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Shida Bazyar

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Shida Bazyar nel 2016

Shida Bazyar (1988 – vivente), scrittrice tedesca di origini iraniane.

Intervista di Tonia Mastrobuoni, repubblica.it, 16 gennaio 2026. [Sulle proteste in Iran del 2025-2026]

  • [«Come sta vivendo le proteste in Iran?»] Un incubo. È molto difficile stare in Germania, godersi un sistema democratico e la libertà quando uno sa cosa sta succedendo lì. La verità è che la mia testa non è qui.
  • La mia impressione è che gli iraniani scendano in piazza perché sono disperati, senza alternative e perché sentono che la loro vita non ha più alcun valore e allora tanto vale metterla a rischio. Quando scoppiò il movimento ‘Donna, vita, libertà’ sembrava ci fosse un orizzonte, ma è stato anche un bagno di sangue. Stavolta non oso più parlare di speranza. Ma non vuol dire che sia pessimista. I segnali sono molto evidenti: questo sistema non ha più il sostegno della popolazione.
  • [...] le trattative con il regime non servono a niente, Sono infidi, sanno come sfruttare per se stessi i loro interlocutori internazionali. L’unica via è la rivoluzione.
  • [«Pensa che Trump dovrebbe attaccare l’Iran?»] È la soluzione che preferisco di meno. L'"esportazione della democrazia" con le bombe non ha mai funzionato e da uno come Trump che sta smantellando la democrazia negli Usa, figuriamoci. Allo stesso tempo, siccome la comunità internazionale tace, mi sembra che sia diventata una soluzione plausibile.
  • È vero che stavolta è partita dai bazaari, tradizionalmente conservatori. E l’ultima volta non avevano partecipato. Ma le proteste ora ci sono anche nelle regioni rurali e più conservatrici.
  • [Su Reza Pahlavi] Non capisco perché il figlio di un ex dittatore cacciato da una rivoluzione dovrebbe essere una soluzione. Per me è importante capire cosa vogliono gli iraniani. Però è vero che nella diaspora, tradizionalmente spaccata, c’è una convergenza sul suo nome. Anche grazie a un generale spostamento a destra. Però io penso che bisognerà ascoltare gli iraniani. Se è quello che vogliono, lo accetterò. Ma diffido di un uomo solo al comando che dice "sono il garante della democrazia".

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