Renato Barilli: differenze tra le versioni

Jump to navigation Jump to search
wlink che forse, forse potrebbe andar bene per creare la v. tematica: Manifesto (stampato). Fix: regime anziché regione.
(standard bio.)
(wlink che forse, forse potrebbe andar bene per creare la v. tematica: Manifesto (stampato). Fix: regime anziché regione.)
==Citazioni di Renato Barilli==
*Certo è che pure in [[Giacomo Balla|Balla]] e in [[Fortunato Depero|Depero]] le sagome si fanno esatte, plastiche, volumetriche, conciliate col piacere della decorazione. De resto Depero non è alieno dallo sfruttare anche lui il tema della maschera, seppure sotto la forma, più consona al credo [[Futurismo|futurista]], del robot: e dunque si tratta di una maschera, di un burattino confacente al clima dell'industrialismo; così come il sostanziale realismo magico-incantato di Dottori cerca la legittimazione nell'Aeropittura. Ma sono alibi, giusto per non tradire la fede nel progresso, quando in realtà essa vacilla ed è scossa dal dubbio.<ref>Da ''L'arte e il manifesto: una storia comune''; citato in ''L'Italia che cambia attraverso i manifesti della raccolta Salce'', Catalogo della mostra, Palazzo della Permanente, Spazio Baj Palazzo Dugnani, Ridotto dei palchi del Teatro della Scala, Milano 12 settembre - 29 ottobre 1989, Edizioni Artificio, Firenze, 1989, p. 60.</ref>
*Se poi lasciamo questo versante "astratto", decisamente coraggioso quando sia sviluppato nell'ambito del [[Manifesto (stampato)|manifesto]], per rientrare in un più accattivante linguaggio figurativo, constatiamo che anche qui i migliori cartellonisti del decennio non rinunciano allo spirito di una sintesi forzata: è l'occasione di elevare un peana al lavoratore, visto appunto come una "macchina" protesa nello sforzo, anche quando si concede al tempo libero dello sport o del turismo, di cui il regime è tenuto a farsi carico, come vuole il modello delle grandi dittature nazional-socialiste di quegli anni. Si veda in tal senso una splendida serie di contributi realizzati da [[Franz Lenhart|F. Lenhart]], che ci dà anche una specie di vocabolario dei piaceri "generosamente" orchestrati allora dal regioneregime dominante: la partita a tennis, la gita sociale, in treno o in autobus, e infine il piacere allo stato puro, alquanto vizioso e dissipatorio, cioè l'elogio delle cartine per sigarette Modiano, affidato alla seduzione di una figura femminile redatta secondo canoni di moda anch'essi condotti con estrema essenzialità.<ref>Da ''L'arte e il manifesto: una storia comune''; citato in ''L'Italia che cambia attraverso i manifesti della raccolta Salce'', Catalogo della mostra, Palazzo della Permanente, Spazio Baj Palazzo Dugnani, Ridotto dei palchi del Teatro della Scala, Milano 12 settembre - 29 ottobre 1989, Edizioni Artificio, Firenze, 1989, p. 62.</ref>
 
==Note==

Menu di navigazione