Santorre Debenedetti
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Santorre Zaccaria Debenedetti (1878 – 1948), filologo e critico letterario italiano.
Citazioni su Santorre Debenedetti
[modifica]- Dire che Debenedetti aveva respinto la parola in quanto ornante, aggiungere che s'era dedicato a un ideale di silenzio, non vuol poi significare che la sua parola funzionale fosse arida quale cifra algebrica. La funzionalità è un ideale morale, ma ontologicamente la parola è parola, e Debenedetti aveva uno stile, non un'assenza di stile.
- Già annunciava qualcosa di eccezionale la persona curva, come nevicata precocemente d'una cenere di canizie, con quegli occhi straordinarî, appaiati vicinissimi, che scomparivano sotto le palpebre, lasciando solo il bianco della sclerotica, nei gesti frequenti dell'ironia e del raccoglimento; e a loro si accompagnava una voce lamentosa, trenodica, come avesse incorporato qualche cadenza di parodia.
- Viveva solitario, poco amato, oggetto di leggende abborracciate e approssimative: quella d'una giovinezza galante; quella d'una malignità inesausta. In realtà, quello ch'egli esercitava era l'italo aceto d'una «médisance sublime», secondo la celebre formula milanese di Stendhal: intera nell'aggettivo e per così dire nulla nel sostantivo; priva in tutto del greve corpo della malvagità, conclusa e paga in un arabesco di fantasia e di linguaggio.
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