caos si dissolve nella metarealtà. (Philippe Daverio)
  • La visione di Gaber e Luporini sulle debolezze umane è precisissima. La loro capacità di aver visto lontano, di avere scritto e preceduto il pensiero di molti, li rende attualissimi. (Maurizio Crozza)

Note[modifica]

  1. Citato in Storie del signor G, l'Unità - Cabaret n. 4, 1996.

Bibliografia[modifica]

  • Sandro Luporini, L'alter ego. Pensieri di Sandro Luporini raccolti fra il 2003 e il 2008; in Gaber, Giorgio, il Signor G. Raccontato da intellettuali, amici, artisti, a cura di Andrea Pedrinelli, Kowalski, Milano, 2008, pp. 221-226. ISBN 978-88-7496-754-4

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