Differenze tra le versioni di "Tevere"

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*Allo scopo di esagerare, per l'amore delle antitesi, che è il delirio dei poeti, la decadenza materiale di Roma, incaricò persino il Tevere di essere afflitto e di aver voluto ritirarsi, per la gran vergogna, in un angolo della città, non d'altro occupato che di somministrare le sue acque, che, sole, rimasero bionde come im antico, a lavare i lini sudici dei neonati Quiriti. [...] Visto dal ponte Elio e dal ponte Senatorio, è ancora il più maestoso fiume d'Italia che attraversi una città. A Ripa Grande, la selva delle antenne e il biancheggiar delle vele e i fumi densi delle vaporiere lo fanno parer davvero un porto di mare; il che è ben altra cosa dall'esser ridotto un rigagnolo avvilito, non visitato che dalle lavandaie. ([[Giuseppe Rovani]])
*Ce sta un detto de Combucio che dice siedete sur fiume e aspetta il cadavere del tuo nemico. Però se er fiume è il Tevere il cadavere è il tuo perché te se magnano li sorci. ([[Corrado Guzzanti]])
*Del primo di questi luoghi dice la Scrittura, che vuol dire ''Testaceo'', ẟ il medesimo dicono li [[Septuaginta|settanta]], i quali voltano in ''monte Testaceo''. Potrebbe pensare alcuno, che quel monte fosse così chiamato per la medesima causa per la quale ha il medesimo nome, il [[Monte Testaccio|monte Testaccio]] di Roma, che è vicino al Tevere, ẟ è alto piedi 160. e circonda tre ottave parti di un miglio. Fù questo monte fatto à poco, con occasione, che fù proibito, che nel tevere non si gettassero rottami de' vasi per schivare , che il fondo del fiume non s'inalzasse, e conseguentemente restasse impedita, ò sostenuta la corrente dell'acqua, e nelle piene s'ingorgate il Tevere, ẟ e allagasse la Città. ([[Giovanni Stefano Menochio]])
*Il Tevere non sarà biondo come si usa dire, ma è placido e ti accoglie meglio di un letto se ti vuoi immergere. I suoi ponti con la pelle butterata dalle intemperie non ti invitano al suicidio ma alla contemplazione del tempo che scorre placido e indifferente, proprio come un fiume. ([[Tonino Conte]])
*La vita non è che un passaggio episodico e impercettibile su quelle vaste piazze sepolcrali, lungo quelle vie larghe e selciate che s'inarcano e si sprofondano all'infinito, presentando indescrivibili prospettive, e hanno l'aria storica e costernante dei luoghi dove ''ci si vede''. Talvolta, sopra pensiero, si sente il gorgoglìo del Tevere. ([[Vincenzo Cardarelli]])
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