Sotto il vestito niente
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Sotto il vestito niente
Il Teatro dei Filodrammatici di Milano, usato nel film come location per il fittizio Hotel Scala
| Titolo originale |
Sotto il vestito niente |
|---|---|
| Lingua originale | italiano |
| Paese | Italia |
| Anno | 1985 |
| Genere | thriller |
| Regia | Carlo Vanzina |
| Sceneggiatura | Carlo Vanzina, Enrico Vanzina, Franco Ferrini |
| Produttore | Achille Manzotti |
| Interpreti e personaggi | |
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Sotto il vestito niente, film italiano del 1985 con Tom Schanley, Renée Simonsen e Donald Pleasence, regia di Carlo Vanzina.
Frasi
[modifica]- Che cos'è una modella? Un corpo, un volto, un po' di trucco, un bel vestito... e sotto il vestito? Sotto il vestito... niente. (fotografo)
Dialoghi
[modifica]- Bob: Sono il fratello di Jessica Crane.
Commissario Danesi: E... potrei sapere chi è... Jessica Crane?
Bob: È una modella, una modella americana. Vede, commissario, ho paura che sia stata assassinata.
Commissario Danesi: Ne è sicuro?
Bob: L'ho visto! È successo due giorni fa all'Hotel Scala, nella camera 303.
Commissario Danesi: Lei era nella stanza?
Bob: ...no, io ero nel Wyoming.
Commissario Danesi: Ah! ...senta, mi corregga se sbaglio, ma il Wyoming non è un po' fuori mano rispetto all'Hotel Scala?
Bob: Più o meno 15 ore di volo.
Commissario Danesi: Eh già, eppure lei ha visto tutto.
Bob: Ho visto l'arma – un paio di forbici – e ho visto il sangue, però la faccia dell'assassino non l'ho vista.
Commissario Danesi: Ah, lo credo bene! Se in quel momento lei stava nel Wyoming...
Citazioni su Sotto il vestito niente
[modifica]- Fummo chiamati dal produttore Achille Manzotti per realizzare un film dal romanzo omonimo. In un primo momento il film lo avrebbe dovuto fare Michelangelo Antonioni. [...] Noi leggemmo il libro: era bruttissimo. Ma decidemmo di andare avanti lo stesso perché il titolo era formidabile e l'idea di ambientare un thriller nel mondo della moda era ottima. Decidemmo di inventare tutto, al di fuori della trama del libro, e di fare un film alla Brian De Palma [...]. L'idea dei due gemelli è quella portante. Ci ha permesso di fare un film contaminato con presenze americane. Il film, poi, nella dinamica del delitto, è nato da uno spunto vero di cronaca nera: il caso Terry Broome, modella americana che uccise Francesco D'Alessio, un playboy che oltretutto Carlo ed io avevamo conosciuto bene. (Enrico Vanzina)
- La difficoltà maggiore è stata ottenere l'appoggio di stilisti e di tutto l'entourage che ruota attorno alla moda. [...] Alcuni hanno temuto che il film contenesse critiche dirette, ma non era questo il nostro intento. Al contrario, volevamo raccontare anche la condizione delle modelle: giovani donne proiettate in un ambiente duro, competitivo, spesso spietato. [...] Volevamo indagare cosa può scattare nella mente di una giovane donna catapultata in un universo che promette successo ma può anche rivelarsi crudele e alienante. (Carlo Vanzina)
- Per un po' ho chiuso i rapporti con gli stilisti milanesi. [«Perché?»] Per il lancio di Sotto il vestito niente. Non li invitai alla première, ma gli feci allestire una prima fila di poltrone riservate, con tanto di nome stampato. Le poltrone rimasero vuote. E tutti pensarono che non fossero intervenuti in polemica col film. (Enrico Lucherini)
- Quando girammo il film, i grandi stilisti milanesi non ci aiutarono affatto. Avevano paura che il film fosse contro di loro. L'unico a partecipare fu Moschino, che organizzò una meravigliosa sfilata alla stazione Centrale di Milano. Ne ebbe un grande ritorno pubblicitario. [...] A Milano, la sera della prima, il mondo della moda disertò l'evento. In prima fila c'erano i posti vuoti di tutti i sarti famosi. Enrico Lucherini, il nostro press agent, ci ricamò sopra. Uscirono tutti i giornali con il titolo "La Moda di Milano trema". (Enrico Vanzina)
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