Differenze tra le versioni di "Maurizio Ferraris"

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==Citazioni di Maurizio Ferraris==
*[...] a ben vedere, la friabilità del tufo, la sua eterna disponibilità a ritornare alla natura, proprio come accade nei templi Maya affondati nelle foreste dello Yucatan, costituisce l'insegnamento più profondo che si può trarre da quella città fatta di tufo che è [[Napoli]]. Una simile riflessione getterebbe un ponte ideale verso la lenta ginestra di Leopardi, verso la natura indifferente alla storia.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2019/07/06/adorno-vide-napoli-e-non-moriRobinson16.html Adorno vide Napoli e non morì]'', ''la Repubblica'', ''Archivio'', 6 luglio 2019.</ref>
*«[[Cazzimma]]», in [[dialetto napoletano|napoletano]], significa pressappoco «cattiveria maligna». «Pulicana» è un'aggravante, e si riferisce alla faccia, notoriamente aggrondata, del pellicano. Sicché la cazzimma pulicana sarebbe il cipiglio che avrebbe un [[pellicano]], già torvo al naturale qualora fosse incazzato.<ref>Da ''[https://books.google.it/books?hl=it&id=AZglAQAAIAAJ Il tunnel delle multe: {{small|ontologia degli oggetti quotidiani}}]'', Einaudi, 2008. ISBN 88-06-19134-9</ref>
*{{NDR|[[Napoli]]}} è rimasta città di corte. Come [[Torino]]. Solo che Torino è una città piccola, poco più di un villaggio, ma i pochi plebei che l'hanno da sempre abitata sono sta­ti messi in riga, facendogli fare pri­ma i soldati e poi gli operai. A Na­poli, invece, non c'è mai stato un vero esercito; ma un milione di per­sone che non osserva nessun tipo di regole e dei borghesi subordina­ti ad essi, subalterni, che ne hanno paura.<ref>Da Angelo Agrippa, ''[https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2009/15-aprile-2009/filosofi-borseggiati-torinese-ferraris-altro-che-cuore-napoli-citta-feroce-1501188076441.shtml Filosofi borseggiati, il torinese Ferraris: Altro che cuore, Napoli è una città feroce]'', ''Corriere del Mezzogiorno.it'', ''Napoli'', 15 aprile 2009.</ref>
*{{NDR|Su [[Friedrich Nietzsche]]}} Era un accanito lettore di giornali e se fosse vissuto oggi sarebbe sul Web tutto il giorno, nonostante i problemi di vista.<ref>Citato in ''Focus Storia'', n. 64, febbraio 2012, p. 108.</ref>
*I libertini, spiega {{NDR|il [[Marchese de Sade]]}}, hanno nel sangue le forze telluriche del [[Vesuvio]], mentre le persone ordinarie sono piatte come le pianure del vercellese.<br>È con questo mantra per la testa che giro per le vie di Napoli infastidito come un leghista di una volta e insieme sottomesso a una realtà più profonda infinitamente più antica di quelle che posso trovarmi tra le vie squadrate che portano i nomi di arciduchesse sabaude: proprio la vita dell'antichità, commentava [[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]] e ripeteva [[Ulrich von Wilamowitz-Moellendorff|Wilamowitz]]. Nelle insensate processioni della Madonna dell'Arco riemergono le usanze delle fratrie greche che nessun cristianesimo è riuscito ad addomesticare. Nelle donne grassissime e panterate che girano in moto come se le ruote facessero parte del loro corpo riappare il Pantheon pittoresco che, non dimentichiamocelo, era bianco e composto solo per i gentiluomini della Virginia del diciottesimo secolo. Il tratto dominante nascosto sotto la dolcezza dei paesaggi e la mitezza delle persone è in effetti l'orrore.<ref>Da ''Adorno vide Napoli e non morì'', ''la Repubblica'', ''Archivio'', 6 luglio 2019.</ref>
