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Sir Gareth

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Illustrazione di Gareth

Sir Gareth, noto anche come Bellamano, personaggio del ciclo bretone e delle leggende arturiane.

Citazioni di Sir Gareth

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Citazioni in ordine temporale.

  • Un cavaliere deve tollerare qualunque cosa da parte di una damigella [...]. Per questo non ho badato alle vostre parole, per quanto ingiuriose fossero; anzi, quanto più mi offendevate e mi facevate montare in collera, tanto più sfogavo la mia ira contro gli avversari che incontravo. Così le vostre ingiurie mi hanno esortato a battermi e mi hanno indotto a cimentarmi per provarvi fino in fondo di cosa sono capace.
  • Se ho cercato accoglienza nelle cucine di Artù, è stato solo per avventura, perché avrei potuto trovare di che sostentarmi in qualunque altro posto. Ma l'ho voluto fare per mettere alla prova i miei amici e perché un giorno si potesse sapere che sono un gentiluomo.
  • Ser Lancillotto mi ha concesso l'investitura e niente potrà indurmi a parlare male di lui.

Citazioni di Sir Gareth

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Citazioni in ordine temporale.

  • Il giovane più bello del mondo, alto, robusto e prestante, dal viso perfetto e dalle più grandi e splendide mani che si fossero mai viste, ma che si muoveva come se non riuscisse a reggersi senza essere sostenuto.
  • Secondo me è nato villano e non diventerà mai un gentiluomo, altrimenti vi avrebbe chiesto un cavallo e un'armatura. I suoi desideri rispecchiano invece la sua condizione. Comunque, dato che non ha nome, lo chiamerò Bellamano e lo porterò in cucina dove potrà mangiare tutti i giorni tanto di quel brodo che tra un anno sembrerà un porcello all'ingrasso. (Sir Kay)
  • Appena i due uomini che avevano accompagnato il giovane furono ripartiti lasciandolo nelle mani di ser Kay, questi cominciò a schernirlo e a farsi beffe di lui. Ma ser Galvano se ne adirò e ser Lancillotto ordinò al siniscalco di smetterla, aggiungendo che era pronto a scommettere che si sarebbe dimostrato un cavaliere di grande valore.
    «Non avete ragioni per ritenerlo» replicò il siniscalco. «Le sue rischieste mostrano la sua vera natura; non vuole che da bere e da mangiare e in fede mia deve essere cresciuto in un'abbazia dove, comunque andassero le cose, gli facevano sempre mancare il vitto! Per questo è venuto a cercarlo qui.»
  • Così Bellamano fu mandato in cucina, e la notte dormiva con gli altri garzoni, sopportando tutto pazientemente per dodici mesi. Ma nel frattempo era riuscito a incontrare il favore generale, degli uomini come dei ragazzi, per la sua umiltà e la sua dolcezza. E ogni volta che vedeva dei cavalieri intenti alle giostre, se poteva si fermava ad osservarli e cercava in tutti i modi di trovarsi ovunque si svolgesse qualche prova di prodezza, così che accadeva che chiunque si esercitasse nel lancio di sbarre o di pietre si trovava sempre superato da lui di almeno due iarde.
  • Ho pensato fin dal primo momento che doveste essere di sangue nobile e che non foste venuto a corte solo per mangiare e bere! (Lancillotto)
  • Ha sconfitto tutti e quattro i fratelli e ucciso il Cavaliere Nero [...]. Ma prima ancora aveva fatto di più: aveva disarcionato ser Kay lasciandolo a terra mezzo morto e aveva affrontato un duro scontro con ser Lancillotto concludendolo alla pari. È stato allora che ser Lancillotto lo ha armato cavaliere.
  • Egli [...] è arrivato a corte sorretto da due uomini come se non fosse stato in grado di camminare e mi ha pregato di accordargli tre doni. Il primo, che richiese quello stesso giorno, era che gli dessi cibo a sufficienza per i dodici mesi a venire. Gli altri due li ha voluti allo scadere dell'anno, e cioè che gli concedessi l'avventura di damigella Lynet e che ser Lancillotto lo armasse cavaliere quando egli lo avesse voluto. Io ho esaudito i suoi desideri, ma la corte, stupita di così modeste richieste, ha creduto che non discendesse da un nobile lignaggio. (Re Artù)
  • Sin da quando non fu più un bambino ser Gareth si è dimostrato un ragazzo arguto e fermo nel suo intento. E per quanto mi miravigli che ser Kay lo abbia schernito chiamandolo Bellamano, devo ammettere che quel soprannome gli si addice, perché ritengo che mio figlio abbia la mani più belle che si siano mai viste, e anche le più adatte a fare del bene. (Morgause)
  • Lancillotto era il cavaliere che il giovane amava di più; perciò rimase quasi sempre con lui anche perché, dopo che si fu assicurato della buona salute di ser Galvano, non volle più accompagnarsi a quell'uomo vendicativo che, quando odiava, era pronto anche a commettere omicidi. E a ser Gareth questo ripugnava.
  • Io amavo ser Gareth più di qualunque mio parente, e piangerò per sempre la sua morte [...]. Prima di tutto, perché fui io a investirlo cavaliere; poi, perché so che mi amava più di ogni altro; il terzo motivo è che era un uomo nobilissimo, leale, cortese, gentile e di buona indole. (Lancillotto)

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