Sara Paradisi

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Jump to navigation Jump to search

Sara Paradisi (1974 – vivente), critica d'arte e giornalista italiana.

Il gioco delle apparenze fatto arte[modifica]

  • Ignazio Fresu è un artista dall'attività espositiva molto intensa sia in Italia che all'estero. Si occupa di arte a 360 gradi, dedicandosi alla scultura, alla pittura e alle installazioni.
  • Le sue opere[1] sono basate sul contrasto tra realtà ed apparenza, sull'inganno generato dallo sguardo frettoloso. Ogni cosa è esattamente l'opposto di ciò che appare e nessuno sembra accorgersene. Il metallo non è metallo, ma spesso cartone o polistirolo travestito da metallo. L'usura e l'ossidazione dei materiali sono soltanto un abile gioco di interventi manuali. La leggerezza è travestita da pesantezza. Gli equilibri precari sono calibrate composizioni statiche. L'acqua viene riprodotta attraverso materiali tecnologici come il plexiglas e il vetro.
  • Giocare con i materiali e con il concetto di apparenza è uno dei modi di Ignazio Fresu per collegarsi alle tematiche del divenire, della trasformazione dell'uomo e delle cose operata dallo scorrere del tempo così come al concetto della bellezza precaria ed effimera. Spesso l'artista si avvale anche di titoli evocativi, riferibili a frasi o aforismi tratti dall'universo letterario o filosofico.
  • Si è detto che Fresu è un artista a tutto tondo, capace di trattare con dovizia di tecnica e con grande ispirazione qualsiasi forma d'arte.
  • L'artista pratese[1], conosciuto per le sue installazioni di grande impatto visivo ed emotivo, tutte giocate sul contrasto tra apparenza e realtà, ha presentato [nel 2007] al Giardino del The di Prato una serie di lavori in cui per la prima volta lascia in disparte la materia scultorea per rivolgersi invece a tela e pennelli.
  • Fresu non utilizza i comuni colori o le tecniche pittoriche più tradizionali, bensì procede da un'elaborazione digitale delle fotografie di alcune sue installazioni tridimensionali, per poi proseguire ad una stampa delle immagini con inchiostro a olio su tela ed infine ad un intervento pittorico su di essa con impasti acrilici a base di alluminio e ferro. L'utilizzo della materia metallica è uno degli elementi caratterizzanti del lavoro di Fresu, un modo per far sì che con il tempo le superfici da esso ricoperte si deteriorino ossidandosi, si trasformino arricchendosi.
  • [In] "Tutte le cose che abbiamo visto e preso le lasciamo; quelle che non abbiamo visto né preso, le portiamo con noi", installazione presentata a Pistoia che dà forma all'aforisma di Eraclito in cui si narra dell'enigma della conoscenza sull'immediato e soprattutto la preminenza dell'interiorità rispetto all'illusoria concretezza del mondo esterno, in cui stele di ferro rugginoso e pietra poste in equilibrio precario sono in realtà dei blocchi di polistirolo.[1]
  • Quello degli equilibri precari è uno fra i temi più rappresentati da Fresu [che] troviamo raffigurato ne "La Ginestra", che riproduce un'installazione presentata a Firenze apertamente ispirata alla celebre poesia di Giacomo Leopardi in cui il fragile e precario arbusto, simbolo dell'uomo, resiste alle violente forze della natura, specchio delle difficoltà della vita.
  • Il gioco delle verosimiglianze invece lo troviamo nella tela che riproduce "Who What Where", installazione presentata a Siena nella [mostra] collettiva "H2O Espressioni Liquide", in cui l'elemento liquido viene reso attraverso ciotole di cristallo che avvalendosi del gioco di rifrazione della luce commisto ad un attento equilibrio di pieni e vuoti, creano giochi acquatici incredibilmente carichi di magia.[1]
  • "Ricerco una dimensione differente da quella comune e la sua mutabilità per cogliere il senso di una bellezza non convenzionale" dice Ignazio Fresu.
  • Ignazio Fresu si diverte a giocare con la percezione dell'occhio umano, un occhio che spesso sembra fermarsi solo all'apparenza, al primo impatto, ma che invece deve imparare ad andare oltre, a scandagliare i significati più reconditi delle cose.
  • Che si parli di Eraclito, di Leopardi, di Montale o di Ungaretti, le opere di Ignazio Fresu non sono mai così eccessivamente concettuali e incomprensibili come ci si aspetterebbe da un artista contemporaneo, anzi con la loro leggerezza e ironia ci strappano un sorriso, ci ammaliano per l'inusuale collocazione in cui spesso si trovano, destano meraviglia per gli improbabili equilibri in cui si pongono ed inevitabilmente ci attraggono provocando nel nostro intimo un flusso continuo di domande e di pensieri. La scelta di avvalersi di titoli evocativi, riferibili all'universo letterario o filosofico, è un mezzo per Ignazio Fresu per parlare della realtà circostante attraverso il linguaggio dei grandi mediato dalla sua incredibile capacità di alleggerire.
  • Nonostante il grande lavoro di preparazione che sta dietro a tutte le installazioni di Fresu, dal reperimento dei materiali, alla loro lavorazione, al trasporto e all'allestimento degli stessi, quello che l'osservatore percepisce è un grande senso di levità e poesia.
  • La patina metallica e polverosa che riveste uniformemente tutti gli elementi delle installazioni, e che spesso invade anche la pittura, oltre ad essere la cifra stilistica ed il segno imprescindibile di Fresu, è un mirabile espediente per fermare il tempo, per svuotare gli oggetti del loro quotidiano significato facendoli diventare parole di un nuovo vocabolario, con cui scrivere un discorso più ampio. L'aspetto più incredibile è che, pur nell'uniformità dettata dal rivestimento, questi singoli elementi appaiono ancora più evidenti di prima, quando si potevano distinguere per forma e colore. Come un flash, o un fotogramma in bianco e nero, le installazioni di Fresu congelano un istante e fanno convergere il nostro pensiero e la nostra attenzione verso qualcosa di diverso, ci portano a contatto con aspetti dell'interiorità che spesso ignoriamo, portano alla luce verità di cui spesso perdiamo il ricordo. Quella di Fresu è continua ricerca e approfondimento del senso della vita, un cammino dentro il pensiero dell'uomo, nelle sue sensazioni, nel suo far parte della realtà. Ogni opera non è mai una tappa di arrivo, ma il punto di partenza e lo stimolo per crearne di nuove e sempre più sorprendenti.
  • Meravigliare e far riflettere, questo è il difficile compito di Ignazio Fresu, reso ancora più arduo dall'utilizzo di un linguaggio universalmente comprensibile.

Note[modifica]

  1. a b c d Con riferimento a Ignazio Fresu.

Bibliografia[modifica]

  • Sara Paradisi, Il gioco delle apparenze fatto arte, Siena, 2007.