Differenze tra le versioni di "Vintilă Horia"

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*[...] Mozart, attraverso il quale capivo a poco a poco il fascino tragico di Vienna, fatto di musica, come la Francia è fatta di parole; un fascino ingannatore, sulle prime, poiché il rococò dei palazzi, esattamente come il serico patos di Mozart, sembra creato in una specie di gioia adolescente, quando in realtà è una maschera di velluto per nascondere un viso moribondo, quello dell'ultima conoscenza di una civiltà imperiale affaticata, cosciente già della sua inutile e gloriosa follia. Qualcosa come Venezia nel XVII secolo, che tradusse la sua decadenza in pittura. La musica austriaca, da Mozart a Richard Strauss, non è che l'espressione di questa ultima presa di coscienza. (da ''Nota di diario di Domenica, 17 gennaio 1965'', p. 62)
*Violenza e fragilità costituiscono per l'uomo tradizionale una specie di ritornello fatalmente legato alle apparizioni totalitarie della storia. Collocato in uno spazio originario che il filosofo romeno [[Lucian Blaga|Lucian Blaga]] chiamava «matrice stilistica» dove ha creato il suo genere di vita, ma anche il suo stile religioso e artistico, il contadino è forzatamente nemico della storia, destinata ad avere una fine di cui il cristianesimo gli ha confermato la necessità e la venuta. (da ''Nota di diario di Lunedì 18 gennaio 1965'', p. 65)
*La [[storia]] come valore sicuro, ortodosso, piantata su basi incrollabili. Nulla di più falso. Ci si è sempre gettati nella improvvisazione, con la bocca piena d'acqua, come cattivi nuotatori lontano dalla riva. (da ''Nota di diario di giovedì 17 gennaio 1965'', p. 175)
*Ammiro i [[Vagabondo|vagabondi]]. Sono loro forse gli ultimi eroi laici del nostro tempo, antitesi vivente e satirica degli anticonformismi intellettuali, avidi di premi letterari, di lodi, di comodità e di schiavitù. (da ''Nota di diario di sabato, 31 luglio 1965'', p. 199)
*V'è una prospettiva della [[Bugia|menzogna]] che fa vivere i suoi fedeli, come l'ombra fa spuntare i funghi e gl'incubi. (da ''Nota di diario di Mercoledì 11 agosto 1965'', p. 214)
*[...] i [[Romania|Romeni]], col loro combattimento permanente agli estremi di una situazione-limite biologica e spirituale, resero possibile l'arte gotica, Il Rinascimento, il tomismo e tutto quanto in Occidente è costruito sulla roccia, tutta la continuità e la calma ''intra muros''. ''Extra muros'' vi fu una zona incerta situata fra la cattedrale e il deserto dei tartari; qui, nel suo seno nacque la filosofia del contadino del Danubio [...]. (da ''Nota di diario di giovedì 12 agosto 1965'', p. 215)
*Bisogna essere fanatici per volere imporre ai romanzieri il metodo del ''voyeur''! Isolare un solo senso, il più superficiale e trasformarlo in cannocchiale, eliminare l'udito, il tatto, l'odorato, fare del soggetto, o del personaggio, un essere senza memoria, senza passato, provo di immaginazione, è come tagliarsi quattro dita per prendere meglio le cose col pollice. (da ''Nota di diario di Domenica 15 agosto 1965'', p. 219)
*L'uomo spettatore. Il ''voyeur''. Universo invalido. Anche la messa radiodiffusa. Dio invisibile servito a ora fissa, in capo a un filo, per così dire. Un giorno, scompariremo dietro uno schermo. (da ''Nota di diario di Domenica, 31 ottobre 1965'', p. 283)

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