*In un recente scambio epistolare che abbiamo avuto a proposito di ''[[Martha Nussbaum#Non per profitto|Non per profitto]]'' la [[Martha Nussbaum|Nussbaum]] ha sottolineato che il suo progetto comporta tre esigenze fondamentali. «La prima è l'attività socratica del promuovere la capacità di ogni persona di auto-esaminarsi e auto-chiarirsi, favorendo una cultura pubblica deliberativa più riflessiva, in cui si sia meno influenzati di quanto lo siamo ora dagli altri, dall'autorità e dalla moda. La seconda è la capacità di pensare come "cittadini del mondo", con una conoscenza adeguata della storia del mondo, dell'economia globale, e delle principali religioni mondiali. La terza è coltivare l'immaginazione simpatetica. Già i bambini sono capaci di immedesimarsi nella posizione degli altri, ma questa capacità ha bisogno di essere sviluppata, se deve rendere i cittadini capaci di pensarsi al di fuori del loro circolo ristretto e assumere le posizioni di gente molto diversa da loro. Una democrazia non può durare molto senza queste tre abilità. E non possiamo assumere che esse compariranno magicamente dal nulla, senza che vengano deliberatamente coltivate attraverso l'educazione».<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/02/22/martha-nussbaum.html Martha Nussbaum]'', ''la Repubblica'', 22 febbraio 2011.</ref>
*Napoli non ha mai creduto alla modernità ed è per questo che è naturalmente postmoderna e decostruzionista.<ref>Da ''Adorno vide Napoli e non morì'', ''la Repubblica'', ''Archivio'', 6 luglio 2019.</ref>
*Non è lontano il giorno in cui lo [[specismo]] ci risulterà altrettanto inaccettabile che il razzismo, ma perché ciò avvenga bisogna non cedere alla retorica e lavorare con finezza di analisi e con sottigliezza dialettica. È quello che fa in questo libro {{NDR|''Il maiale non fa la rivoluzione''}} [[Leonardo Caffo]], il più promettente, versatile e originale tra i giovani filosofi italiani.<ref>Citato in Leonardo Caffo, ''Il maiale non fa la rivoluzione: manifesto per un antispecismo debole'', Sonda, Casale Monferrato, 2013, quarta di copertina. ISBN 978-88-7106-701-8</ref>
*{{NDR|Su [[Papa Benedetto XVI|Benedetto XVI]]}} Pontefice molto moderno: è un conservatore ma sotto questo profilo è molto innovatore, molto aperto alle tecnologie anche perché, storicamente, c'è una dottrina sociale della Chiesa estremamente attenta ai mezzi di comunicazione di massa come la radio e la tv. C'è un'idea che bisogna fare apostolato attraverso strumenti più evoluti.<ref>Citato in ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=242&ID_articolo=3649&ID_sezione=524&sezione= "Papa più moderno dello Stato"]'', ''La Stampa.it'', 24 gennaio 2011.</ref>
*Una volta, a Napoli, il tassista, che passava clamorosamente con il rosso, ricevette una strombazzata da un'auto che passava regolarmente con il verde. Il tassista commentò: se ne approfitta perché ha ragione. Da episodi come questi non è difficile capire perché Napoli abbia sempre esercitato una così forte attrazione sui filosofi. E soprattutto sui filosofi venuti dal Nord, fosse pure quel Nord minimale che è la landa dei polentoni da cui provengo. E che già per il [[marchese de Sade]] costituisce un paragone antropologico svantaggioso. I libertini, spiega, hanno nel sangue le forze telluriche del Vesuvio, mentre le persone ordinarie sono piatte come le pianure del vercellese.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2019/07/06/adorno-vide-napoli-e-non-moriRobinson16.html Adorno vide Napoli e non morì]'', ''la Repubblica'', ''Archivio'', 6 luglio 2019.</ref>
 
{{int|Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/08/08/il-ritorno-al-pensiero-forte.html Il ritorno al pensiero forte]''|''la Repubblica'', 8 agosto 2011.}}

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